MACHETTA Domenico SDB, "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua".

30 ottobre 2016 | 31a Domenica T. Ordinario Anno C | Appunti per Lectio
1ª LETTURA: Sap 11,22-12,2
Ecco un inno splendido alla "specialità" del nostro Dio: la misericordia.

"Hai compassione di tutti perché tutto puoi".
È interessante la motivazione: perché tutto puoi. Dio manifesta la sua onnipotenza soprattutto nel perdonare e nell'avere misericordia, come dice la bellissima "colletta" della 26ª domenica del tempo ordinario.
Tutte le cose sono tue, Signore, e tu ami ciò che hai fatto. Allora comprendiamo tutta l'insistenza del Vangelo di Luca sulla misericordia di Dio, sulla ricerca dei peccatori da parte di Gesù. Comprendiamo perché le parabole della misericordia siano il cuore del Vangelo di Luca.
Chi si avvicina a Dio diventa uomo di misericordia. Lo
"specifico" del sacramento della Riconciliazione (la Confessione) è farci diventare persone di misericordia.
Non si tratta di chiudere gli occhi sulle miserie degli uomini, anzi si tratta di aprirli, ma guardando tutto con gli occhi di Gesù, entrando nella pazienza di Dio, nella sofferenza di Dio, che ama la vita.

VANGELO: Lc 19,1-10

Scena simpatica e commovente, facilmente immaginabile. Un uomo piccolo di statura vuol sapere chi è Gesù, e improvvisamente, come un fulmine, comprende ciò che nessun libro, nessuna scuola riuscirebbe a spiegargli: capisce chi è Gesù con l'esperienza.
Chi è Gesù?
È uno che lascia tutta la folla e avanza verso l'albero di sicomoro su cui Zaccheo s'era appollaiato per vederlo passare. Credeva di non essere visto, invece Gesù si interessa proprio di lui.
Sta guardando verso l'albero e lo chiama per nome! Come fa a conoscermi?
Chi sono io perché lui si interessi di me? Chi è Gesù?
È uno che lascia tutto e viene verso di me.
Per conoscerlo bisogna incontrarlo. La nostra religione è "incontro", "rapporto", "tu-per-tu".
Abbiamo tutti paura dell'incontro, perché l'incontro impegna. Gesù è uno che mi cerca. Conoscerlo è lasciarsi trovare da lui.
"Zaccheo!".
Gesù mi chiama per nome, mi conosce: per lui non sono uno dei tanti. Il Salmo 138/139, uno dei salmi più profondi e commoventi, dice che il Signore ci scruta e ci conosce, penetra i nostri pensieri, ci scruta quando camminiamo e quando riposiamo. È lui dice il salmista che ha creato le mie viscere e mi ha tessuto nel grembo di mia madre. Tutto è scritto nel suo libro, ogni dettaglio della vita.
"Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua".
Zaccheo "scese in fretta": è la fretta della gioia, è la fretta di Maria che va da Elisabetta, è la fretta dei pastori che vanno a Betlemme, è la fretta dei discepoli di Emmaus che ritornano a Gerusalemme.
"Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia".
È la gioia che caratterizza gli scritti di Luca, la gioia dell'incontro con il Salvatore.

Tutti mormoravano: "È entrato in casa di un peccatore!". La generazione dal cuore duro mormora sempre. È l'invidia del fratello maggiore che non vuole entrare a far festa per il figlio ritrovato. È la critica dei "benpensanti", i benpensanti che vogliono far tacere il cieco di Gerico, quelli che non si sentono bisognosi di salvezza, come il fariseo della parabola.
Zaccheo comunque è nella gioia, e non si perde in chiacchiere; è molto concreta la sua conversione: "Ecco, Signore, io do metà di ciò che possiedo ai poveri e se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto".
Quando la religione ti tocca sul vivo allora funziona. Non chi chiacchiera o discute, ma chi cambia vita ha incontrato veramente il Signore.
Zaccheo ora è veramente libero, ha la gioia nel cuore. Gesù gli rispose: "Oggi per questa casa è venuta la salvezza". "Oggi": un'altra parola che piace a Luca. È l'oggi liturgico, il tempo di Dio, il "kairòs": in questo istante il Signore passa e mi chiama. Io posso essere indifferente o posso aprire le porte. In questo istante: in questo imprevisto, in questo contrattempo, in questo incontro...
Il Signore sta alla porta e bussa. Torniamo con calma sulla frase centrale:
"Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua".
Ogni parola di questa espressione ha un "peso":
Zaccheo: rapporto personale. "Tu-per-tu". Gesù non ama "in serie".
Scendi: opera un esodo!
Subito (letteralmente: facendo in fretta): non indugiare, è in gioco qualcosa di eccezionale, di portentoso.
Oggi: la Vita eterna bussa alla tua porta in questo istante.
Devo: è un'esigenza d'amore, non una convenienza.
Fermarmi: in greco c'è il verbo "rimanere". Non è solo una visita di cortesia: Gesù vuole restare sempre con te!

Don Domenico MACHETTA
Fonte:  www.donbosco-torino.it