Don Attilio GIOVANNINI sdb"Ma quanti si salvano?"

14 agosto 2016 | 20a Domenica T. Ordinario - Anno C | Spunti per la Lectio
Ma quanti si salvano?
Gira e rigira, si torna lì: alla fine del mondo. Visto che la prossima "venuta di Dio" sarà preceduta da
grandi prove e nessuno è sicuro di superarle, al giudizio finale saranno pochi quelli che si salvano?
La domanda sorge spontanea, ma Gesù non ci pensa nemmeno a fare pronostici, e ancor meno a fare il profeta. Per lui la domanda seria è un'altra. Perciò risponde: Dipende. Bisogna vedere quanta forza ci mettete ad ascoltare e a mettere in pratica quello che ascoltate. Ci va forza, perché la porta è stretta.
La porta (stretta) è quella della grande sala delle feste, che i profeti avevano intravisto. Dio infatti ci ama e ci vuole sicuramente accanto a sé nella felicità, e ha preparato per tutti noi una partecipazione alla sua gioia. Il problema è che, per arrivarci, bisogna passare per il rinnegamento di sé - o della parte immatura ed egoistica di sé - e per la contrapposizione a un mondo dominato da prepotenze e falsità. Un mondo che tenta sempre di tirarti dalla sua parte. Chi riesce a percorrere questo cammino impervio senza fermarsi, senza deviare, senza stancarsi, arriverà alla festa.
Dunque bisogna sforzarsi. La parola "sforzo" dice: mettere più forza. Più di quella normale. Più di quella che pensavi ci volesse. Più di quella che pensavi di avere.
Ma per trovare questa forza, basta valutare, da un lato, l'impagabile bellezza del banchetto che Dio ti offre; dall'altro il terribile abisso di morte in cui rischi di cadere se non ti impegni fino in fondo.
E un'altra cosa che ti dice Gesù per convincerti è che non puoi barare. Non basta essere devoti, osservanti, iscritti a tutte le associazioni cattoliche, andati a Lourdes decine di volte, parenti di un vescovo... se poi il tuo amore si ferma di fronte alla sfida del perdono; se la tua fede si blocca appena ti succede una avversità; se la tua condotta civile non si guarda dal colludere (direttamente o indirettamente) con i potenti disonesti; se la tua fedeltà coniugale contempla delle clausole restrittive o delle uscite laterali; se andare a ricevere l'eucaristia è per te come andare a bere un bicchier d'acqua e appena uscito cominci a sparlare di qualcuno, perché non sei tu quello che deve cambiare.
Sta attento che alla porta stretta potrai avere delle sorprese. Lì infatti molti di quelli che ci si aspetta che vengano accolti con gli onori saranno buttati fuori; e molti di quelli che si credono esclusi in partenza passano dritti e filati davanti agli altri.
Il fattore è che gli uni hanno smesso di sforzarsi; gli altri, pur partendo magari in svantaggio, non hanno mai mollato.
Un esempio di questi capovolgimenti ce lo offre proprio qui il vangelo di Luca. C'erano gli ebrei che possedevano i profeti, la Legge, il tempio; eppure alla fine non hanno ascoltato Gesù e sono rimasti fuori dal Regno. C'erano gli stranieri che erano pagani e idolatri, eppure hanno ascoltato gli apostoli e si sono convertiti. E sono entrati.
È solo un esempio, perché succede tutte le volte, e succede anche a noi.
Alla fine sono tanti o pochi quelli che si salvano?
Dipende. Dipende da noi.

Don Attilio GIOVANNINI sdb
  Fonte:  www.donbosco-torino.it