Don Mario MORRA sdb"Ora et labora - prega e lavora!"

16 ottobre 2016 | 29a Domenica T. Ordinario - Anno C | Omelia
Ora et labora - prega e lavora!

Il popolo di Israele è impegnato in una battaglia contro Amalek ed i suoi. Mosè sale sulla cima del
colle e si pone in un atteggiamento particolare di preghiera: alza le mani, tenendo in una di esse "il bastone di Dio", per sollecitare l'Onnipotente ad intervenire in favore del suo popolo. La continuità dell'aiuto di Dio è condizionata dalla continuità della preghiera di Mosè. "Quando Mosè alzava le mani, Israele era il più forte, ma quando le lasciava cadere, era più forte Amalek".
Così Gesù, nel vangelo, con la parabola della vedova che ottiene giustizia per la sua insistenza, pone l'accento sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi.
Dobbiamo essere attenti però a non immaginare Dio come il giudice disonesto che esaudisce le richieste giuste della donna semplicemente per non essere da lei importunato! Dio esaudisce le nostre preghiere, perché ci ama come Padre. Gesù con la parabola vuole semplicemente indicare ai discepoli ed a noi, la necessità della preghiera, ed in particolare la costanza e la perseveranza in essa.
È necessario pregare per vivere cristianamente; Gesù ce ne ha dato più volte l'esempio: gli evangelisti lo colgono in costante atteggiamento di preghiera, specialmente nei momenti più importanti e decisivi della sua vita, fino all'agonia nell'orto degli ulivi, fino sulla croce.
Gesù ci ha insegnato a pregare, a rivolgerci a Dio Padre con la fiducia di figli, e ci ha anche indicato che cosa chiedere nella preghiera. Quando pregate, ci insegna, dite: Padre nostro…sia glorificato il tuo nome, venga il tuo regno…dacci oggi il nostro pane…perdona le nostre colpe, come noi perdoniamo…liberaci dal male.
È necessario pregare sempre, senza stancarsi mai! Insiste ancora Gesù. Ma come è possibile questo?
Sarebbe certo impossibile pregare sempre e, nel contempo, compiere tutti gli altri doveri, se per preghiera intendessimo solo la preghiera fatta con le labbra o mediante letture.
Vi è però un'altra forma di preghiera, fatta con la mente e con il cuore. Anzi, la preghiera più che un parlare a Dio con le labbra, deve essere un atteggiamento dello spirito che vive alla presenza di Dio e tutto orienta a Lui ed alla sua gloria; è una disposizione abituale della volontà e del cuore che tutto vuol fare per amore di Dio e per piacere a Lui.
Come chi ama (pensiamo ad un papà, ad una mamma per i propri bambini) ha sempre in mente la persona amata, vuole piacere a lei in tutto, e da questo pensiero trae grande slancio nel compiere il proprio dovere e nell'impegnarsi nella vita, così è per noi nei riguardi di Dio, con la preghiera.
Non si tratta quindi di trascurare i propri doveri e le proprie attività, per dedicarsi alla preghiera, ma di trasformare tutto in preghiera; tutto può diventare preghiera, lode a Dio, dalle opere più ordinarie a quelle che costano maggior sacrificio. Tutto dipende dall'intenzione con cui si compiono e dall'amore (per Dio) con cui si compiono.
La perseveranza poi nella preghiera è segno e prova di fiducia e di abbandono in Dio, ed è caratteristica dell'anima che nutre profonda fede e convinzione di essere amata da Dio, e salvata da Gesù; è segno della convinzione che Dio vuole sempre e solo il nostro bene, meglio di quanto possiamo volerlo noi.
Gesù più volte ci ha assicurato: il Padre stesso vi ama; il Padre sa di che avete bisogno; nemmeno un passero è dimenticato da Dio…e voi valete più di molti passeri; voi siete miei amici se fate quello che vi comando.
Certo, dalla preghiera non va mai disgiunto l'impegno concreto nell'azione, secondo il programma di vita di San Benedetto, Ora et labora, "prega e lavora"; programma che deve essere assunto da ogni cristiano, in ogni campo, anche in quello sociale ed ecclesiale.
In forza del proprio battesimo e della propria appartenenza alla Chiesa, ogni cristiano deve sentire urgente l'impegno di essere apostolo, di essere messaggero del vangelo di salvezza per quanti incontra. Le parole di San Paolo a Timoteo: "Ti scongiuro… annuncia la Parola di Dio, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina" sono rivolte a tutti ed a ciascuno di noi.
Sentiamoci quindi, in questo mese di Ottobre dedicato alle Missioni, anche noi missionari, con la vita e con la preghiera; sosteniamo quelli che sono in prima linea con la nostra collaborazione e con la nostra testimonianza di vita.
La Madonna, in questo mese a Lei dedicato attraverso la preghiera del S. Rosario, ci accompagni e ci sostenga nel nostro impegno di preghiera e di vita cristiana.

Don Mario MORRA sdb
Fonte:http://www.donbosco-torino.it/