Movimento Apostolico"Perché anch'egli è figlio di Abramo"

Perché anch'egli è figlio di Abramo
Movimento Apostolico - rito romano
XXXI Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) (30/10/2016)
Vangelo: Lc 19,1-10 
Gesù, in casa di Zaccheo, proclama una verità, che merita ogni nostra attenzione: "Oggi per questa
casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo". Figlio di Abramo è il destinatario della promessa fatta da Dio sia all'inizio della chiamata come anche dopo l'obbedienza nell'occasione del sacrificio di Isacco.
Il Signore disse ad Abram: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra» (Gen 12,1-3).
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò suo figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L'angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito». Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. Abramo chiamò quel luogo «Il Signore vede»; perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore si fa vedere».
L'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce» (Gen 22,9-18).
La benedizione di ogni uomo nella discendenza di Abramo è volontà eterna di Dio. Essa è universale, per ogni uomo. Nessuno potrà essere escluso per volontà di un altro uomo. Ognuno si potrà escludere per sua libera decisione. Ma anche chi si esclude, può ritornare, nel pentimento e nella richiesta di perdono al Signore. La sola condizione per essere sommersi dalla benedizione di salvezza, redenzione, santificazione, elevazione alla partecipazione della natura divina, è l'accoglienza di Cristo Gesù, Parola, Verità, Grazia, Vita, Via. È il Vangelo la porta per accedere alla figliolanza di Abramo. Ora Gesù afferma che Zaccheo è divenuto figlio di Abramo. A lui nessuno potrà chiudere le porte della misericordia del Padre.
Tutti sono chiamati a divenire figli di Abramo, figli della promessa e della benedizione. Anticamente si diveniva figli di Abramo attraverso la circoncisione. Si diveniva figli di Abramo e anche figli dell'Alleanza. Con Cristo Gesù si diviene figli di Abramo con l'accoglienza della Parola, del Vangelo, pentendosi, abbandonando il vecchio mondo, entrando nella novità della grazia, ricevendo il battesimo, lasciandosi inondare di Spirito Santo, aggregandosi alla comunità, perché divenuti corpo di Cristo, Chiesa del Dio vivente. A nessuno dovrà mai esser negato il dono della Parola. Gesù ha dato la Parola a Zaccheo. Lui è sceso dal suo sicomoro. È entrato nel Vangelo della salvezza, può essere ricolmato di ogni benedizione. La libertà di Dio nei suoi doni è sovrana.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci veri figli di Abramo.
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Fonte:http://www.qumran2.net/

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