Clarisse Sant'Agata, Lectio Divina "Invitati alle Sue nozze"

XXII Domenica TO-C
Antifona d'Ingresso
Abbi pietà di me, Signore, perché ti invoco tutto il giorno: tu sei buono e pronto al perdono, sei

pieno di misericordia con chi ti invoca.
Colletta
O Dio, nostro Padre, unica fonte di ogni dono perfetto, suscita in noi l'amore per te e ravviva la
nostra fede, perché si sviluppi in noi il germe del bene e con il tuo aiuto maturi fino alla sua pienezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio...
Prima Lettura
Sir 3, 17-20.28-29
Dal libro del Siracide.
Figlio, compi le tue opere con mitezza, e sarai amato più di un uomo generoso. Quanto più sei
grande, tanto più fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore. Molti sono gli uomini orgogliosi e
superbi, ma ai miti Dio rivela i suoi segreti. Perché grande è la potenza del Signore, e dagli umili egli è
glorificato. Per la misera condizione del superbo non c'è rimedio, perché in lui è radicata la pianta del
male. Il cuore sapiente medita le parabole, un orecchio attento è quanto desidera il saggio.
Salmo
Salmo 67 (68)
Hai preparato, o Dio, una casa per il povero.
I giusti si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
Signore è il suo nome.
Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri.
Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
la tua esausta eredità tu hai consolidato
e in essa ha abitato il tuo popolo,
in quella che, nella tua bontà,
hai reso sicura per il povero, o Dio.
Seconda Lettura
Eb 12, 18-19.22-24a
Dalla lettera agli Ebrei.
Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità, tenebra e
tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio
di non rivolgere più a loro la parola. Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio
vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all'adunanza festosa e all'assemblea dei
primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a
Gesù, mediatore dell'alleanza nuova.
Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore, e imparate da me, che sono mite e umile di cuore.
Alleluia.
Vangelo
Lc 14, 1. 7-14
Dal vangelo secondo Luca.
Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a
osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: "Quando sei
invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più
degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: "Cèdigli il posto!". Allora dovrai con vergogna
occupare l'ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto, perché quando
viene colui che ti ha invitato ti dica: "Amico, vieni più avanti!". Allora ne avrai onore davanti a tutti i
commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato". Disse poi a colui
che l'aveva invitato: "Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né
i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch'essi e tu abbia il
contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai
beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei
giusti".
Sulle Offerte
Santifica, Signore, l'offerta che ti presentiamo, e compi in noi con la potenza del tuo Spirito la
redenzione che si attua nel mistero. Per Cristo nostro Signore.
Comunione
Quant'è grande la tua bontà, Signore! La riservi per quelli che ti temono.
Dopo la Comunione
O Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa' che questo sacramento ci rafforzi nel tuo amore e ci
spinga a servirti nei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.
Invitati alle Sue nozze
Nella pagina di Vangelo che la liturgia ci offre in questa domenica, Gesù continua a parlarci di come
si entra e si vive nel Regno. Com’è la logica, hai nostri occhi illogica, del Regno che fa degli ultimi i
primi, degli emarginati i più vicini, dei poveri i ricchi del Regno.
“…Notando come sceglievano i primi posti” Come capita spesso Gesù prende spunto da ciò che viviamo
per spiegarci com’è la vita in Dio, ci narra l’agire di Dio prendendo spunto proprio dagli eventi
quotidiani che intessono la nostra storia. Il Signore entra nella nostra vita, fa parlare la vita, la guarda
con occhio attento per coglierne il significato profondo o per darne un senso più profondo, affinchè
sia la vita stessa a plasmare la nostra sequela di Lui.
Ed eccoci invitati ad un banchetto di nozze, di festa: a questo banchetto speciale ciò che conta non è
il ruolo, i riconoscimenti, l’orgoglio, ma la regola per entrare a questa mensa del Regno è la
condizione profonda e vera di ciascuno “Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”. Il sedere
a questa mensa non è una conquista, ma è un dono per chi riconosce che tutto è dono infinito alla
propria povertà, piccolezza, da parte di un Signore che ci vuole con sé: “amico, passa più
avanti”.E’proprio del banchetto l’essere il luogo della fraternità, della condivisione, dove tutti sono
accolti, dove ciò che conta è essere insieme per nutrirci insieme dello stesso pane.
Ancora una volta la chiamata è a lasciar crescere in noi la vita del Cristo, che “pur essendo di natura
divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione
di servo e divenendo simile agli uomini”(Fil 2,6-7),la vita di Colui che “non è venuto per farsi servire, ma per
servire e dare la propria vita in riscatto per molti"(Mc 10,45). Si tratta di scegliere sempre e ovunque
l’ultimo posto senza temere di essere dimenticati o abbandonati ai margini. Il Padre è andato a
cercare suo Figlio, nel posto più lontano, negli abissi della morte per ridare vita e riportare vicino a sé
quel Figlio prediletto e con lui tutta l’umanità che è ai margini, nelle periferie della storia.
Per avere la pienezza della gioia a queste nozze occorre andare a cercare i più lontani, coloro che non
hanno nulla se no ciò che sono e invitarli, annunciare che la salvezza entra nella loro vita, li viene a
cercare in un amore disinteressato, libero, totale, rivoluzionario. Scegliere i poveri, farsi povero
insieme ai dimenticati, significa camminare con Gesù su quella via che ci porta al Padre. Ai suoi
discepoli Gesù non chiede solo di sedere al posto che Dio ha preparato per loro e non che si sono
cercati con le proprie mani, ma chiede anche di invitare al banchetto della Vita coloro che non
hanno nulla con cui ricambiare, invitare i fratelli nella logica dell’amore che tutto si dona, nella
semplice gioia perché l’altro c’è ed è dono dell’unico Padre. La vera gioia paradossalmente è
nell’amore stesso, un amore che appare in perdita, povero, ma che è la beatitudine di chi
gratuitamente ama alla scuola del Maestro che plasma in noi la sua vita. Tutti siamo invitati a queste
nozze e per tutti c’è un posto che ci attende e che Lui ha preparato, senza timore perché ancora una
volta è lui che ci precede e ci indica la via, in quella gratuità dell’amore che non cerca la ricompensa,
ma ha la sua gioia nell’essere fratello tra i fratelli fino al giorno in cui tutti siederemo alle nozze
dell’Agnello nella Gerusalemme del cielo dove ancora una volta sarà lui a servirci.

Fonte:www.clarissesantagata.it

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