Don Attilio GIOVANNINI sdb"I PRIMI E GLI ULTIMI"

28 agosto 2016 | 22a Domenica T. Ordinario - Anno C | Spunti per la Lectio
I PRIMI E GLI ULTIMI

*Quel giorno Gesù era a pranzo a casa di un capo dei farisei

Gesù era un tipo strano: accettava tutti gli inviti a pranzo e qualche volta si auto invitava. Tanto che i
maligni dicevano che era un mangione e un beone.
Essendo però lui un profeta, si dava il caso che il suo modo di fare fosse del tipo "segno profetico". Come Osea con le sue strane nozze, come Geremia col suo estemporaneo acquisto di un campo, ecc., così Gesù col suo accettare pranzi da chiunque, inviava un messaggio preciso. Quale?
Il messaggio profetico veniva di regola esplicitato da una dichiarazione. E noi qui possiamo prendere le parole di Gesù ai commensali appunto come esplicitazione del segno.
A prima vista il suo discorso ha l'aria di un semplice insegnamento sapienziale, neanche tanto originale: "Controlla la tua voglia di farti avanti, per non fare brutta figura". Un consiglio di elementare saggezza. Non può essere tutto qui.
In realtà Gesù parla d'altro. Della cosa che veramente gli interessa. Il suo chiodo fisso è sempre il Regno. Ecco, dunque, cosa dice in realtà: nel Regno non c'è la corsa ai primi posti. Perché nel Regno che sta per venire non conta cosa sei di fronte agli uomini, ma cosa sei di fronte al Padre tuo. E lui sa come sei messo.
Nel Regno gli altri non sono competitori da battere, ma fratelli da onorare.
Nel Regno la mensa non è il luogo dove sfoggiare la tua classe ed esibire la tua grandiosità, ma dove accogliere la persona come persona.
Nel Regno… nel Regno è tutto diverso! Per es. nel Regno è tutto gratis. Qui da noi tutto si paga (compresi i "favori"). Qui da noi devi stare sempre pronto a non beccarti fregature. E se qualcuno ti sorride un po' troppo, devi stare all'occhio.
Nel Regno è tutta un'altra cosa. Il mondo non è più diviso in classi, tribù, corporazioni, mafie… chi è dentro e chi è fuori, chi è con noi e chi noi non lo conosciamo…
Nel regno l'operaio siede a tavola col dirigente, la casalinga con la presidentessa, lo studente col professore, il bambino con l'intellettuale, il barbone con la star, il palestinese passa la bottiglia all'israeliano, lo hutu offre la salsa al tutzi, il russo taglia la torta con l'americano…
È tutta una immensa meravigliosa confusione. E in mezzo c'è lui, Gesù, che si invita alla tavola dei senegalesi mischiati con i milanesi, dei marocchini confusi con i torinesi, degli zingari a braccetto con i romani, dei bolognesi coi rumeni… Siede con tutti, come ha sempre fatto. Non chiede niente a nessuno.
Ma lui è l'invitato o l'invitante? Bah, anche questa è una differenza che non si riesce più a decidere. Lui ha cominciato il Regno e noi lo portiamo avanti.
Il Regno avanza ogni volta che aggiungiamo un posto a tavola.
Avanza perché a nome suo allarghiamo la famiglia, e perché in qualche modo ci facciamo simili a lui, di modo che lui vive in noi, sorride in noi, serve in noi…, mentre lui è anche nell'invitato che accogliamo.
Quando viene questo Regno?
Il Regno è qui ora, dove siamo a mensa con Gesù così come saremo alla fine dei tempi. E dopo essere stati qui, non possiamo più escludere nessuno.

Don Attilio GIOVANNINI sdb
Fonte:  www.donbosco-torino.it

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