Movimento Apostolico "Li ammonisca severamente"

Li ammonisca severamente
Movimento Apostolico - rito romano  
XXVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) (25/09/2016)
Vangelo: Lc 16,19-31
Il ricco cattivo ha fallito tutta la sua vita. Si trova tra le fiamme del fuoco eterno. Dall'inferno ha un
solo desiderio: che nessun suo famigliare finisca dentro. Lui conferma quanto è scritto nel Libro della Sapienza sui dannati che dalla perdizione eterna confessano la vanità e l'inutilità della loro stoltezza e insipienza. È vero! Essi gemono, sono tormentati, pentiti. Ma il loro pentimento a nulla serve. Le porte del perdono sono chiuse per sempre. Esse sono aperte solo mentre l'uomo è in vita, prima della morte. Con l'ultimo respiro la sorte eterna è sigillata per sempre.
Abbiamo dunque abbandonato la via della verità, la luce della giustizia non ci ha illuminati e il sole non è sorto per noi. Ci siamo inoltrati per sentieri iniqui e rovinosi, abbiamo percorso deserti senza strade, ma non abbiamo conosciuto la via del Signore. Quale profitto ci ha dato la superbia? Quale vantaggio ci ha portato la ricchezza con la spavalderia? Tutto questo è passato come ombra e come notizia fugace, come una nave che solca un mare agitato, e, una volta passata, di essa non si trova più traccia né scia della sua carena sulle onde; oppure come quando un uccello attraversa l'aria e non si trova alcun segno del suo volo: l'aria leggera, percossa dal battito delle ali e divisa dalla forza dello slancio, è attraversata dalle ali in movimento, ma dopo non si trova segno del suo passaggio; o come quando, scoccata una freccia verso il bersaglio, l'aria si divide e ritorna subito su se stessa e della freccia non si riconosce tragitto. Così anche noi, appena nati, siamo già come scomparsi, non avendo da mostrare alcun segno di virtù; ci siamo consumati nella nostra malvagità (Sap 5,6-13).
Cosa aggiunge il ricco cattivo al Libro della Sapienza? La richiesta fatta ad Abramo di mandare dall'aldilà qualcuno che avvisi i suoi cinque fratelli, perché cambino subito vita in modo che non vadano anche loro in quel luogo di tormento eterno. Poiché non vi è alcuna comunione tra i dannati e i viventi, la sua richiesta muore con lui. Abramo gli ricorda che via della salvezza sono la Legge e i Profeti. Chi non crede alla Legge e ai Profeti, chi cioè non crede a Dio, potrà mai credere ad anime mandate dall'aldilà?
Gesù non solo viene dall'eternità, Lui stesso parla come se avesse i piedi sull'inferno, con il fuoco che arde e che brucia. Qual è oggi la risposta di molti suoi seguaci? Lo sconfessano, dichiarando e proclamando ai quattro venti che l'inferno è vuoto. Anche riguardo alla parabola in esame, sono in tanti che affermano che questo è solo un momento. Alla fine la misericordia del Signore lo libererà e lo condurrà nell'eternità beata. Abramo ha visto bene. Hanno la Legge e i Profeti. Chi non crede alla Legge e ai Profeti, potrà credere in un uomo che dice di essere Dio e di venire dal seno del Padre? Sono questi falsi profeti che danno vigore ad ogni malvagità, cattiveria, corruzione. Sono i predicatori di una misericordia di Dio senza giusto giudizio che riempiono il mondo di cadaveri e l'inferno di anime. Chi è discepolo di Cristo Signore, è giusto che sia onesto con se stesso e che dica: "Io non credo in Cristo Signore".
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci veri discepoli di Gesù.

Fonte:http://www.qumran2.net/

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