ORDINE DEI CARMELITANI,#LectioDivina "Una vera preghiera: l’esempio della vedova"

Lectio:  Domenica, 16 Ottobre, 2016
Una vera preghiera: 
l’esempio della vedova
Luca 18,1-8
1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il
quale l’ hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.

Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.
2. Lettura
a) Chiave di lettura:
La liturgia di questa domenica ci pone dinanzi un testo del Vangelo di Luca che parla di preghiera, un tema assai caro a Luca. E’ la seconda volta che questo evangelista riporta parole di Gesù per insegnarci a pregare. La prima volta (Lc 11,1-13), introduce il testo del Padre Nostro e mediante paragoni e parabole, ci insegna che dobbiamo pregare sempre, senza mai stancarci. Ora, questa seconda volta (Lc 18,1-4), Luca ricorre di nuovo a parabole estratte dalla vita di ogni giorno per dare istruzioni sulla preghiera: la parabola della vedova e del giudice (18,1-8), del fariseo e del pubblicano (Lc 18,9-14). Luca presenta le parabole in modo assai didattico. Per ognuna di esse, fornisce una breve introduzione che serve da chiave di lettura. Poi viene la parabola ed, infine, Gesù stesso applica la parabola alla vita. Il testo di questa domenica si limita alla prima parabola della vedova e del giudice (Lc 18,1-8). Nel corso della lettura è bene prestare attenzione a quanto segue: “Quali sono gli atteggiamenti delle persone che appaiono in questa parabola?”
b) Una divisione del testo per aiutare a leggerlo:
Luca 18,1: Una chiave che Gesù offre per capire la parabola
Luca 18,2-3: Il contrasto tra il Giudice e la Vedova
Luca 18,4-5: Il mutamento del giudice ed il perché di tale mutamento
Luca 18, 6-8a: Gesù applica la parabola
Luca 18, 8b: Una frase finale per provocare
c) Il testo:
Luca 18,1-81 Raccontò loro una parabola per mostrare che dovevano pregare sempre, senza stancarsi mai. 2 «In una città viveva un giudice che non temeva Dio e non si curava di nessuno. 3 Nella stessa città viveva una vedova, che andava da lui e gli chiedeva: "Fammi giustizia contro il mio avversario". 4 Per un po' di tempo il giudice non volle, ma alla fine disse tra sé: "Anche se non temo Dio e non mi prendo cura degli uomini, 5 tuttavia le farò giustizia e così non verrà continuamente a seccarmi"». 6 E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice ingiusto? 7 E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che lo invocano giorno e notte? Tarderà ad aiutarli? 8 Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
3. Momento di silenzio orante
perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.
4. Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e nell’orazione.
a) Quale punto di questo testo ti è piaciuto di più?
b) Quali sono gli atteggiamenti della vedova? O cosa colpisce di più in quello che lei fa e dice?
c) Cosa colpisce nell’atteggiamento e nel parlare del Giudice? Perché?
d) Quale applicazione Gesù fa della parabola?
e) Cosa ci insegna la parabola sul modo di vedere la vita e le persone?
5. Una chiave di lettura
per approfondire maggiormente il tema.
a) Il contesto storico:
Nell’analisi del contesto storico del Vangelo di Luca, dobbiamo tener conto sempre di questa duplice dimensione: l’epoca di Gesù degli anni 30, e l’epoca dei destinatari del Vangelo degli anni 80. Queste due epoche influiscono, ciascuna a modo suo, nella redazione del testo e devono essere presenti nello sforzo che compiamo per scoprire il senso che le parole di Gesù hanno oggi per noi.
b) Il contesto letterario:
Il contesto letterario immediato ci presenta due parabole sulla preghiera: pregare con insistenza e perseveranza (la vedova ed il giudice) (Lc 18,1-8); pregare con umiltà e realismo (il fariseo ed il pubblicano) (Lc 18,9-14). Malgrado la loro differenza, queste due parabole hanno qualcosa in comune. Ci indicano che Gesù aveva un altro modo di vedere le cose della vita. Gesù scorgeva una rivelazione di Dio lì dove tutti scorgevano qualcosa di negativo. Per esempio, vedeva qualcosa di positivo nel pubblicano, di cui tutti dicevano: “Non sa pregare!” E nella vedova povera, di cui si diceva: “E’ cosi insistente che importuna perfino il giudice!” Gesù viveva così unito al Padre che tutto si trasformava per lui in fonte di preghiera. Sono molti i modi in cui una persona può esprimersi nella preghiera. Ci sono persone che dicono: “Non so pregare”, ma conversano con Dio tutto il giorno. Voi conoscete persone così?
c) Commento del testo:
Luca 18,1: La chiave per capire la parabola
Luca introduce una parabola con la frase seguente: “Raccontò loro una parabola per mostrare che dovevano pregare sempre, senza stancarsi mai”. La raccomandazione di “pregare senza stancarsi” appare molte volte nel Nuovo Testamento (1 Tes 5,17; Rom 12,12; Ef 6,18; ecc). Era una caratteristica della spiritualità delle prime comunità cristiane. Ed anche uno dei punti in cui Luca insiste maggiormente, sia nel Vangelo come negli Atti. Se vi interessa scoprire questa dimensione negli scritti di Luca, fate un esercizio: leggete il Vangelo e gli Atti ed annotate tutti i versi in cui Gesù o altre persone stanno pregando. Vi sorprenderete!
Luca 18,2-3: Il contrasto tra la vedova ed il giudice
Gesù ci mostra due personaggi della vita reale: un giudice senza considerazione verso Dio e verso il prossimo, ed una vedova che non desiste dal lottare per i suoi diritti presso il giudice. Il semplice fatto che Gesù ci mostra questi due personaggi rivela che conosce la società del suo tempo. La parabola non solo presenta la povera gente che lotta nel tribunale per vedere riconosciuti i suoi diritti, ma lascia anche intravedere il contrasto violento tra i gruppi sociali. Da un lato, un giudice insensibile, senza religione. Da un altro, la vedova che sa a quale porta bussare per ottenere ciò che le è dovuto.
Luca 18,4-5: Il cambiamento che avviene nel giudice ed il perché del cambiamento
Per molto tempo, chiedendo la stessa cosa ogni giorno, la vedova non ottiene nulla dal giudice insensibile. Infine il giudice malgrado “non temesse Dio e non si curasse di nessuno” decide di prestare attenzione alla vedova e farle giustizia. Il motivo è: liberarsi da questa continua seccatura. Motivo ben interessato! Pero’ la vedova ottiene ciò che vuole! E’ questo un fatto della vita di ogni giorno, di cui Gesù si serve per insegnare a pregare.
Luca 18,6-8: Un’applicazione della parabola
Gesù applica la parabola: “Avete udito ciò che dice il giudice ingiusto? E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che lo invocano giorno e notte, anche se li fa aspettare?” Ed aggiunge che Dio farà giustizia tra breve. Se non fosse Gesù a parlarci, non avremmo il coraggio di paragonare Dio con un giudice nel loro atteggiamento morale. Ciò che importa nel paragone è l’atteggiamento della vedova che grazie alla sua insistenza, ottiene ciò che vuole.
Luca 18,8b: Parole sulla fede
Alla fine Gesù esprime un dubbio: “Ma il Figlio dell’Uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” Avremo il coraggio di aspettare, di avere pazienza, anche se Dio tarda a risponderci? E’ necessario avere molta fede per continuare a resistere e ad agire, malgrado il fatto di non vedere il risultato. Chi aspetta risultati immediati, si lascerà prendere dallo sgomento. In diversi altri punti dei salmi si parla di questa stessa resistenza dura e difficile dinanzi a Dio, fino a che Lui risponde (Sl 71,14; 37,7; 69,4; Lm 3,26). Nel citare il Salmo 80, San Pietro dice che per Dio un giorno è come mille anni (2Pd 3,8; Sl 90,4).
d) Approfondimento: La preghiera negli scritti di Luca
i. Gesù che prega nel Vangelo
I vangeli ci presentano un’immagine di Gesù che prega, che vive in contatto permanente con il Padre. L’aspirazione di vita di Gesù è fare la volontà del Padre (Gv 5,19). Luca è l’evangelista che ci dice più cose sulla vita di preghiera di Gesù. Ci presenta Gesù in costante preghiera. Gesù pregava molto ed insisteva, in modo che anche la gente ed i suoi discepoli facessero lo stesso. Ed è nel confronto con Dio dove appare la verità e la persona si incontra con se stessa in tutta la sua realtà ed umiltà. Ecco alcuni momenti nel Vangelo di Luca in cui Gesù appare pregando:
Lc 2,46-50: Quando ha dodici anni, va al Tempio, nella Casa del Padre
Lc 3,21: Quando è battezzato ed assume la missione, prega
Lc 4,1-2: Quando inizia la missione, passa quaranta giorni nel deserto
Lc 4,3-12: Nell’ora della tentazione, affronta il diavolo con i testi della Scrittura
Lc 4,16: Gesù è solito partecipare alle celebrazioni, nelle sinagoghe, il sabato
Lc 5,16; 9,18: Cerca la solitudine del deserto, per pregare
Lc 6,12: La sera prima di scegliere gli Apostoli, trascorre la notte pregando
Lc 9,16; 24,30: Prega prima dei pasti
Lc 9,18: Prima di parlare della realtà e della sua passione, prega
Lc 9,28: Durante la crisi, sul Monte per pregare, è trasfigurato quando prega
Lc 10,21: Quando il Vangelo viene rivelato ai piccoli, dice: “Ti ringrazio, Padre...”
Lc 11,1: Pregando, sveglia negli apostoli la volontà di pregare
Lc 22.32: Prega per Pietro, per aumentare la sua fede
Lc 22,7-14: Celebra la Cena Pasquale con i suoi discepoli
Lc 22,41-42: Nell’Orto degli Ulivi, prega, sudando sangue
Lc 22,40.46: Nell’angoscia dell’agonia chiede ai suoi amici di pregare con lui
Lc 23,34: Nel momento di essere inchiodato alla croce, chiede perdono per i suoi carnefici
Lc 23,46; Sl 31,6: Nell’ora della morte, dice : “Nelle tue mani consegno il mio spirito”
Lc 23,46: Gesù muore con sulle labbra il grido del povero
Questo elenco di citazioni indica che per Gesù, la preghiera era intimamente unita alla vita, ai fatti concreti, alle decisioni che doveva prendere. Per essere fedele al progetto del Padre, cercava di rimanere da solo con lui. Di ascoltarlo. Nei momenti difficili e decisivi della sua vita, Gesù pregava i Salmi. Come qualsiasi altro giudeo pio, li conosceva a memoria. La recita dei Salmi non spense in lui lo spirito creativo. Anzi, Gesù inventò lui stesso un salmo: E’ il Padre Nostro. La sua vita è stata una preghiera perenne: “In ogni momento faccio ciò che il Padre mi chiede di fare!” (Gv 5,19.30). A lui si applica ciò che dice il Salmo: “... mentre io sono in preghiera!” (Sl 109,4)
ii. Le Comunità oranti negli Atti degli Apostoli
Come avviene nel Vangelo, anche negli Atti, Luca parla molto spesso di preghiera. I primi cristiani sono coloro che continuano la preghiera di Gesù. A continuazione, un elenco di testi che in un modo o nell’altro, parlano di preghiera. Se osservate con molta attenzione, ne scoprirete anche altri:

At 1,14: La comunità persevera in preghiera con Maria, la madre di Gesù
At 1,24: La comunità prega per sapere come scegliere il sostituto di Giuda
At 2,25-35: Pietro cita i salmi durante la predicazione
At 2,42: I primi cristiani sono assidui nella preghiera
At 2,46-47: Frequentano il tempio per lodare Dio
At 3,1: Pietro e Giovanni vanno al tempio per la preghiera dell’ora nona
At 3,8: Lo storpio curato loda Dio
At 4,23-31: La comunità prega nella persecuzione
At 5,12: I primi cristiani rimangono nel portico di Salomone (tempio)
At 6,4: Gli apostoli si dedicano alla preghiera ed alla parola
At 6,6: Pregano prima di imporre le mani sui diaconi
At 7,59: Nell’ora della morte, Stefano prega: “Signore, ricevi il mio spirito”
At 7,60: E prima Stefano prega: “Signore, non imputar loro questo peccato”
At 8,15: Pietro e Giovanni pregano affinché i convertiti ricevano lo Spirito Santo
At 8,22: Al peccatore viene detto: Pentiti e prega, così otterrai il perdono
At 8,24: Simone dice: “Pregate voi per me il Signore, perché non mi accada nulla di ciò che avete detto”
At 9,11: Paolo sta pregando
At 9,40: Pietro prega per la guarigione di “Gazzella”
At 10,2: Cornelio pregava Dio costantemente
At 10,4: Le preghiere di Cornelio salgono al cielo e sono ascoltate
At 10,9: Nell’ora sesta, Pietro prega sulla terrazza della casa
At 10,30-31: Cornelio prega nell’ora nona, e la sua preghiera è ascoltata
At 11,5: Pietro informa la gente di Gerusalemme: “Lui stava in preghiera”!
At 12,5: La comunità prega quando Pietro è in carcere
At 12,12: In casa di Maria, ci sono molte persone raccolte in preghiera
At 13,2-3: La comunità prega e digiuna prima di inviare Paolo e Barnaba
At 13,48: I pagani si rallegrano e glorificano la Parola di Dio
At 14,23: I missionari pregano per designare i coordinatori delle comunità
At 16,13: A Filippo, accanto al fiume, c’è un luogo di preghiera
At 16,16: Paolo e Sila andavano alla preghiera
At 16,25: Di notte, Paolo e Sila cantano e pregano in prigione
At 18,9: Paolo ha una visione del Signore durante la notte
At 19,18: Molti confessano i loro peccati
At 20,7: Erano riuniti per la frazione del pane (Eucaristia)
At 20,32: Paolo raccomanda a Dio i coordinatori delle comunità
At 20,36: Paolo prega in ginocchio con i coordinatori delle comunità
At 21,5: Si inginocchiano sulla spiaggia per pregare
At 21,14: Dinanzi all’inevitabile, la gente dice: Sia fatta la volontà di Dio!
At 21,20: Glorificano Dio per quanto fatto da Paolo
At 21,26: Paolo va al tempio a compiere una promessa
At 22,17-21: Paolo prega nel tempio, ha una visione e parla con Dio
At 23,11: In carcere a Gerusalemme: Paolo ha una visione di Gesù
At 27,23ss: Paolo ha una visione di Gesù durante la tormenta sul mare
At 27,35: Paolo prende il pane e rende grazie a Dio prima di arrivare a Malta
At 28,8: Paolo prega sul padre di Publio colpito dalla febbre
At 28,15: Paolo rende grazie a Dio vedendo i fratelli a Pozzuoli

Questo elenco ci indica due cose molto significative. Da una parte che i primi cristiani conservano la liturgia tradizionale del popolo. Come Gesù, pregano in casa in famiglia, nella comunità e nella sinagoga ed insieme alla gente nel tempio. D’altro canto, oltre alla liturgia tradizionale, sorge tra di loro un nuovo modo di pregare in comunità con un nuovo contenuto. La radice di questa nuova preghiera nasce dalla nuova esperienza di Dio in Gesù e dalla coscienza chiara e profonda della presenza di Dio in mezzo alla comunità: “In lui viviamo, ci moviamo e siamo!” (At 17,28)
6. Preghiera: Salmo 63 (62)
Il desiderio di Dio che si esprime nella preghiera
O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco,
di te ha sete l'anima mia,
a te anela la mia carne,
come terra deserta,
arida, senz'acqua.
Così nel santuario ti ho cercato,
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita,
le mie labbra diranno la tua lode.
Così ti benedirò finché io viva,
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito,
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.
Quando nel mio giaciglio di te mi ricordo
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all'ombra delle tue ali.
A te si stringe l'anima mia
e la forza della tua destra mi sostiene.
Ma quelli che attentano alla mia vita
scenderanno nel profondo della terra,
saranno dati in potere alla spada,
diverranno preda di sciacalli.
Il re gioirà in Dio,
si glorierà chi giura per lui,
perché ai mentitori verrà chiusa la bocca.
7. Orazione finale
Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

Fonte:http://ocarm.org/it

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