PANE QUOTIDIANO, «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne»

La Liturgia di Sabato 6 Agosto 2016  VANGELO (Lc 9,28-36) Commento:Rev. D. Antoni CAROL i Hostench (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna)
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.

Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
Parola del Signore

«Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne»
Rev. D. Antoni CAROL i Hostench 
(Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna)
Oggi, meditando la Trasfigurazione, intuiamo la situazione dell'uomo nel cielo. Quello che ci interessa di più è contemplare la reazione spontanea degli "interlocutori terreni" di quella scena. Anche in questo caso, si tratta di Simon Pietro che ha preso la parola: «Maestro, è bello per noi stare qui» (Lc 9,33). E 'meraviglioso vedere che, soltanto vedendo il Corpo di Cristo in stato glorioso, Pietro si sente completamente felice: non manca a lui niente d’altro.

«Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». La reazione di Pietro mostra il dinamismo più autentico dell’amore: egli non pensa più al suo proprio benessere; egli vuole mantenere quella situazione di profonda felicità, cercando il bene degli altri (in questo caso, interpretata in un modo molto umano: con delle tende!). E 'la manifestazione più chiara del vero amore: sono felice perché ti faccio felice; Sono felice dando me stesso per la tua felicità.

E 'anche molto rivelatore che Simone intuitivamente riconosce Mosè ed Elia. Pietro, naturalmente, aveva sentito parlare di loro, ma non li aveva mai visti (avevano vissuto secoli prima!) E invece li riconosce subito (come se li avessi conosciuti da sempre). Ecco qui un segno dell'elevato grado di conoscenza dell'uomo nel Cielo: contemplare Dio "faccia a faccia", proporzionerà un’inimmaginabile aumento della sua conoscenza (un coinvolgimento molto più profondo nella Verità). In breve, «La "divinizzazione" nell’altro mondo", indicata dalle parole di Cristo, apporterà allo spirito umano una tale "gamma di esperienza" della verità e dell’amore che l’uomo non avrebbe mai potuto raggiungere nella vita terrena» (San Giovanni Paolo II).

Infine, Simone, vedendo Mosè ed Elia, non solo li conosce al momento, ma anche li ama subito (pensa a fare una tenda per ciascuno di essi). San Pietro, Papa (il primo della Chiesa), ma pescatore, esprime questo amore in modo semplice; Santa Teresa, suora, ma Dottoressa (della Chiesa) ha espreso in modo profondo la logica dell'amore: "Il contento di contentare l'altro eccede il mio contento."evangeli.net 


don Luciano Sanvito
Ingresso nel Mistero
Risultati immagini per trasfigurazione di gesùL'ingresso nel Mistero di Dio in Gesù bilancia la storia e la fa penetrare del mistero della persona che in Dio si fa a sua immagine: quella cristica. Seguire Gesù è essere trasformati nella figura cristica: trasfigurati in modo che tutto ciò che appare dentro e fuori il nostro mondo sia sempre più, sempre meglio, sempre, solo Verità universale.

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