PARROCCHIA S.MARIA DEGLI ANGELI," il Padre Misericordioso."

Omelia domenica 11 settembre 2016
XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C 
Come già accennavo domenica scorsa, in queste domeniche mediteremo sulla Misericordia.

L’anno giubilare sta per concludersi ed è un’ occasione per riprendere, per rivivere e per far sì che fede e vita non viaggino su due binari ma costituiscano un’unica strada. Questo è il vero senso di un anno “della fede e della famiglia”.
Il Vangelo di oggi ci invita a riflettere sulla gioia di essere perdonati.
Ognuno di noi nel racconto delle parabole cerca sempre di immedesimarsi nella persona del racconto.
Chi nella donna, chi nel figliol prodigo, chi nel fratello maggiore, ritroviamo la moneta perduta e poi l’ideale: il Padre Misericordioso.
Questo è l’ideale: il Padre Misericordioso. Anche noi dovremmo fare ciò che Egli ha fatto.
Penso, invece, che per noi cristiani adulti, la figura che ci si avvicina di più è il fratello maggiore, colui che dimostra una certa tolleranza verso il fratello, ma a cui manca ancora il passo vero:”L’accoglienza”.
Il Padre misericordioso vive l’accoglienza fatta non solo di un gesto di amore e di perdono, ma di una nuova vita.
Il gesto del rivestirlo, il gesto della festa, il gesto di aiutare il fratello maggiore a capire il perché di tutto questo, è ciò che deve rappresentare il vero ideale della Misericordia:”Vivere la gioia di essere figlio di un padre e di vivere così l’essere prossimo di chi hai di fronte”.
Più volte riporto questo paragone:”Chi va d’accordo con i genitori, va d’accordo anche con i fratelli, ma è molto difficile andare d’accordo con i fratelli se non vai d’accordo con i genitori”.
Perché? Manca l’appartenenza alla fonte, all’origine del dono della vita.
Non si può vivere una fede se prima non c’è il legame con la fonte.
Perché è necessaria l’esperienza sacramentale se non per rafforzare questa appartenenza? Diversamente la fede e l’amore diventano semplicemente un sentimento, cioè un dire…
La gioia del pastore che ritrova la pecorella smarrita, la gioia che vive il padre e la madre del figlio che ritorna a casa, la gioia di sentirsi perdonati, è la certezza di una presenza, di un’accoglienza,
Dio è amore:”Deus caritas est”.
Anche San Paolo nella seconda lettura ripete:” A me che ero violento, bestemmiatore e poi “persecutore” è stata usata Misericordia”.
Papa Francesco più volte ha ribadito che non c’è peccato che Dio non possa perdonare e ci ha ricordato che “perdono” significa anche desiderio di ricominciare a vivere la strada verso Dio.
“La bellezza salverà il mondo” diceva Dostojescki. Cos’è la bellezza?
Ve lo spiego con questo paragone:”Io vado a casa dai miei genitori. Com’è bello trovare tutto pronto! Mamma ha già cucinato e stirato ecc..ed è meraviglioso sapere che quel suo fare non è altro che la dimostrazione di un amore che è presenza”.
La bellezza è rappresentata dalla certezza di una presenza che si traduce in compagnia.

Fonte:http://www.guardavalle.net/