PANE QUOTIDIANO, Chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo

La Liturgia di Domenica 4 Settembre 2016  VANGELO (Lc 14,25-33) Commento:Rev. D. Joaquim MESEGUER García (Sant Quirze del Vallès, Barcelona, Spagna)
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. 
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. 
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. 
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
Parola del Signore

«Chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo»
Rev. D. Joaquim MESEGUER García 
(Sant Quirze del Vallès, Barcelona, Spagna)
Oggi, Gesù ci mostra il luogo per essere occupato dagli altri nella nostra gerarchia dell'amore e ci parla del seguimento che deve caratterizzare la vita cristiana, un percorso che passa attraverso varie fasi e nel quale accompagniamo con la nostra croce Gesù Cristo: «Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo» (Lc 14,27).

Entra Gesù in conflitto con la legge di Dio, che ci comanda di onorare i nostri genitori ed amare il prossimo, quando dice: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo» (Luca 14:26)? Naturalmente no. Gesù ha detto che Egli non è venuto per abolire la Legge, ma per portarla a compimento, perciò dà la giusta interpretazione. Richiedendo un'amore incondizionato proprio da Dio stesso, dichiara che Egli è Dio, che noi dobbiamo amarlo sopra ogni cosa e tutto ordinarlo nel suo amore. Nell'amore di Dio, che ci porta a consegnarci con fiducia a Gesù Cristo, ameremo il prossimo con un amore sincero e giusto. Sant'Agostino dice: «Ecco che ti trascina il desiderio per la verità di Dio e di percipire la sua volontà nelle Scritture Sacre».

La vita cristiana è un viaggio continuo con Gesù. Oggi, molti sono attirati, in teoria, ad essere cristiani, ma in realtà non viaggiano con Gesù, restano nel punto di partenza e nemmeno cominciano il cammino, o abbandonano appena cominciano, o imprendono un altro viaggio con altri compagni. Il bagaglio per camminare in questa vita con Gesù è la croce, ciascuno la sua, ma insieme alla quota di dolore che ci colpisce a noi, seguaci di Cristo, si aggiunge anche la consolazione con la quale Dio conforta i suoi testimoni in qualsiasi classe di prova. Dio è la nostra speranza ed in Egli vi è la sorgente della vita.
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