PADRE TIZIANO SOFIA SDB"DIO NON è UN POLITICO: MANTIENE SICURAMENTE LA SUA PROMESSA."

7 agosto 2016 | 19a Domenica T. Ordinario - Anno C | Omelia
DIO NON è UN POLITICO: 
MANTIENE SICURAMENTE LA SUA PROMESSA.
L'Europa si sta sfasciando, perchè si sta allontanando ad alta velocità dalle premesse dei grandi
FONDATORI. Dio non si impegna a salvare I'Europa, ma tutta l'umanità. La promessa di Dio non è promessa da "politico", ma PROMESSA DI UN PADRE CHE AMA LA SUA CREATURA, l'umanità.

Serpeggia molta incertezza nel nostro mondo. Al posto della fede, che è fiducia in Dio, eccoti il popolo dei depressi, delusi dai politici, dai dottori, dalle medicine "anti-depressive". Ma anche il popolo di ricchi che hanno fede nel denaro, nel potere, nella pazza gioia. Al bando Cristo, Chiesa, Sacramenti... E poi?
Il cristiano si libera da tutti i punti d'appoggio, in favore di Cristo e nell'attesa del suo Regno. Meglio ricchi o poveri? Dio mantiene la promessa fatta a un popolo in schiavitù.

Dal libro della Sapienza:

"I nostri antenati già prima furono preavvisati di questa notte memorabile (la fuga dall'Egitto). SAPEVANO DUNQUE A QUALI PROMESSE AVEVANO CREDUTO, e in piena sicurezza potevano rallegrarsi". (cap. 18)
E davvero arrivarono alla Terra Promessa, liberi!
Noi? Aspettiamo, con poca fiducia, tante piccole grazie, ma quasi nessuno più ci parla della TERRA DI DIO, IL PARADISO, che è la definitiva promessa di Dio. Ecco da dove viene la grande depressione della Chiesa. Meno male che c'è Francesco! E i gaudenti di oggi? Il tempo è l'unico galantuomo. Attenzione.

Altre prove, oltre quella della fuga dall'Egitto? (Ebrei,11).

+ La storia di Abramo, l'amico di Dio, obbediente e fiducioso. Sei discendente di Abramo nella fede?
+ Isacco e Giacobbe vissero "sotto la tenda" da beduini (= coloro che si portano il letto in spalla!). Ma CREDEVANO CHE UN GIORNO SAREBBERO VISSUTI NELLA SANTA GERUSALEMME CELESTE. E ora
già ci sono.
+ Sara; un figlio da un vecchio? Sì, perchè promesso da Dio. E anch'ella era vecchia. Ma Dio ha promesso.
+ Sacrificare Isacco? Abramo aveva ricevuto la promessa di una discendenza più numerosa delle stelle! E Dio ha il coraggio di chidergli il sacrificio del figlio? Ma che Dio è?... Un DIO FEDELE, non politico.
E veniamo a noi, figli della Promessa: Luca 12,32-48.

La Chiesa? Non è più una "potenza", ma un piccolo gregge ormai, e per di più messo a morte ovunque. Francesco è in pericolo? Probabilmente sì. La nuova generazione è quasi del tutto atea, perchè i nuovi "dei" promettono risultati eccellenti, immediati, non attese snervanti di un utopico regno, per di più promesso da un Dio "invisibile"!
La felicità creata dall'uomo è visibilissima oggi, soprattutto in questo tempo di "ferie" dove tutto è lecito, in barba a Dio, grazie alle "offerte" turistiche gigantesche. Liberi di godere. Non importa se tanti poveracci stanno in casa o in capanne a finestre chiuse, perchè senza "mezzi".
Ma c'è ancora qualcuno che vive in questo strano mondo da "beduino", anche se ha soldi in tasca e ha una bella casa. Con i soldi qualcuno si fa amici "avvocati" davanti al Giudice. Altri aprono la porta di casa ai "boat-people". Altri si dedicano al volontariato pieno di servizio semplice e umile. Altri si ritirano sul monte a pregare per chi sta in battaglia, come fece Mosè.

Pochi, ma buoni e forti nella fede, sono fedeli ai 10 comandamenti, costi quello che costi; anche contro le nuove tendenze che vorrebbero cestinare i 10 comandamenti, per farne dei nuovi più consoni alla mentalità di oggi. Mentalità "carnale" direbbe Paolo, quella che cerca di sfamare il proprio egoismo e materialismo. Mentalità del "mors tua, vita mea!"; dello sfruttamento di donne, bambini, poveri; del disimpegno assoluto nei confronti di Dio; del rifiuto della sua promessa futura, ormai incerta e sparita nel nulla.
Ci mancavano i "media" per offuscare la promessa di Dio, con una esaltazione sempre più provocante dei risultati felici che I'uomo sa produrre. Salvo un caso unico per tutti: LA MORTE!

E se arrivasse davvero il padrone di ritorno dalle nozze?

E' la spada di Damocle sulla testa dei gaudenti, non dei servi in attesa. Ecco il ragionamento dei primi:
"II mio padrone tarda a venire". E incomincia a percuotere servi e serve, a riempirsi la pancia di tutto, a bere di tutto, a drogarsi, ad esaltarsi, a vivere una vita dissoluta, come mamma TV comanda e insegna. E poi arriva davvero il padrone: e sono percosse e prigione per sempre. Facile capire questo, no?

Arriviamo alla nostra conclusione:

- crediamo nella PROMESSA DEL REGNO DI DIO, anche se sempre... in ritardo, secondo noi?
- Ci stiamo preparando adeguatamente, senza "ubriacarci di cose terrene, ormai globalizzate?
- "Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?". Cosa rispondi tu?
Padre Tiziano SOFIA sdb
 Fonte:  www.donbosco-torino.it

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