#PANEQUOTIDIANO,«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia»

La Liturgia di Venerdi 14 Ottobre 2016  VANGELO (Lc 12,1-7) Commento:P. Raimondo M. SORGIA Mannai OP (San Domenico di Fiesole, Florencia, Italia)
In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù
cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli:
«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.
Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».
Parola del Signore
«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia»
P. Raimondo M. SORGIA Mannai OP 
(San Domenico di Fiesole, Florencia, Italia)
Oggi, il Signore ci invita a riflettere su una specie di lievito dannoso che non lascia fermentare il pane, ma solo lo fa crescere in apparenza, lasciandolo crudo e non adatto per nutrire: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei» (Lc 12,1). Si chiama ipocrisia ed è solo apparenza del bene, maschera fatta con stracci multicolori e sgargianti, ma che occultano vizi e deformità morali, infezioni dello spirito e microbi che sporcano il pensiero e, conseguentemente, la propria esistenza.

Perciò Gesù ci avverte di stare lontano da questi usurpatori che, predicando con i cattivi esempi e con il folgore delle parole bugiarde, cercano di disseminare l’infezione. Ricordo un giornalista –brillante per il suo stile e professore di filosofia- volle affrontare il tema della posizione della Chiesa Cattolica di fronte alla questione del presunto “matrimonio” tra gli omosessuali. E con leggereza ed una sequela di sofismi, grandi come elefanti, cercò di contraddire le giuste ragioni che il Magistero manifestò in uno dei suoi ultimi documenti. Ecco un fariseo dei nostri giorni che, dopo essersi dichiarato battezzato e credente, si allontana con sfacciataggine dal pensiero della Chiesa e dallo spirito di Cristo, pretendendo agire da maestro, accompagnante e guida dei fedeli.

Passando ad un altro tema, il Maestro ci raccomanda di distinguere tra timore e timore: «Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla» (Lc 12,4), che sarebbero i persecutori dell’idea cristiana, che uccidono decine di fedeli quando si fa “la caccia all’uomo” o alcune volte ai testimoni particolari di Gesù.

Paura assolutamente diversa, e ragionevole, è quella di poter perdere il corpo e l’anima, e ciò è nelle mani del Giudice divino; questo non vuol dire che l’anima muoia (sarebbe una fortuna per il peccatore), ma prova un’amarezza che la si può chiamare “mortale” perché è assoluta ed infinita. «Se scegli di vivere bene qui, non ti si manderà ai tormenti eterni. Giacché qui non puoi scegliere il non morire, mentre vivi, scegli il non morire eternamente» (Sant’Agostino).
evangeli.net 

La voce di un padre apostolico 

Noi che siamo stati chiamati dal divino volere alla fede in Gesù Cristo, non possiamo renderci giusti da noi stessi, con la nostra sapienza o intelligenza, con la nostra religiosità o le nostre opere compiute
con cuore puro, ma veniamo giustificati dalla fede.
S.Clemente


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