PANE QUOTIDIANO, «Sceglievano i primi posti»

La Liturgia di Domenica 28 Agosto 2016  VANGELO (Lc 14,1.7-14) Commento:Rev. D. Enric PRAT i Jordana (Sort, Lleida, Spagna)
Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a
osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
Parola del Signore

«Sceglievano i primi posti»
Rev. D. Enric PRAT i Jordana 
(Sort, Lleida, Spagna)
Oggi, Gesù ci dà una masterclass: non cercate il primo posto: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto» (Lc 14,8). Gesù sa che ci piace essere al primo luogo: in occasione di eventi pubblici, nelle riunioni, a casa, a tavola ... Egli conosce la nostra tendenza a sopravvalutarci nella vanità o, peggio ancora, per un malcelato orgoglio. Cerchiamo di essere prevenuti con le lode! E che «il cuore resta incatenato lì dove trova possibilità di fruizione» ( san Leone Magno ).

Chi ci ha detto, infatti, che non ci sono colleghi più meritevoli o con più categoria personale? Non si tratta, quindi, del fatto sporadico, ma dell' atteggiamento di tenerci per i più intelligenti, i più importanti, quelli con più meriti, quelli che abbiamo più ragione. Una affermazione che è una visione ristretta di noi stessi e di ciò che è intorno a noi. Infatti, Gesù ci invita a praticare l' umiltà perfetta, che consiste nel non giudicarci ne giudicare gli altri, e diventare consapevoli della nostra insignificanza individuale nel concerto globale del cosmo e della vita.

Allora, il Signore, ci propone che per precauzione, scegliamo l' ultimo posto perché, sebbene sconosciamo l' intima realtà degli altri, sappiamo bene che siamo irrilevanti nel grande spettacolo dell' universo. Pertanto, situarci all' ultimo posto è andare sul sicuro. Non succedesse che, conoscendo il Signore tutti noi dalle nostre intimità, ci dovesse dire: «Cedigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ ultimo posto» ( Lc 14,9).

Nella stessa linea di pensiero, il Maestro ci invita a unirci umilmente accanto i favoriti di Dio: poveri, storpi, zoppi e ciechi, e ad essere uguali con loro fino a trovarci in mezzo a uomini che Dio ama con speciale tenerezza, e superare ogni disgusto e vergogna per condividere tavolo ed amicizia con loro.
evangeli.net

don Luciano Sanvito
Fuori posto?...

Sta di fatto che, gira e rigira come vuoi tu le cose, ciascuno di noi, o per un motivo o per un altro, si va sempre a cercare un "posto al sole"...
Lasciando tutti gli altri in ombra...alla nostra ombra.
Risultati immagini per credersi reMettersi davanti non è solo un'abitudine, ma diventa sempre più un'ambizione, un poter accedere là, dove io possa avere visione di me stesso e dove anche gli altri mi diano il giusto riconoscimento.


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