PANE QUOTIDIANO, «Non potete servire Dio e la ricchezza»

La Liturgia di Domenica 18 Settembre 2016 VANGELO (Lc 16,1-13) Commento:Rev. D. Joan MARQUÉS i Suriñach (Vilamarí, Girona, Spagna)
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi.
Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
Parola del Signore.

«Non potete servire Dio e la ricchezza»
Rev. D. Joan MARQUÉS i Suriñach 
(Vilamarí, Girona, Spagna)
Oggi, il Vangelo ci presenta la figura dell’amministratore infedele, un uomo che ha approfittato il proprio mestiere per rubare il suo padrone. E 'stato un semplice amministratore, ed ha agito come padrone. Dovremmo aver presente questo:

1) I beni materiali sono buoni per se stessi perché provengono dalle mani di Dio. Pertanto, dobbiamo amarle.

2) Ma non possiamo "adorarle", come se fossero Dio e lo scopo della nostra esistenza. Dobbiamo essere staccati da loro. Le ricchezze sono al servizio di Dio e del nostro prossimo, non devono servire a detronizzare Dio nei nostri cuori e nelle nostre azioni: «Non potete servire Dio e la ricchezza» (Lc 16,13). 

3) Non siamo i padroni dei beni materiali, ma semplici amministratori, quindi non solo dobbiamo averne cura, ma anche renderli il più produttivi possibile, d’accordo con le nostre possibilità. La parabola dei talenti lo insegna chiaramente (cfr Mt 25,14-30).

4) Non possiamo cadere nella avarizia, dobbiamo praticare la liberalità, che è una virtù cristiana che dobbiamo vivere tutti, ricchi e poveri, ciascuno secondo le proprie circostanze. Dobbiamo dare agli altri!

Che cosa succede se ho abbastanza beni per coprire le mie spese? Sì, uno si deve anche sforzare per cercare di moltiplicarli e dare di più (parrocchia, diocesi, carità, apostolato). Ricorda le parole di S. Ambrogio: «Non è una parte del tuo patrimonio che si dà ai poveri, ciò che si dà già appartiene loro. Perché quello che ci è stato dato per l' uso di tutti, te lo fai tuo. La terra ci è stata donata a tutti, non solo ai ricchi».

Sei un egoista che solo pensa a accumulare beni materiali per te, come l'amministratore del Vangelo, diciendo delle bugie, rubando, praticando la cattiveria e la durezza di cuore, impedendo di essere commosso dalle necessità degli altri? Non pensi spesso alle parole di san Paolo: «Dio ama chi dona con gioia» (2Cor 9,7)? Sia generoso!
evangeli.net 

don Luciano Sanvito
"Bisogna saper perdere"...
La tattica di questo amministratore stupisce sopratutto per il fatto che, scegliendo la via del perdere, salva tutto quanto, e in più si trova lodato dal padrone.

"Bisogna saper perdere"..."non sempre si può vincere"; ma se uno sa perdere bene, vince comunque con la sua tattica, salvando se stesso.
La scaltrezza aiuta a non seguire mai la via scontata e data per certa: occorre trovare una strada nuova, che ci fa essere sempre intraprendenti, anche se tutte le strade sembrano senza uscita.

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