ORDINE DEI CARMELITANI, Lectio Divina "Maria e Marta, amiche di Gesù Qual è la parte migliore scelta da Maria? "

LECTIO DIVINA: 16ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (C)
Lectio:  Domenica, 17 Luglio, 2016
Maria e Marta, amiche di Gesù Qual è la parte migliore scelta da Maria? 
Luca 10,38-42
1. Orazione iniziale
Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il
quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura
a) Chiave di lettura:
Il testo del Vangelo di questa domenica narra la visita di Gesù a casa di Marta e Maria. Gesù dice a Marta: “Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà tolta!” Lungo i secoli, molte volte queste parole sono state interpretate come se fosse una conferma da parte di Gesù del fatto che la vita contemplativa nascosta nei monasteri è migliore e più sublime della vita attiva di coloro che si adoperano nel campo dell’evangelizzazione. Questa interpretazione non è molto corretta, poiché manca di fondamento nel testo. Per capire il significato di queste parole di Gesù (e di qualsiasi parola) é importante prendere in considerazione il contesto, sia il contesto del vangelo di Luca, come pure il contesto più ampio dell’opera di Luca che comprende il Vangelo e gli Atti degli Apostoli. Prima di verificare il contesto più ampio degli Atti degli Apostoli, cerchiamo di gettare uno sguardo al testo in sé e di vedere come è collocato nel contesto immediato del vangelo di Luca. Durante la lettura, cerca di sentirti presente nella casa di Marta e di sentirti vicino all’ambiente e alla portata delle parole di Gesù, non solo all’udito di Marta, ma anche all’udito delle comunità per cui Luca scriveva il suo vangelo e al nostro udito, di noi che oggi ascoltiamo queste parole così ispiratrici di Gesù.
b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:
Luca 10,38: Marta riceve Gesù nella sua casa
Luca 10,39-40a: Maria ascolta la parola di Gesù, Marta si dedica al servizio della casa
Luca 10, 40b: Marta reclama e chiede a Gesù di intervenire
Luca 10,41-42: Risposta di Gesù
c) Testo:
Luca 10,38-4238Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. 39Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; 40Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 41Ma Gesù le rispose: « Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose,42ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».

3. Momento di silenzio orante
perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e nell’orazione.
a) Qual è il punto di questo testo che più ti è piaciuto o che più ti ha colpito? Perché?
b) Cosa vorrà dire Gesù con quella affermazione: “una sola cosa è necessaria”?
c) Quale era “la migliore parte” che Maria scelse e che non le sarà tolta?
d) Un evento storico può avere un senso simbolico più profondo. Tu sei riuscito a scoprire un senso simbolico nel modo in cui Luca descrive la visita di Gesù a casa di Marta e Maria?
e) Leggi attentamente Atti 6,1-6 e cerca di scoprire il legame tra il problema degli apostoli e la conversazione di Gesù con Marta.

5. Per coloro che vorrebbero approfondire maggiormente il tema
a) Contesto del Vangelo di Luca:
In Luca 9,51 inizia la seconda tappa dell’attività apostolica di Gesù, il lungo viaggio dalla Galilea fino a Gerusalemme. All’inizio del viaggio, Gesù esce dal mondo giudeo ed entra nel mondo dei samaritani (Lc 9,52). Pur essendo mal ricevuto dai samaritani (Lc 9,53), continua nel loro territorio e perfino corregge i discepoli che pensano in modo diverso (Lc 9,54-55). Nel rispondere a coloro che chiedono di seguirlo, Gesù esplicita il significato di quanto accaduto, ed indica loro le esigenze della missione (Lc 9,56-62).
Poi Gesù designa altri settantadue discepoli per andare in missione davanti a lui. L’invio dei dodici (Lc 9,1-6) era per il mondo dei giudei. L’invio dei settantadue è per il mondo dei non giudei (Lc 10,1-16). Terminata la missione, Gesù ed i discepoli si riuniscono e valutano la missione, ed i discepoli raccontano le molte attività da loro svolte, ma Gesù insiste nella certezza maggiore che i loro nomi sono scritti nel cielo (Lc 10,17-37).
Dopo viene il nostro testo che descrive la visita di Gesù a casa di Marta e Maria (Lc 10,38-42). Luca non specifica dove si trova il villaggio di Marta e Maria, ma nel contesto geografico del suo vangelo, il lettore immagina che il villaggio si trova in Samaria. Dal Vangelo di Giovanni sappiamo che Marta e Maria abitavano a Betânia, un piccolo villaggio vicino a Gerusalemme (Gv 11,1). Giovanni ci dice inoltre che avevano un fratello di nome Lazzaro.
b) Commento del testo
Luca 10,38: Marta riceve Gesù in casa
“Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa”. Gesù era in cammino. Luca non sempre dice dove sta passando Gesù, ma più volte dice che Gesù è in cammino (Lc 9,51.53.57; 10,1.38; 11,1; 13,22.33; 14,25; 17,11; 18,31.35; 19,1.11.28.29.41.45; 20,1). Perché Gesù era fermamente deciso a salire fino a Gerusalemme (Lc 9,51). Questa decisione l’orienta durante tutte le tappe del viaggio. L’entrata nel villaggio e nella casa di Marta e Maria è una tappa in più di questa lunga camminata fino a Gerusalemme e fa parte della realizzazione della missione di Gesù. Fin dall’inizio, l’obiettivo della camminata è definito: svolgere la sua missione di Servo, annunciata da Isaia (Is 53,2-10; 61,1-2) ed assunta da Gesù a Nazaret (Lc 4,16-21).
Luca 10,39-40a: Maria ascolta la parola, Marta si dedica al servizio
“Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi.” Una cena normale in casa, in famiglia. Mentre alcuni parlano, altri preparano il cibo. I due compiti sono importanti e necessari, i due si complimentano, soprattutto quando si tratta di accogliere qualcuno che viene da fuori. Nell’affermare che “Marta era tutta presa dai molti servizi” (diaconia), Luca evoca i settantadue discepoli anche loro occupati in molte attività del servizio missionario (Lc 10,17-18).
Luca 10, 40b: Marta reclama e chiede a Gesù di intervenire
“Marta fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Un’altra scena familiare, pero non tanto normale. Marta si sta occupando sola della preparazione del cibo, mentre Maria è seduta, e sta conversando con Gesù. Marta reclama. Forse Gesù interferisce e dice qualcosa alla sorella per vedere se l’aiuta nel servizio, nella diaconia. Marta si considera una serva e pensa che il servizio di una serva è quello di preparare il cibo e che il suo servizio in cucina è più importante che quello di sua sorella che conversa con Gesù. Per Marta, ciò che fa Maria non è servizio, poiché dice: “Non ti importa che mia sorella mi lasci servire da sola?” Ma Marta non è l’unica serva. Anche Gesù assume il ruolo di servo, cioè di Servo annunciato dal profeta Isaia. Isaia aveva detto che il servizio principale del Servo è quello di stare davanti a Dio in ascolto di preghiera per poter scoprire una parola di conforto da portare a coloro che sono sfiduciati. Diceva il Servo: “Il Signore Dio mi ha dato una lingua da iniziati, perché io sappia indirizzare allo sfiduciato una parola. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come gli iniziati” (Is 50,4). Ora, Maria ha un atteggiamento di preghiera dinanzi a Gesù. E sorge la domanda: chi svolge meglio il servizio di serva: Marta o Maria?
Luca 10,41-42: Risposta di Gesù
“Il Signore allora rispose: "Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta». Una bella risposta e molto umana. Per Gesù, una buona conversazione con persone amiche è importante e perfino più importante del mangiare (cf Gv 4,32). Gesù non è d’accordo con la preoccupazione di Marta. Lui non vuole che la preparazione del pranzo interrompa la conversazione. Ed è come se dicesse: “Marta, non c’è bisogno di preparare tante cose! Basta una piccola cosa! E dopo vieni a partecipare nella conversazione, così bella!” Questo è il significato principale così semplice ed umana delle parole di Gesù. A Gesù piace una buona conversazione. Ed una buona conversazione con Gesù produce unaconversione. Ma nel contesto del vangelo di Luca, queste parole decisive di Gesù assumono un significato simbolico più profondo:
i) Come Marta, anche i discepoli, durante la missione, si erano preoccupati di molte cose, ma Gesù chiarisce bene che la cosa più importante è quella di avere i nomi scritti nel cielo, cioè, essere conosciuti ed amati da Dio (Lc 10,20). Gesù ripete a Marta: Tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno.
ii) Poco prima il dottore della legge aveva ridotto i comandamenti ad uno solo: “Amerai il Signore Dio tuo su tutte le cose ed il prossimo tuo come te stesso” (Lc 10,27). Osservando questo unico e migliore comandamento, la persona sarà pronta ad agire con amore, come il Buon Samaritano e non come il sacerdote ed il levita che non compiono bene il loro dovere (Lc 10,25-42). I molti servizi di Marta devono essere svolti a partire da questo unico servizio veramente necessario che è l’attenzione amorosa alle persone. Questa è la migliore parte che Maria ha scelto e che non le sarà tolta.
iii) Marta si preoccupa di servire (diaconia). Lei voleva essere aiutata da Maria nel servizio della tavola. Ma qual è il servizio che Dio desidera? E’ questa la domanda di fondo. Maria concorda maggiormente con l’atteggiamento del Servo di Dio, poiché, come il Servo, lei si trova in atteggiamento di preghiera dinanzi a Gesù. Maria non può abbandonare il suo atteggiamento di preghiera in presenza di Dio. Poiché se lo facesse, non scoprirebbe la parola di conforto da portare agli sfiduciati. Questo è il vero servizio che Dio sta chiedendo da tutti.
c) Ampliando le informazioni:
Il contesto più ampio degli Atti degli Apostoli.
Dopo la morte e la risurrezione di Gesù nasceranno le comunità. Loro dovevano affrontare problemi nuovi, per i quali non c’erano soluzioni già previste. Per orientarsi nella soluzione dei problemi, le comunità cercavano di ricordare le parole ed i gesti di Gesù che potessero portare qualche luce. Così, l’episodio della visita di Gesù in casa di Marta e Maria fu ricordato e narrato per aiutare a chiarire il problema descritto in Atti 6,1-6.
La rapida crescita del numeri di cristiani creò divisioni in comunità. I fedeli di origine greca cominciarono a lamentarsi di quelli di origine ebraica e dicevano che le loro vedove erano messe da parte, nella vita di ogni giorno. C’era discriminazione nell’ambito della comunità e mancanza di persone per i diversi servizi. Fino a quel momento non era ancora sorta la necessità di coinvolgere altre persone nel coordinamento della comunità e nel compimento dei servizi. Come Mosè dopo l’uscita dall’Egitto (Ex 18,14; Num 11,14-15), anche gli apostoli facevano tutto da soli. Ma Mosè, obbligato dai fatti, divise il potere e convocò altri settanta leaders per i servizi necessari tra il popolo di Dio (Ex 18,17-23; Num 11,16-17). Gesù aveva fatto la stessa cosa: convocò altri settantadue discepoli (Lc 10,1). Ora, dinanzi a nuovi problemi, gli apostoli fecero lo stesso. Convocarono la comunità e pongono il problema dinanzi a tutti. Senza dubbio, la parola di Gesù a Marta li aiutò a giungere ad una soluzione. A continuazione è possibile leggere i due testi, l’uno accanto all’altro. Cerca di capire come si illuminano a vicenda:

1In quei giorni, mentre aumentava il numero dei discepoli, sorse un malcontento fra gli ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano trascurate le loro vedove nella distribuzione quotidiana. 2Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense. 3Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza, ai quali affideremo quest'incarico.4Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della parola». (Atti 6, 1-4)
 
38Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. 39Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; 40Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 41Ma Gesù le rispose: « Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, 42ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».


Gli apostoli si trovavano tra due necessità reali, ambedue molto importante, definite come servizio (diaconia): il servizio della Parola ed il servizio delle mense. Cosa fare? Quale dei due è più importante? La risposta di Gesù a Marta aiutò a discernere il problema. Gesù disse che Maria non poteva abbandonare la conversazione con lui per andare ad aiutare in cucina. Così, Pietro conclude: Non è giusto che noi trascuriamo la Parola di Dio per il servizio delle mense! E Pietro definisce il servizio dell’apostolo il“dedicarsi alla preghiera e al ministero della Parola”.
Non si dice che un servizio è migliore dell’altro. Ciò che non può succedere è che il servizio della Parola sia pregiudicato per le esigenze impreviste del servizio delle mense. La comunità aveva l’obbligo di affrontare il problema, preoccupandosi di avere gente sufficiente in tutti i servizi, per poter conservare, così, il servizio della Parola nella sua integrità. Il servizio della parola proprio degli apostoli (e di Maria ai piedi di Gesù) aveva due dimensioni: da un lato l’ascolto della Parola, riceverla, incarnarla, annunciarla, divulgarla mediante l’opera attiva dell’evangelizzazione e, dall’altro, in nome della comunità, rispondere a Dio nella preghiera, rappresentare la comunità in atteggiamento orante davanti a Dio. Non si tratta di un’opposizione tra due servizi: parola e mensa. I due sono importanti e necessari per la vita della comunità. Per i due è necessario avere persone disponibili. Nell’economia del Regno, inoltre, il servizio della Parola (l’evangelizzazione) è la radice, la fonte. E’ la parte migliore che Maria ha scelto. Il servizio della mensa è il risultato, il frutto, ne è la sua rivelazione. Per Luca e per i primi cristiani, “la parte migliore”, di cui parla Gesù a Marta, è il servizio dell’evangelizzazione, fonte di tutto il resto.
Mestre Eckhart, il grande mistico domenicano del Medio Evo interpreta in modo simpatico questo episodio. Dice che Marta sapeva già come lavorare e vivere in presenza di Dio. Maria non sapeva e stava imparando. Per questo non poteva essere interrotta. I grandi mistici sono la prova che questo testo non può essere interpretato come una conferma da parte di Gesù che la vita contemplativa è migliore e più sublime della vita attiva. Non è bene fare una distinzione di queste due parole, poiché l’una si completa, si fondamenta e si esplicita nell’altra. Il frate carmelitano San Giovanni della Croce in poco più di 10 anni percorse 27.000 chilometri andando per la Spagna. Santa Teresa d’Avila non rimaneva mai ferma, occupata com’era con la fondazione di tanti monasteri. Gesù stesso viveva la profonda unità della vita contemplativa ed attiva.

6. Preghiera di un Salmo
Salmo 145(144): Dio merita lode
O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome
in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome
in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
la sua grandezza non si può misurare.
Una generazione narra all'altra le tue opere,
annunzia le tue meraviglie.
Proclamano lo splendore della tua gloria
e raccontano i tuoi prodigi.
Dicono la stupenda tua potenza
e parlano della tua grandezza.
Diffondono il ricordo della tua bontà immensa,
acclamano la tua giustizia.
Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all'ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza,
per manifestare agli uomini i tuoi prodigi
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è regno di tutti i secoli,
il tuo dominio si estende ad ogni generazione.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.
Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.
Tu apri la tua mano
e sazi la fame di ogni vivente.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie,
santo in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a quanti lo invocano,
a quanti lo cercano con cuore sincero.
Appaga il desiderio di quelli che lo temono,
ascolta il loro grido e li salva.
Il Signore protegge quanti lo amano,
ma disperde tutti gli empi.
Canti la mia bocca la lode del Signore
e ogni vivente benedica il suo nome santo,
in eterno e sempre.

7. Orazione Finale
Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.


Fonte:http://ocarm.org/it

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