D. Arnaldo SCAGLIONI sdb"Il povero è l'ottavo sacramento"

25 settembre 2016  | 26a Domenica T. Ordinario - Anno C  |  Omelia
26a Domenica T. Ordinario - C / Lc 16.19-31
Il povero è l'ottavo sacramento
"Dio aiuta" è il significato del nome LAZZARO.


Non è un puro caso che il povero abbia un nome, cioè abbia dignità, considerazione, diritto di cittadinanza e il ricco sia avvolto nell'anonimato, destinato a finire nel dimenticatoio, nell'inconsistenza di un vuoto esistenziale e di un futuro penalizzante.
Gesù quando si esprime in parabole si manifesta in tutta la sua autorevolezza. E' nello stesso tempo:

- ERMENEUTA: ci aiuta a scoprire, a capire il "significato" da dare alla vita
- MISTAGOGO: ci prende per mano, nelle difficoltà non ci lascia soli, ci accompagna passo a passo,
- MAESTRO: ci orienta, ci illumina, ci prepara al momento decisivo della vita, a "un oltre" che ci attende.
1. Abbiamo tra le mani - con questa parabola un manuali, un VADE MECUM.

Da che parte stiamo? Con il ricco che fa finta di non vedere, di non sentire, di non muovere un dito?
I mangioni, i frequentatori di banchetti, ripetono e fanno riemergere la vicenda che tutti conoscono di Erode: nel giorno del suo compleanno, pasciuto in un'orgia di piatti succulenti e di danze.
Dove c'è un'orgia c'è un LAZZARO che muore.
Sono in aumento i Paperon de' Paperoni, i Vip che contano, il bisogno di difendersi, con un alibi di ferro, nei confronti di chi bussa alla loro porta:
non posso farci niente
stiano a casa loro
si arrangino
non ho colpa se si sono ridotti a straccioni.

La storia si ripete:

" Non c'è un solo giorno che non si parli di arricchiti, di evasori fiscali, di corruzione, di usura, di disonestà, di paradisi fiscali, di Vip indagati.
Accumulare a scapito di chi non ha crea inquietudine, accende l'inferno dentro di noi.
" E c'è… accanto, chi sta alla porta, chi raccoglie le briciole, chi fruga nei cassonetti tra i rifiuti qualcosa da mettere sotto i denti.
C'è chi dorme sulle panchine dei giardini o sulle soglie di ricchi palazzi e delle stazioni ferroviarie.

Conclusione: c'è chi vive "dalla cintola in su" e chi "dalla cintola in giù" non può provvedere a se stesso. C'è un senso, un significato da scoprire nel cuore di questa parabola.
Chi ha può dare a chi non ha.
Dare è ricevere, acquisire velocità spirituale: "C'è più gioia nel dare che nel ricevere"

2. Gesù ci insegna ad avere pensieri senza confini e pieni di amore.

Ci manda di età in età l'anima gemella che orienta le nostre scelte: Cottolengo - Teresa di Calcutta - Don Bosco…
Aggiusta il nostro modo di pensare con "Avevo fame, sete" e "l'avete fatto a me"
… questo è il mio corpo
Il povero è il corpo eucaristico dato a noi.
Ci insegna che in ognuno di noi c'è qualcosa che ci eleva "oltre" questa vita con le sue contraddizioni, con le sue paure, con la sua contrapposizione "ricchi e poveri".
Gesù si fa carico della situazione di ogni uomo e ci fa capire che l'uomo ha "le ali" per superarsi, per trascendersi, per toccare il cielo del dono di sé tutte le volte che ascolta la voce di Lazzaro.
Donare amore, solidarietà è il modo migliore per sentire l'amore e la presenza di Dio nelle nostre mani e nel nostro cuore.
Quando l'amore viene meno ci comportiamo come automobili che stanno per finire il carburante. Cerchiamo qualcuno che ci faccia il pieno per proseguire la corsa.
Dimentichiamo che l'amore, che continuamente si ricarica a mano a mano che lo irradiamo a chi chiede aiuto, è la benzina del nostro essere
Un avviso da tenere sul cruscotto della nostra vettura;
"Lo sguardo del Signore è sopra il povero" (Ps 112)

3. Gesù è ermeneuta, mistagogo e…
    maestro di tutte le verità che Gesù esprime in questa parabola, tre sono in cima alla lista:

C'è un esame da superare alla fine della nostra vita. Dentro o fuori! Paradiso o Inferno

" C'è un giudizio finale
- chi ha tempo non aspetti tempo
- a tempo scaduto non c'è una prova di riserva.

" L'al di là non è un luogo, ma una presenza:
senza Dio è "tormento"
con Dio è "consolazione"

" Sia l'uno (il Paradiso) che l'altro (l'Inferno) è abitato!

A pensarci bene non dobbiamo permetterci di farci male per sempre sbagliando le prospettive della nostra esistenza.
Il punto di vista è uno solo: "la salvezza dell'anima". Stiamo attenti a non lasciarci abbagliare dall' egoismo , dall'avarizia, dalla ricchezza.

"Non è tutto oro quello che luccica.
Se vuoi impreziosire la tua vita: sorridi, aiuta, ascolta.
Ps. 191: Prendi nelle tue mani l'affanno e il dolore" come Gesù ti insegna a fare.

Sii il sostegno dell'orfano e accogli il mistero di turno come Gesù ha fatto per tutta la vita.
3 - Prega con me:

"Restituiamo
al Signore Dio Altissimo tutti i beni
e riconosciamo
che tutti i beni sono suoi
e di tutti rendiamogli grazie,
perché procedono tutti da Lui" .
(S. Francesco d'Assisi)

Don Arnaldo SCAGLIONI sdb
 Fonte:  www.donbosco-torino.it