D. Arnaldo SCAGLIONI sdb, "Aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà"

6 novembre 2016  | 32a Domenica del Tempo Ordinario - Anno C  |  Omelia
"Aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà" Lc 20.27-38

1. Avere il coraggio di guardare la morte in faccia

Il mese di novembre invita tutti a porsi le domande fondamentali della vita. La festa di tutti i Santi e il
giorno dei defunti ci mettono con le spalle al muro come ha fatto Gesù nei confronti dei Sadducei increduli al dopo morte e alla resurrezione.
In parole semplici "non si può mettere tra parentesi la morte", il dopo morte e la "resurrezione" come dato finale e fondamento della fede.
Siamo immersi in una civiltà che si sforza di eliminare la morte. "E' tabù", "tocco ferro" si dice.
Inventa eufemismi come annunciare il decesso.

"Ci ha lasciato"

Oppure un corredo di parole affettive per mascherare il "vuoto", per non pronunciare la parola "MORTE" come:

"sei sempre con noi"
"ti ricorderemo sempre"

Non si pronuncia la parola "MORTE". La si rimuove.

La morte fa parte della vita. Non va messa tra parentesi.
Con il passare degli anni si consolida.
Si muore a fuoco lento con il declinare delle forze vitali.
Tanto vale accettarla anche se non si conosce:
"quando", "dove", "come" sarà la nostra morte.
2. E dopo?

E se non ci fosse più nulla dopo la morte?
E se Gesù non fosse risorto?
Sono domande lecite, ma rivelatrici di un DOPO. (Il dopo c'è) e di un Cristo veramente risorto.
(Io sono la risurrezione e la vita).
E' Gesù che a questo punto interviene: "Non abbiate paura".
Lo dice, lo afferma, lo ripete con tutti, ovunque senza mai stancarsi.
E come dire: "Abbiate fiducia".
Viviamo di fiducia più di quanto si pensi: crediamo nel medico, nell'avvocato, negli amici, in tutti quelli che ci vogliono bene. Senza fiducia non si vive.
Credere in Gesù significa avere fiducia in colui che ci offre un orizzonte sereno.
La sua voce è nel cuore di chi l'ascolta:

"Non avere paura"
"Io sono la risurrezione e la vita"
"Non temere"
A lui e a lui solo possiamo affidarci e ritrovare uno sguardo nuovo sul dopo (morte), sul futuro (eterno), sulla vita (che continua).

3. "Cristo è veramente risorto"

Mi faccio aiutare da:

" S. Paolo: "Se Cristo non fosse risolto, sarebbe vana la nostra fede"
" S Clemente 1°, Papa: Osserviamo la resurrezione che avviene nella legge del tempo.
Il giorno e la notte ci fanno vedere la risurrezione.La notte si addormenta, il giorno risorge. Il giorno se ne va, la notte sopravviene.

Prendiamo come esempio i frutti:

Il seme cos'è e come si genera?
Il seminatore li affida alla terra.
Questi, caduti per terra…. marciscono
Poi Dio … li fa risorgere… e li porta alla fruttificazione.
" S. Leone Magno:

La risurrezione è ineffabile, è unica.
Non può essere confrontata con la creazione… con il Mar Rosso… o altri grandi eventi nella storia sacra. Oltrepassa ogni capacità di essere comprensibile, trascende tutti i modelli, sfugge a ogni confronto perché essa è unica, è singolare.
E' il fondamento della fede. Mistero di fede!
E' come dire "Siamo nelle mani di Dio": amati, scelti, salvati, risorti.
Chiediamo al Signore il dono della Sapienza, per aiutarci ad "investigare le cose del cielo" (Sap. 9,16) e ripetere con fede:

"Aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà"

Don Bosco invitava i suoi ragazzi a dire: - prima di addormentarsi - tre Ave Maria - con la giaculatoria:
"Cara Madre Vergine Maria
fate che io salvi l'anima mia".

Ripetila tutte le sere e la porta del Paradiso sarà spalancata.
Don Arnaldo SCAGLIONI sdb
Fonte:  www.donbosco-torino.it 

Post più popolari