ORDINE DEI CARMELITANI, #LectioDivina"Dove pongo la base della mia sicurezza?"

Lectio:  Domenica, 23 Ottobre, 2016
La parabola del fariseo e del pubblicano
Dove pongo la base della mia sicurezza?
Luca 18,1-14
1. Orazione iniziale
Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il
quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.
2. Lettura
a) Chiave di lettura:
Il Vangelo di questa domenica ci pone dinanzi la paraola del fariseo e del pubblicano (Lc 18,9-14). Abbiamo aggiunto la parabola della vedova e del giudice (Lc 18,1-8), poiché ambedue formano una piccola unità il cui scopo è quello di aiutarci a scoprire come deve essere il nostro atteggiamento orante dinanzi a Dio. Le due parabole ci mostrano che Gesù aveva un altro modo di vedere le cose della vita e la preghiera. Riusciva a percepire una rivelazione di Dio lì dove altri vedevano solo una rovina. Vede qualcosa di positivo nel pubblicano, di cui tutti dicevano: “Non sa pregare!” e nella vedova povera, di cui la società diceva: “Scomoda ed importuna perfino il giudice!” Gesù viveva talmente unito al Padre per mezzo della preghiera, che per lui tutto diventava un’espressione di preghiera.
Oggi le persone semplici del popolo che dicono di non saper pregare, sanno parlare con Gesù, conversano tutto il tempo con Dio. Conosci persone così? Il popolo ha molti modi per esprimere la sua devozione e preghiera.
Durante la lettura cerchiamo di fare attenzione alle due seguenti cose: Qual è l’obiettivo e quali sono i destinatari delle due parabole? Quali sono gli atteggiamenti delle persone che appaiono nelle parabole?
b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:
Luca 18,1: L’obiettivo della prima parabola
Luca 18,2: Descrizione dell’atteggiamento del giudice
Luca 18,3: Atteggiamento della vedova dinanzi al giudice
Luca 18,4-5: Reazione del giudice dinanzi alla vedova
Luca 18,6-8: Gesù applica la parabola
Luca 18,9: I destinatari della seconda parabola
Luca 18,10: Introduzione al tema della parabola
Luca 18,11-12: Descrive come prega il fariseo
Luca 18,13: Descrive come prega il pubblicano
Luca 18,14: Gesù da la sua opinione sui due
c) Testo:
Luca 18,1-141Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: 2«C’era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. 3In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. 4Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, 5poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi». 6E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. 7E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? 8Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
9Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: 10«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. 11Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. 12Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. 13Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. 14Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».
3. Momento di silenzio orante
perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.
4. Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e nell’orazione.
a) Qual è il punto che più ti è piaciuto delle due parabole? Perchè?
b) Qual’è l’atteggiamento della vedova e del giudice? Cosa colpisce maggiormente nell’atteggiamento di ognuno di loro? Perchè?
c) Quali sono gli atteggiamenti del fariseo e del pubblicano? Cosa colpisce maggiormente nell’atteggiamento di ognuno di loro? Perchè?
d) Qual è l’applicazione che Gesù fa della parabola?
e) Cosa ci insegnano le due parabole sulla preghiera?
5. Per coloro che volessero approfondire maggiormente il tema
a) Contesto di ieri e di oggi:
Il contesto del tempo di Gesù e di Luca viene espresso nelle due frasi introduttive che parlano della “necessità di pregare sempre, senza stancarsi” (Lc 18,1) e di “alcuni che presumevano di esse giusti e disprezzavano gli altri” (Lc 18,9). Il contesto di oggi continua ad essere lo stesso di prima, poiché anche oggi è necessario pregare sempre ed oggi ancora ci sono persone che presumono di essere giuste e che disprezzano gli altri.
b) Commento del testo:
Luca 18,1: L’obiettivo della prima parabola
Luca introduce questa parabola con la frase: “sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi”. In altri passaggi insiste allo stesso modo sulla perseveranza nella preghiera e sul bisogno di credere che Dio ascolta la nostra preghiera e risponde alle nostre richieste. La fede in Dio che risponde alle nostre richieste è il filo rosso che pervade tutta la Bibbia, dove, fin dall’Esodo si ripete incessantemente che “Dio ascolta il clamore del suo popolo” (Ex 2,24; 3,7).
Luca 18,2: Descrizione dell’atteggiamento del Giudice
Gesù vuole chiarire per coloro che lo ascoltano qual è l’atteggiamento di Dio dinanzi alle nostre preghiere. Per questo, nel parlare del giudice, pensa in Dio Padre che è il termine del paragone che sta facendo. Se non fosse Gesù, noi non avremmo il coraggio di paragonare Dio con un giudice “che non teme Dio, e che non ha riguardo per nessuno.” Questo paragone audace, creato da Gesù stesso, rafforza da un lato l’importanza della perseveranza nella preghiera e, dall’altro, la certezza di essere ascoltati da Dio Padre.
Luca 18,3: L’atteggiamento della vedova dinanzi al giudice
Nell’atteggiamento della vedova dinanzi al giudice appare la situazione dei poveri nella società del tempo di Gesù. Vedove ed orfani non avevano chi li difendeva ed i loro diritti non erano rispettati. Il fatto che Gesù paragoni il nostro atteggiamento con quello di una vedova povera senza difesa, che cerca di far valere i suoi diritti dinanzi ad un giudice senza nessuna sensibilità umana, mostra la simpatia di Gesù per le persone povere che lottano con insistenza per far valere i propri diritti.
Luca 18,4-5: Reazione del giudice dinanzi alla vedova
Il giudice finisce per cedere dinanzi all’insistenza della vedova. Fa giustizia non per amore alla giustizia, ma per potersi liberare della vedova che continua ad importunarlo.
Luca 18,6-8: Gesù fa l’applicazione della parabola
Gesù trae la conclusione: se un giudice ateo e disonesto presta attenzione ad una vedova che insiste nella sua richiesta, quanto più Dio Padre ascolterà coloro che lo pregano notte e giorno, anche se Lui si fa aspettare. Questo è il punto centrale della parabola, confermato dalla domanda finale di Gesù: “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” Ossia la nostra fede sarà così persistente come quella della vedova, che sopporta senza stancarsi, fino ad ottenere la risposta da Dio? Perché come dice l’Ecclesiastico. “É duro sopportare l’attesa di Dio!”
Luca 18,9: I destinatari della seconda parabola
Questa seconda parabola del fariseo e del pubblicano viene introdotta con la seguente frase: "Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri!" La frase di Luca si riferisce, simultaneamente, al tempo di Gesù ed al tempo di Luca. Poi nelle comunità degli anni ’80, a cui Luca dirige il suo vangelo, c’erano persone afferrate all’antica tradizione del giudaismo che disprezzavano quelle che venivano dal paganesimo (cf. At 15,1.5).
Luca 18,10: Introduce il tema della parabola
Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Non poteva esserci un contrasto maggiore. Nell’opinione della gente di quel tempo, un pubblicano non valeva nulla e non poteva dirigersi a Dio, poiché era una persona impura, in quanto pubblicano, mentre il fariseo era una persona onorata e molto religiosa.
Luca 18,11-12: Descrive come prega il fariseo
Il fariseo prega in piedi e ringrazia Dio per non essere come gli altri: ladroni, disonesti, adulteri. La sua preghiera non è altro che un elogio per se stesso e delle cose che fa: digiuna e paga le decime. E’ un’esaltazione delle sue buone qualità ed un disprezzo per gli altri, soprattutto del pubblicano che si trova insieme a lui nello stesso posto. Non si sente fratello.
Luca 18,13: Descrive come prega il pubblicano
Il pubblicano non osa alzare lo sguardo, si batte il petto ed appena dice: “Mio Dio, abbi pietà di me peccatore!" Si mette al suo posto dinanzi a Dio.
Luca 18,14: Gesù da la sua opinione su tutti e due
Se Gesù avesse chiesto alla gente chi tornò a casa sua giustificato, tutti avrebbero risposto: “Il fariseo!” Ma Gesù pensa in modo diverso. Chi ritorna giustificato (con buone relazioni con Dio) non è il fariseo, bensì il pubblicano. Di nuovo, Gesù gira tutto al rovescio. A molte persone non sarà piaciuta l’applicazione che fa di questa parabola.
c) Ampliando le informazioni:
i) I primi cristiani ci presentano un’immagine di Gesù orante, che viveva in contatto permanente con il Padre. La respirazione della vita di Gesù era fare la volontà del Padre (Gv 5,19). Gesù pregava molto ed insisteva affinché la gente ed i suoi discepoli pregassero. Perché è nel confronto con Dio che emerge la verità e che la persona si ritrova con se stessa in tutta la sua realtà ed umiltà.
ii) Le due parabole rivelano qualcosa dell’atteggiamento orante di Gesù dinanzi al Padre. Rivelano che nemmeno per lui è stato sempre facile. Come la vedova dovette insistere molto, come appare nella preghiera fatta nell’Orto degli Ulivi (Lc 22,41-42). Lui insistette fino alla morte, non desistette, e fu ascoltato (Eb 5,7). Le due parabole rivelano anche la sua esperienza ed intimità con Dio come Padre che accoglie tutti ed il cui amore ha come marca centrale la gratuità. L’amore di Dio per noi non dipende da ciò che facciamo per lui. Lui ci ha amato per primi. Accoglie il pubblicano.
iii) Luca è l’evangelista che più ci informa sulla vita di preghiera di Gesù. Presenta Gesù in preghiera costante. Ecco alcuni momento in cui Gesù appare in preghiera nel Vangelo di Luca:
* Quando ha dodici anni, va al Tempio, alla Casa del Padre (Lc 2,46-50).
* Nel momento di essere battezzato ed assumere la sua missione, prega (Lc 3,21).
* Quando inizia la sua missione, trascorre quaranta giorni nel deserto (Lc 4,1-2).
* Nell’ora della tentazione, affronta il diavolo con i testi della Scrittura (Lc 4,3-12).
* Gesù è solito partecipare alle celebrazioni nelle sinagoghe il sabato (Lc 4,16)
* Cerca la solitudine del deserto per pregare ( Lc 5,16; 9,18).
* Prima di scegliere i dodici Apostoli, trascorre la notte in preghiera (Lc 6,12).
* Prega prima dei pasti (Lc 9,16; 24,30).
* Prima di parlare della realtà e della sua passione, prega (Lc 9,18).
* Nella crisi, sul Monte per pregare ed è trasfigurato mentre prega (Lc 9,28).
* Nel rivelare il Vangelo ai piccoli dice: “Padre io ti ringrazio!” (Lc 10,21)
* Pregando, risveglia negli apostoli la volontà di pregare (Lc 11,1).
* Prega per Pietro affinché sia forte nella fede (Lc 22,32).
* Celebra la Cena Pasquale con i suoi discepoli (Lc 22,7-14).
* Nell’Orto degli Ulivi, prega, e suda perfino sangue (Lc 22,41-42).
* Nell’angoscia dell’agonia chiede ai suoi amici di pregare con lui (Lc 22,40.46).
* Nell’ora di essere inchiodato in croce, chiede perdono per coloro che non sanno quello che fanno (Lc 23,34).
* Nell’ora della morte, dice: "Nelle tue mani consegno il mio spirito!" (Lc 23,46; Sl 31,6)
iv) Questa lunga lista indica quanto segue. Per Gesù, la preghiera era intimamente connessa alla vita, ai fatti concreti, alle decisioni che doveva prendere. Per poter essere fedele al progetto del Padre, cercava di rimanere da solo con lui. Lo ascoltava. Nei momenti difficili e decisivi della sua vita, Gesù pregava i Salmi. Come qualsiasi giudeo pio, li conosceva a memoria. La recita dei Salmi non spense in lui la creatività. Anzi, Gesù compose lui stesso un salmo che ci ha trasmesso. È il Padre Nostro. La sua vita era una preghiera permanente: "Cerco sempre la volontà del Padre!" (Gv 5,19.30) A lui è applicato ciò che dice il Salmo "Io sono in preghiera!" (Sl 109,4)
6. Preghiera di un Salmo
Salmo 146(145): Un Ritratto del nostro Dio
Alleluia.
Loda il Signore, anima mia:
loderò il Signore per tutta la mia vita,
finché vivo canterò inni al mio Dio.
Non confidate nei potenti,
in un uomo che non può salvare.
Esala lo spirito e ritorna alla terra;
in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni.
Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe,
chi spera nel Signore suo Dio,
creatore del cielo e della terra,
del mare e di quanto contiene.
Egli è fedele per sempre,
rende giustizia agli oppressi,
dá il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri,
il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge lo straniero,
egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie degli empi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione.
7. Orazione Finale
Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

Fonte:http://ocarm.org/it

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