D. Severino GALLO sdb"PASQUA: LUCE - GIOIA- CIELO"

PASQUA: LUCE - GIOIA- CIELO
"E' risorto! Non è qui!".
Questo è lo squillante grido che risuona in tutta la Chiesa oggi.
E' Pasqua! E' festa grande per la Chiesa. E' primavera anche per la nostra vita cristiana e religiosa. Siamo pieni di gioia.
La nostra riflessione ora cerca di dare a questa gioia il profondo contenuto che la celebrazione odierna suggerisce. Si tratta di fermarci un
momento a riflettere e a proporre di tradurre in vita quanto commemoriamo.
1. IN UN MONDO CHE ANCORA ANNUNZIA LA MORTE…
2. NOI ANNUNZIAMO LA RISURREZIONE DI Gesù'

1. Non è amore di contrasti, non è la ricerca d'effetto oratorio, che ci spinge a prendere le mosse, oggi, dalle voci di morte che salgono dalla nostra civiltà.
Noi avvertiamo che quanto sta succedendo è un ennesimo richiamo, all'uomo distratto d'oggi, a collocare finalmente la risurrezione al centro della sua fede e della sua vita.
Nel nostro mondo, invece, continua a trionfare la morte: leggi ingiuste contro la vita, aborto, violenza ed egoismo, eversione e distruzione, terrorismo e delinquenza… E' la logica della morte che continua a trionfare. E' la negazione radicale della Pasqua.
* C'è chi tenta ancora di lasciare o di rimettere Gesù nel sepolcro: gli tolgono spazio, voce, influenza, potere.Là dove si predica e si pratica la morte, la distruzione, l'anti amore, si mette da parte Gesù, la sua Parola, il suo messaggio.
Nella sua logica aberrante, nelle sue imprese di sangue e di morte, questa logica infernale è contro la vita, contro la gioia, e quindi contro l'uomo. Perciò finisce col confermare quanto noi oggi, con la Pasqua, riaffermiamo solennemente: Gesù, solo Gesù è la vita, la risurrezione, la gioia. Dove manca Gesù, o dove viene escluso, continua la logica della morte.
* Ma noi, fondati sulla nostra fede pasquale, siamo convinti che questa logica di morte non potrà vincere. Perciò proclamiamo con fede: "Gesù è risorto!".

2: … NOI ANNUNCIAMO LA SUA RISURREZIONE…
Dal primo discorso dell'apostolo Pietro (At. 2,14-41; cfr. I Lettura d'oggi) fino ad oggi la Chiesa continua a ripetere senza stancarsi il grande annunzio pasquale: "Sì, Cristo è risorto!". E noi ne siamo testimoni.
In tal modo la Chiesa proclama il nucleo centrale del suo annunzio di salvezza: la ragione fondamentale della sua esistenza e della sua costituzione; il fondamento inconcusso della sua speranza, che la spinge, sulle strade del mondo, a sfidare l'indifferenza, il disprezzo, la persecuzione.
E finché ci sarà un seguace di Gesù al mondo, non si spegnerà mai questa voce che testimonia: Cristo è risorto. In realtà questi venti secoli di storia cristiana, con le sue luci stupende, con le sue ombre frequenti, con le sue lotte, i suoi martiri, le depressioni e i tradimenti, formano una meravigliosa catena che ci ricongiunge ai primi, fortunati testimoni oculari di Gesù risorto.
Che cosa annunzia la Chiesa col suo messaggio pasquale?*Annunzia la divinità del suo Fondatore e la sua splendida vittoria sulla morte.
*Annunzia la sua vittoria sul male e sul peccato.
* Annunzia l'operante presenza di Gesù nella propria vita.
* Annunzia la definitiva redenzione dell'umanità chiamata ad entrare con la fede in questo flusso di vita, mediante la sua risurrezione, un passaggio dall'ignominia alla gloria, dal sepolcro alla beatitudine della vita senza fine, come avvenne per Lui.
*Annuncia la già decretata risurrezione dell'uomo e del creato, ancora in attesa, ma certamente avviato alla pienezza…

3. ANNUNZIAMO LA RISURREZIONE DI GESU', CON LA VITA DA RISORTI.
Quest'annunzio però deve essere incarnato nella nostra vita. Il mondo vuol vedere l'annunzio pasquale sulla nostra faccia e nella nostra condotta. Altrimenti esso è inefficace. Dunque, come potrebbe essere una "vita pasquale"?a) Una vita pasquale è una vita di luce:"Voi siete la luce del mondo (…): risplenda la vostra luce…" (Mt. 5,14 ss.).E' la meravigliosa simbologia del cero, acceso questa notte.
Nel nostro Battesimo quella luce ci è stata consegnata, perché splendesse nelle nostre azioni, come onestà, come giustizia, come esemplarità, come limpidezza e linearità…b) Una vita pasquale è una vita di gioia:"La vostra gioia nessuno ve la potrà togliere" (Gv. 16,22).In un mondo malato di tristezza, noi gridiamo la gioia di Gesù risorto, con la nostra serenità, con l'accettazione del dolore, inevitabile risvolto del mistero pasquale, con il servizio fraterno e disinteressato, con l'amore sincero e universale, con il canto della nostra vita, alacre e generosa.
Riguardo alla gioia, proviamo ad esaminarci su queste affermazioni di grandi scrittori:

* Siamo convinti che "il peccato è una gioia perduta?" (N. BRILLANT).
* Siamo convinti che "il contrario di un popolo cristiano, è un popolo triste, un popolo di vecchi?" (G. BERNANOS).
*Siamo convinti che la "felicità solitaria non è vera vita?" (B. PASTERNAK).
* Siamo convinti che "basta un fiammifero per incendiare un campo di grano?" (C. PEGUY).
* Siamo convinti che "se non bruciamo d'amore, molti morranno di freddo?" (.MAURIAC).
* Siamo convinti che "un sorriso costa meno dell'elettricità, ma dona molta più luce?" (Abbé PIERRE).
Se siamo convinti di queste parole umane, siamo sulla strada che scende da Gerusalemme ad Emmaus, ma non tristi come i due discepoli sfiduciati prima dell'incontro con Gesù. Ma lieti come loro, dopo l'incontro con Lui: "Non ci ardeva forse il cuore nel petto, mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?".
Questa gioia è il segno di una "vita pasquale".

c) Una vita pasquale poi è una vita di cielo:"Cercate le cose di lassù" (II Lettura). Noi guardiamo alla patria, dove Gesù è entrato. Il Cielo giustifica il nostro impegno, la nostra operosità evangelica, il nostro servizio fraterno, la nostra eroica pazienza.
Guardiamo al Cielo come alla sorgente della nostra luce e della nostra gioia; come conclusione di questo alacre cammino dietro a Gesù, che ci ha preceduto..
Così è la nostra Pasqua: vita di luce, di gioia, di cielo. Noi giochiamo la nostra vita con Gesù risorto.-
Sentite questo racconto:Un giorno, un santo si fermò in mezzo a noi. Mia madre lo vide in cortile mentre faceva capriole per divertire i ragazzi.
"Ah, costui è veramente un santo! Figlio mio, va' da lui".
Egli pose la sua mano sulla mia spalla e mi domandò: "Mio caro, che cosa intendi fare?".
"Non lo so. Che cosa volete che faccia?".
"No, devi essere tu a dirmi che cosa vuoi fare".
"Oh, a me piace molto giocare".
"Allora, vuoi giocare con il Signore?".
Non seppi che cosa rispondere; allora il santo aggiunse: "Se tu riuscissi a giocare con il Signore, faresti la cosa più bella che si possa fare. Tutti prendono Dio talmente sul serio da renderlo mortalmente noioso…".
Gioca con Dio, figliolo. Egli è un incomparabile compagno di gioco".Cari Fratelli e Sorelle, giochiamo anche noi con Gesù: giochiamo la nostra vita con Lui. Giochiamo lavorando, amando, soffrendo, godendo con Gesù, che sarà la nostra eterna felicità.
Ma godiamo anche con la Madonna.

La Pasqua del 1953 fu la prima che il Card. Roncalli trascorse a Venezia. Dopo il canto dei Vespri e la benedizione eucairistica, il Patriarca immaginò che non ci fosse nient'altro. Invece il coro dei seminaristi intonò le litanie lauretane sul ritmo affascinante delle melodie patriarcali. Sembrava che gli angeli e i santi, occhieggianti dai mosaici delle cupole dorate, si ridestassero in un tripudio di gioia.
Il Cardinale domandò al suo assistente (l'anziano canonico Francesco Silvestrelli): "Che cosa c'è?".
Il canonico rispose: "Eminenza, andemo a l'altar de la Nicopeia a ralegrarse con la siora Mare, perché so Fio xe ressusità!: Andiamo all'altare della Nicopeia (= immagine della Vergine veneratissima in San Marco) a complimentarci con la signora Madre, perché suo Figlio è risorto!". Quella pia consuetudine, seguita dai fedeli con acceso fervore, intenerì il Cardinale Roncalli fino alle lacrime.
Divenuto poi Giovanni XXIII conservò un nostalgico ricordo fino al termine della sua vita di quel canto melodioso e di quella graziosa funzione in onore della Madonna in giorno di Pasqua.
Amava raccontare le profonde impressioni di quella Pasqua e ripeteva: "Andiamo a complimentarci con la Madonna:… perché Suo Figlio è risorto!".
Complimentiamoci anche noi con la Madonna con una vita sempre più gioiosa e santa, e per noi ogni giorno sarà Pasqua.
                                                                         D. Severino GALLO sdb

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