Don Paolo Zamengo, "Grande Zaccheo! "

XXXI Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) (30/10/2016)
Grande Zaccheo!    Lc 19, 1-10
Zaccheo, capo dei pubblicani, viveva a Gerico. L’evangelista Luca descrive questo personaggio con
cura. È l’esattore capo della dogana di Gerico, zona di confine della provincia romana. Zaccheo, con il suo mestiere, era diventato molto ricco e molto odiato.

Quel lavoro gli aveva permesso di accumulare somme ingenti. I suoi metodi erano tutt’altro che puliti e proprio per questo Zaccheo aveva perso il sonno. La sua notte era popolata da incubi.  La borsa che conteneva tutto il suo passato di disonestà gli pesava sul cuore ogni giorno di più.

Da qualche tempo però cercava l’occasione di alleggerire la coscienza. Aveva sentito parlare di Gesù che ricreava, rigenerava e ricostruiva cuore e vita. Così Zaccheo aveva iniziato il suo viaggio interiore. Passa dunque per Gerico Gesù e Zaccheo coglie l’attimo fuggente. Forse cercava soltanto un’emozione, ma l’incontro con Gesù lo trasforma.

Rompe gli indugi, esce allo scoperto e si copre anche di ridicolo arrampicandosi su un albero. Ma che importa? Finalmente ascolta il suo cuore. Zaccheo conosce i suoi limiti, non li nasconde, li accetta, non si fa complessi e inventa la soluzione. Per la prima volta non si vergogna di se stesso e non accetta di rimanere imbottigliato nel gruppo.

Il risultato è una sorpresa immensa perché Gesù alza lo sguardo, lo chiama per nome, gli parla, come se a Gerico esistesse solo lui. La distanza è annullata. Colui che Zaccheo cercava di  vedere è colui che ora alza gli occhi per cercarlo e lo fa dal basso quasi fosse più piccolo del piccolo Zaccheo.

E incominciarono a fare festa. Gesù apprezza Zaccheo che ha avuto il coraggio di rischiare. Ha inizio così l’operazione salvezza. C’è perfino una data. “Oggi”. Oggi è l’attimo. La salvezza non è mai una cosa del passato e neppure del futuro. La salvezza si gioca nel momento stesso in cui si decide l’incontro con Gesù. Non te lo perdere, altrimenti sei perso

Fino ad allora Zaccheo conosceva solo rapporti di interesse. Chissà quante altre volte i suoi pranzi erano stati occasione di guadagno. Ma questa volta non si tratta più di rubare ma di restituire. Si tratta di entrare in un’altra dimensione che è quella del dono. Non gli basta non rubare più ma di donare di più. Zaccheo cambia marcia perché Gesù cercandolo gli ha impiantato un cuore nuovo.

Gerico, la città più bassa della terra (240 m. sotto il livello del mare.) è il luogo ideale per incontrare Dio. Gesù prende per mano Zaccheo e lo aiuta a risalire. La vita cambia quando si è disposti ad uscire dallo scadimento della nostra Gerico e ci si lascia conquistare da chi ci ama come un figlio.

Perché Gerico è su ogni strada del mondo. Per ognuno di noi c'è un albero, per ognuno di noi  uno sguardo. La casa di Zaccheo è la mia. Sulla soglia incontro Gesù e gli dico: “Entra, ti aspettavo!”.


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