Mons.Silvano Piovanelli, "Un saluto particolare a un nostro compagno di viaggio"

Si è spento ieri notte, all’età di 92 anni, il cardinale Silvano Piovanelli. L’arcivescovo emerito di
Firenze era da qualche tempo ricoverato nel convitto ecclesiastico del capoluogo toscano. Pochi giorni fa, gravemente malato, aveva ricevuto una telefonata di papa Francesco, che gli aveva espresso affetto e vicinanza nella sua agonia.

Nel suo telegramma di cordoglio, il Santo Padre accoglie “con tristezza” la notizia della morte del cardinale Piovanelli, “dopo lunga infermità, vissuta con animo sereno e con fiducioso abbandono alla volontà del Signore”.

Al cardinale Giuseppe Betori, attuale arcivescovo di Firenze, e ai fedeli dell’intera diocesi toscana, il Pontefice esprime propria “profonda partecipazione” per la scomparsa di un “caro fratello nell’episcopato, che ha servito con gioia e sapienza il Vangelo e ha amato tenacemente la Chiesa”.

Di Piovanelli, Francesco ricorda “con gratitudine l’intensa opera pastorale profusa dapprima quale zelante presbitero e vescovo ausiliare e poi come guida sollecita e saggia” dell’arcidiocesi fiorentina.

Tra i messaggi di cordoglio per la morte del porporato è arrivato anche quello del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha definito Piovanelli “un punto di riferimento nella fede e per la vita della città”.

Nato il 21 febbraio 1924 a Ronta di Mugello da famiglia di umili origini, Silvano Piovanelli entrò a undici anni nel seminario fiorentino, dove ebbe tra i suoi compagni di studi don Lorenzo Milani. Fu ordinato sacerdote nel 1947 dal servo di Dio cardinale Elia dalla Costa, allora arcivescovo di Firenze.

Nei suoi primi anni di sacerdozio, Piovanelli svolse attività pastorale nella difficile realtà delle periferie industriali fiorentine dell’immediato dopoguerra.

Nel 1960 fu nominato preposto di Castelfiorentino, ai confini con le diocesi di Volterra e Siena, in un contesto culturale ostile, dominato dall’anticlericalismo e dalle lotte operaie. In questo scenario Piovanelli avviò un’opera di pacificazione sociale e di conduzione pastorale comunitaria, andando al di là del semplice incarico clericale.

Nel 1979, il cardinale arcivescovo di Firenze, Giovanni Benelli, lo nominò pro-vicario e poi vicario generale dell’arcidiocesi gigliata. Nel 1982, fu ancora il cardinale Benelli ad amministrare l’ordinazione episcopale a Piovanelli, che divenne così vescovo ausiliare.

Il 18 marzo 1983, pochi mesi dopo l’improvvisa morte di Benelli, monsignor Piovanelli riceve da San Giovanni Paolo II la nomina ad arcivescovo titolare di Firenze. È ancora papa Wojtyla a crearlo cardinale in occasione del Concistoro del 25 maggio 1985, attribuendo a Piovanelli il titolo di Santa Maria delle Grazie al Trionfale.

Il cardinale Piovanelli è stato presidente della Conferenza Episcopale Toscana dal 1985 al 2001 e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana dal 1990 al 1995. Ha rinunciato alla titolarità dell’arcidiocesi di Firenze nel 2001, all’età di 77 anni.

Fonte:zenit.org

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