DON Tonino Lasconi, "Lasciamoci inviare tra i settantadue"

Lasciamoci inviare tra i settantadue
XIV Domenica del Tempo Ordinario - Anno C - 2016
La XIV Domenica del Tempo ordinario ci ricorda che Gesù vuole inviare in tutti gli ambienti di vita
molti messaggeri di pace, rivestiti della mitezza degli "agnelli" che vince l'aggressività e l'apparente potenza dei "lupi".

"In quel tempo", la messe era abbondante, ma gli operai pochi.Oggi, è esattamente come allora: la messe è abbondante, ma gli operai pochi. "In quel tempo", Gesù inviò i settantadue discepoli (simbolicamente uno per ogni nazione che non conosceva il Dio di Israele, settantadue per l'appunto secondo i Giudei), "a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi", a preparargli la strada nelle luoghi che non lo conoscevano.

Anche oggi Gesù ha bisogno di inviare i suoi discepoli ad aprirgli la strada, dove c'è chi non lo conosce, chi non lo conosce più, chi lo conosce in modo errato. Ma non ne bastano settantadue. Questo numero dovrà essere moltiplicato e rimoltiplicato, perché "le nazioni" che non lo conoscono ancora, o che non lo conoscono più, o che lo hanno conosciuto male sono sempre più numerose e vaste.

Cosa fare, prima di tutto, ce lo dice Gesù: "Pregate dunque il signore della messe, perché mandi chi lavori nella sua messe!". Qualcuno dice: "Ma sono anni, anzi, decenni e anche di più che preghiamo per le vocazioni sacerdotali e religiose, e non si muove niente". Forse l'avere identificato gli "operai" con i sacerdoti e i religiosi ha reso inefficace la richiesta, perché ha fatto sì che i cristiani pregassero per il signore della messe affidasse l'incarico ad altri, in modo da non esserne coinvolti in prima persona, mentre Gesù vuole dare lavoro a tutti.

"Ma siamo pochi! Non siamo preparati! Non abbiamo mezzi potenti!".
Guarda un po'! Siamo esattamente come vuole Gesù: "Senza borsa, né sacca, né sandali", anche se non per merito nostro, perché non ce ne siano liberati spontaneamente, ma ci ha pensato il Signore attraverso la storia, privandoci di ogni potere umano. I "poteri forti" (finanza, media, intellettuali, politici...) non ci calcolano più per niente. Sono tutti più o meno scopertamente contro di noi, a favore di ciò che chiamano modernità, e di ciò che è trasgressivo rispetto all'antiquariato cristiano.
E così eccoci "agnelli in mezzo a lupi", come vuole Gesù! Che non ci manda al macello, a essere sbranati, ma a dimostrare che gli agnelli possono vincere i lupi, se hanno il coraggio di rimanere agnelli e non di assumere la strategia e le armi dei lupi. Proviamo a mettere in pratica le indicazioni di Gesù: senza borse, bisacce e sandali; senza ricchezze, senza potere, senza comodità, come suggerisce e testimonia papa Francesco.

Lasciamoci inviare con i settantadue, per provare a riaprire le porte a Gesù. Le "nazioni" che non lo conoscono non dobbiamo andare a cercarle chissà dove. Ce le abbiamo in casa con i familiari, nel lavoro con i colleghi, nel tempo libero con gli amici. Senza prediche astratte, senza lamentele moralistiche, senza recriminazioni contro chi la pensa diversamente, riproponiamo il messaggio di Gesù: l'uso saggio dei beni, la generosità, l'interesse per tutti, la ricerca della pace e della giustizia, l'onestà, il rispetto per gli altri...

Tanti pensavano che aver messo da parte Gesù avrebbe portato a una qualità di vita esaltante, finalmente liberata dai tabù dei bigotti e dei bacchettoni. Ci si sta accorgendo, invece, di stare precipitando in uno scenario scoraggiante e desolante, dove non si capisce più cosa è la festa, cosa è la gioia, cosa è la responsabilità, cosa è l'onestà...; dove per ottenere un minimo di senso del dovere bisogna ricorrere alle telecamere nascoste. E nemmeno bastano.

Gettiamo via i complessi di inferiorità nei quali vogliono farci cadere. Noi non andiamo a mendicare, ma ad offrire. Non siamo petulanti e insistenti. Se non ci ascoltano, seguiamo le indicazioni di Gesù: "quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: "Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino".

Chissà che anche noi il Signore veda tornare pieni di gioia.

Fonte:paoline.it