PANE QUOTIDIANO, «La sua vita non dipende da ciò che egli possiede»

La Liturgia di Domenica 31 Luglio 2016 VANGELO (Lc 12,13-21) Commento:Rev. D. Jordi PASCUAL i Bancells (Salt, Girona, Spagna)
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità».
Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
Parola del Signore
«La sua vita non dipende da ciò che egli possiede»
Rev. D. Jordi PASCUAL i Bancells 
(Salt, Girona, Spagna)
Oggi, Gesù ci mette di fronte a quello che è fondamentale per la nostra vita cristiana, la nostra vita di relazione con Dio: arricchirsi davanti a Lui, cioè riempire le nostre mani ed il nostro cuore con ogni classe di beni soprannaturali, spirituali, di grazia, e non di cose materiali.

Perciò, alla luce del Vangelo di oggi, possiamo domandarci: di che cosa riempiamo il nostro cuore? Per l’uomo della parabola ciò era molto chiaro: «Riposati, mangia, bevi e divertiti» (Lc 12,19). Ma questo non è quello che Iddio si aspetta da un buon figlio Suo. Il Signore non ha messo la nostra felicità nelle eredità, buoni pranzi, macchine ultimo modello, vacanze nei posti più esotici, proprietà, divano, birra o soldi. Tutte queste cose possono essere buone, ma per sè stesse non possono soddisfare l’ansietà di pienezza della nostra anima e, perciò, bisogna usarle bene, quali strumenti che essi sono.

E’ questa l’esperienza di Sant’Ignazio di Loyola, alla cui celebrazione ci avviciniamo. Così lo riconosceva nella sua stessa autobiografia: «Quando pensavo in cose mondane, ne avevo piacere, ma, quando già annoiato di pensare in tali cose, mi sentivo triste e freddo; invece quando pensavo nelle penitenze che osservavo in persone sante, era lì che provavo consolazione, ma non solamente in quel momento, ma anche posteriormente provavo soddisfazione e gioia». Anche noi possiamo provare quest’esperienza.

Il motivo è che le cose materiali, terrene sono effimere e passano; al contrario, le cose spirituali sono eterne, immortali, durano per sempre, e sono le uniche che possono riempire il nostro cuore e dare un senso pieno alla nostra vita umana e cristiana.

Gesù lo dice con molta chiarezza: «Stolto» (Lc 12,20), qualifica così chi ha solamente scopi materiali, terreni, egoisti. Voglia il Cielo che in qualunque momento della nostra esistenza, possiamo presentarci davanti a Dio con le mani ed il cuore colmi di volontà nel cercare il Signore e ciò che a Lui piace, che poi risulta essere l’unica cosa che ci porterà in Cielo.
evangeli.net 




Wilma Chasseur
Attenti all'eredità  l'uomo
 più ricco del cimitero...
Mi ha colpito la metafora di quell'uomo che passa la vita ad accumulare denaro, poi muore... e la storiella conclude "e fu così che divenne l'uomo più ricco del cimitero!!!"
Bisogna precisare che Gesù non chiede il disprezzo dei beni terreni, che possono essere anche una benedizione di Dio e un mezzo per aiutare gli altri, ma chiede il distacco. Verrà il giorno dell'espropriazione definitiva. Tutto rimarrà di qua: alla dogana lasceranno solo passare i beni che... non abbiamo più perché abbiamo già dato. Come hanno fatto tanti santi, diventati tali proprio grazie alle loro ricchezze elargite in beneficenza: una santa Elisabetta d'Ungheria, un san LUIGI RE di Francia ecc.
Chiediamo il dono della sapienza per usare bene i... beni e di essere liberati dalla stoltezza che ci fa preferire i beni perituri al bene sommo che è Dio. E... poter passare tranquillamente la dogana.


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