don Angelo Sceppacerca"Va' e anche tu fa' così"

Commento su Luca 10,25-37
XV Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) (10/07/2016)
Vangelo: Lc 10,25-37
La pagina del Buon Samaritano ha avuto libri interi di commento. Anche questo anno santo della
misericordia sembra tratteggiato su di essa, al punto che già nel logo, Gesù è figurato come il buon Samaritano che scende agli inferi per liberare Adamo dalle catene della condanna e caricarselo sulle spalle.
Da una parte il dottore, che mette alla prova il Maestro, rappresenta la legge scritta, donata da Dio al suo antico popolo; dall'altra Gesù, nella parabola, mette in evidenza l'assoluta novità della sua parola e della sua persona, Figlio dell'uomo e Figlio di Dio. Perché quel dottore della Legge ha fatto la domanda se poi lui stesso ha trovato tutta la risposta? Forse la spiegazione è nella sua seconda domanda (chi è il mio prossimo?) fatta per giustificarsi, nel senso che non è facile individuare l'altro che bisogna amare.
La risposta che Gesù dà al dottore è diretta: il prossimo è prima di tutto quello che "si fa prossimo" per soccorrere. Poi, in replica, ognuno deve fare altrettanto. L'esperienza della salvezza può essere solo ricevuta. L'uomo ferito sulla strada - ogni uomo? - è già mezzo morto, al punto che né il sacerdote né il levita si fermano a soccorrerlo perché sarebbe inutile, specie su quella strada che precipita da Gerusalemme a Gerico!
Invece... emerge la figura gigantesca di uno straniero, eretico, nemico, disprezzato da ogni ebreo osservante. Proprio in quel samaritano - nella sua compassione - si raccoglie tutta la potenza della misericordia divina.
Invece... è proprio quello straniero eretico l'immagine del Figlio di Dio, la figura del Padre che in Gesù si fa prossimo a noi per salvarci. In eterno la misericordia di Dio avrà il nome di quell'uomo, il buon samaritano. La sua bontà (compassione) fa la differenza, non la provenienza o la razza.
Poco prima, nel Vangelo di Luca, era riferita la missione dei settantadue; ora, al termine della parabola, la missione si estende ad ognuno: "Va' e anche tu fa' così". Quello che abbiamo ricevuto, ora dobbiamo restituire in dono.
Commento a cura di don Angelo Sceppacerca

Fonte:qumran2.net