PANE QUOTIDIANO, «Signore, sono pochi quelli che si salvano?»


La Liturgia di Domenica 21 Agosto 2016 VANGELO (Lc 13,22-30) Commento:Rev. D. Pedro IGLESIAS Martínez (Rubí, Barcelona, Spagna)
In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso
Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».
Parola del Signore

«Signore, sono pochi quelli che si salvano?»
Rev. D. Pedro IGLESIAS Martínez 
(Rubí, Barcelona, Spagna)
Oggi, il Vangelo ci presenta la questione della salvezza delle anime. Questo è il cuore del messaggio di Cristo e la "legge suprema della Chiesa" (come lo afferma, senza andare oltre, il Codice di Diritto Canonico). La salvezza dell'anima è una realtà dono di Dio, ma per coloro che non hanno ancora varcato i confini della morte è solo una possibilità. Salvarci o condannarci!, cioè accettare o rifiutare l'offerta di amore di Dio per tutta l'eternità.

Sant'Agostino manifestava che «è diventato degno di punizione eterna l'uomo che distrusse il bene che poteva essere eterno». In questa vita ci sono solo due possibilità: o con Dio, o il vuoto, perché senza Dio nulla ha senso. Visto in questo modo, la vita, la morte, la gioia, il dolore, l'amore, ecc. sono privi di concetti logici quando non partecipano dell'essere di Dio. Quando l'uomo pecca, evita lo sguardo del Creatore e centra l'attenzione su di sé. Dio guarda incessantemente con amore il peccatore, e non forzando la sua libertà, aspetta un gesto minimo di volontà di ritorno.

«Signore, sono pochi quelli che si salvano?» (Lc 13,23). Cristo non risponde alla citazione. Restò dunque una domanda senza risposta, e ancora oggi, per «Questo è un mistero, veramente inscrutabile, tra la santità di Dio e la coscienza dell’uomo. Il silenzio della Chiesa è, dunque, l’unica posizione opportuna del cristiano» (Giovanni Paolo II). La Chiesa tace su quelli che abitano l'inferno, ma, sulla base delle parole di Gesù Cristo, sì si pronuncia sulla loro esistenza e il fatto che ci saranno condannati nel giudizio finale. E chi nega questo, sia chierici che laici, senza ulteriori indugi commette eresia.

Siamo liberi di girare gli occhi dell'anima al Salvatore, e siamo anche liberi di essere ostinati nel suo rifiuto. La morte pietrificarà questa opzione per tutta l'eternità ...
evangeli.net 

don Luciano Sanvito
Chiave d'accesso

Puntare dritti e decisi sul Cristo.
Non c'è altra scelta.
Non c'è altra porta: Lui è quella decisiva e fondante: "Io sono la Porta".

Risultati immagini per gesù la chiaveQuando, sospinti dallo Spirito Santo, sappiamo accogliere Cristo con tutta la nostra realtà di vita, ecco che si focalizzano tutti i nostri atteggiamenti: quelli della mente, quelli del cuore e quelli dell'anima.Allora Lui, la Porta, ci apre ogni altra porta, ci fa passare anche attraverso l'impossibile, perché con Lui varchiamo ogni confine e limite.