PADRE TIZIANO SOFIA,"IL CRISTIANO NON TIMBRA IL CARTELLINO"

2 ottobre 2016 | 27a Domenica T. Ordinario - Anno C | Omelia
IL CRISTIANO NON TIMBRA IL CARTELLINO

E' noto a tutti cosa fanno i furbetti un po' ovunque, soprattutto tra gli impiegati statali: si fanno
timbrare il cartellino dai colleghi e poi se ne vanno per i fattacci loro, tanto nessuno controlla... Poi eccoti il pullulare di fotocamere!
Incontri sovente "pie persone" che stanno accumulando meriti a catena con 1000 giaculatorie, preghierine, fioretti, rosari, novene, invocazioni dal primo all'ultimo angelo, con fiducia nelle rivelazioni di tanti mistici che parlano con Gesu, con la Madonna... e poi dimenticano che esiste il Vangelo e il suo PROCLAMATORE, Gesù Cristo, che da RICCO DIO si fa povero servo, non certamente inutile (come direbbe una strana traduzione di Luca 17,10).

Ebbene, proprio in Luca 17,5-15 c'è la giusta risposta

Quanti meriti si saranno fatto i Papi del '900 e questi ultimi? E Madre Teresa? E i tanti martiri? E i buoni sacerdoti, o anche i "grandi" predicatori? Credo che Dio non abbia il conta-meriti! Tanto che suo Figlio ci dichiara come "semplici servi", non certo inutili secondo l'esempio concreto portato da Gesù e adeguato alla vita quotidiana del suo tempo.
II servo dal mattino a sera va ad arare (senza trattore!); va a pascolare il gregge (sotto il sole cocente!); torna a casa e si mette in cucina per la cena del padrone; poi lava i piatti e finalmente in un cantuccio (non alla tavola del padrone) consuma i resti della cena. Servo che serve, non inutile. Certo, non siamo ai nostri tempi con i vari sindacati. Ai tempi di Gesù cosi stavano le cose.
Ma oggi i cristiani veri discepoli non possono avere altro titolo: buoni servi del gregge di Cristo, capaci di fare bene il loro dovere, con tutto I'impegno e il cuore (cuore che manca in tutti gli operai FIAT!).

Vantarsi davanti a Dio pretendendo la esatta rimunerazione?

Allora non abbiamo capito niente del Cristianesimo dove tutto è amore e servizio, non contratto a tempo indeterminato, con contratto rinnovato secondo le esigenze dei tempi.
Non ha fatto nessun contratto il Verbo quando suo Padre gli ha chiesto di farsi anche uomo. Ha fatto quello che il Padre gli ha chiesto. Paga? LA RISURREZIONE, che vale più di tutti i soldi che un operaio guadagna in una vita, compresa la pensione.
Dio non ha e non accetta i sindacati. L'AMORE NON HA PREZZO!
Bisogna uscire dalla nostra mentalità contrattuale, per entrare nel mondo di un rapporto nuovo, ma esistito da sempre, tra Dio e l'uomo: RECIPROCA FIDUCIA.
- Dio fa una grande promessa e che manterrà perchè Dio;
- l'uomo, io, tu, ci mettiamo a totale disposizione di Dio senza preoccuparci di far carriera o di arricchirci, ma semplicemente di far onore "al Padrone" con un lavoro alacre e sovente sacrificato, sudato.
E' la finale che ci interessa:

"ENTRA NEL MIO REGNO SERVO BUONO E FEDELE".

Cosa che nessun sindacato accetterebbe. Noi parliamo con base di soldoni, Dio con una base di reciproca fiducia fino ad arrivare ad essere famiglia, familiari di Dio per sempre. Qualcuno offre una pensione migliore di quella del nostro Dio?
E in casa di Dio, siamo amici di Gesù, fratelli suoi e tra di noi tutti insieme, animati dallo Spirito d'Amore, ma soprattutto FIGLI DELL'UNICO PADRE.
Qualche sindacato o padrone ci può dare questa "pensione"?
Rimarremo sbalorditi per quello che ci darà Dio. Maccome, per il poco lavoro da servo fedele che ho fatto, tanta grazia, tanta felicità, tanto amore, tanta VITA?
Sì. Così fa Dio. Così farà Dio con coloro che lo servono bene.
2Tim 1,6-14 - Timoteo, vescovo consacrato tale da Paolo

+ Non ha la tempra diamantina di Paolo
+ Ha un carattere tipico dei timidi quindi portato a scoraggiarsi davanti alle difficolta. E quante ne hanno Papi, vescovi, preti...
+ Paolo gli ricorda che ricevette nella consacrazione lo Spirito che è forza, amore, saggezza.
+ Quindi, avanti con coraggio, fondato su Cristo, come sta facendo Paolo, che si raccomanda alle sue preghiere. Lo Spirito abita negli evangelizzatori.
+ II compito ministeriale esige impegno duro; fa sofffrire per la durezza dei cuori. Paolo lo sa bene. Quindi, caro Timoteo, coraggio e valore!
E se Paolo scrivesse a noi sacerdoti, ai vescovi, ai laici? Ci darebbe lo stesso consiglio: avanti nello Spirito, senza paura e senza "vergogna" (v. 8).
Lo stesso ci dice oggi il profeta Abacuc (2,2-4):
"Dio porrà un termine fisso alla violenza presente.
Se si fa attendere, aspetta! VERRA' e NON TARDERA'!".
Parole divine, sicure, capaci di trasmetterci FIDUCIA TOTALE IN DIO.

Padre Tiziano SOFIA sdb
 Fonte:  www.donbosco-torino.it


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