Don Domenico MACHETTA"Potere politico, ricchezza, orgoglio culturale"

18 settembre 2016 | 25a Domenica T. Ordinario Anno C | Appunti per Lectio
1ª LETTURA: Am 8,4-7
Amos è un grande difensore della giustizia. Siamo in un'epoca di grande prosperità, intorno all'anno
750 a.C., ai tempi di Geroboamo II.
Amos, un mandriano della Giudea, viene chiamato dal Signore a fare il profeta in Israele, nel regno del Nord.
"L'uomo, nella prosperità, non comprende", dice un salmo (48/49); diventa come gli animali.
Il benessere rende l'uomo autosufficiente, sordo ai richiami del Signore.
Amos alza la voce in nome di Dio: condanna con forza le ingiustizie dei potenti, dei furbi che arricchiscono a scapito dei miserabili; condanna una religione che, con lo splendore del culto, mette la maschera sulle vergognose piaghe sociali. Ma lo sguardo di Dio penetra nell'intimo dell'uomo.
Dio è dalla parte dei miseri, degli oppressi. È lui il difensore dei poveri.

VANGELO: Lc 16,1-13

Non viene lodato, naturalmente, questo amministratore, ma viene marcata la scaltrezza, l'abilità con cui i figli delle tenebre sanno agire. I figli di questo mondo sono più scaltri dei figli della luce. Luca non è per le mezze misure: o dai tutto ai poveri o amministri esclusivamente in vista dei poveri. Un distacco spiritualizzato è un'illusione. La "scaltrezza" del cristiano toglie l'ansia e genera la libertà interiore. Chi non ha niente, sa e può parlare, può servire, può amare.
La ricchezza è sempre sporca.
La Chiesa è attendata nel mondo. Non si identifica con il mondo: deve contestare il mondo. E diventa così missionaria, e quindi perseguitata.
Potere politico, ricchezza, orgoglio culturale sono espressioni del dominio di Satana.
C'è sempre una tentazione nella Chiesa: giocare al compromesso. Non si può servire due padroni.
Attenzione: "mammona" (termine di origine fenicia) indica ricchezza e potere uniti. La ricchezza fa l'uomo potente. Ricchezza e potere sono sempre uniti. Per resistere a questa tentazione la Chiesa ha la forza dello Spirito, che dà gioia e pace.
Povertà e umiltà sono il contrappeso al binomio ricchezza-potere, sono l'anti-mammona.
La "lavanda dei piedi": questa è la forza della Chiesa! Come notiamo, tornano sempre i temi del Magnificat:
"Ha rimandato i ricchi a mani vuote, ha rovesciato i potenti dai troni". Non pensiamo subito ai potenti del mondo che schiacciano i poveri. Incominciamo a pensare alla potenza che si annida in ogni uomo. "Ha disperso i superbi".
Pensiamo alla radice della potenza: all'orgoglio della mente, al desiderio di emergere, di affermarsi.
Chi vuole avvicinarsi a Dio deve prepararsi all'opera di demolizione.
Beati noi se sapremo cogliere le occasioni che Dio ci darà per abbattere il nostro "io".
"Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti".
Chi è attaccato alla potenza e alla ricchezza è un cieco; non sarà mai capace di amore vero. Per amare occorre essere poveri e umili, come Maria di Nazareth.

Don Domenico MACHETTA
 Fonte:  www.donbosco-torino.it