Don Paolo Zamengo, "Saremo come Lui "

XXXII TEMPO ORDINARIO – 6 novembre 2016 - Commento al Vangelo
Saremo come Lui   Lc 20, 27-38

C’è un piccolo cimitero che mi è molto caro. Sul portale d’entrata,  una grande scritta slavata dal
tempo. “Eravamo come voi, sarete come noi”.  Mi dicevano che era una frase un po’ macabra.

Ma sento che quelle parole non sono l’invito a un disamore per la vita. Sono invece le parole chiave, le parole che hanno senso, che danno senso alla vita.  I nostri cimiteri sono pieni di parole che dicono il nostro amore e la nostra riconoscenza. Il cimitero è il posto dove tutti sono buoni e dove il nostro parlare si fa sussurro  e rispetto perché la verità e la speranza non hanno bisogno di parole urlate.

L’assurdo e ridicolo caso dei sadducei nascondeva una grande domanda, una  sincera richiesta di aiuto. Perché  sbagliare  il senso sul nostro futuro significa sbagliare anche il nostro presente Come pensare o immaginare il dopo se non partendo da un presente che conosciamo e che ci impegna con passione e responsabilità? C’è una qualche relazione tra la vita nel tempo e quella dell’eternità? L’esperienza d’amore e di comunione  vissuta nel matrimonio ha qualcosa a che fare con l’amore eterno di Dio?

Gesù nel vangelo annuncia che la vita eterna è vita in pienezza perché vissuta in  relazione di comunione totale con Dio.  Quando  vivo una comunione intensa con una persona ricevo tutto da lei e vivo la mia esperienza innestato nel suo modo di viverla: la sua capacità di amare, la sua visione della realtà, le sue aspirazioni di bene, le sue sofferenze per il male.

Nell’aldilà, la comunione totale con Dio ci consentirà di vivere la nostra esperienza “al modo” di Dio: amando come ama Dio. Volendo ciò che vuole Dio, comprendendo la realtà come la comprende Dio. Sarà volontà del Bene. Sarà realizzazione del Bene. Dunque sarà Bello.

Ma ora? Per il presente Gesù ci ha lasciato i sacramenti che sono già un anticipo di vita piena in Dio.

Il Battesimo è   appartenere alla famiglia di Dio.  La Cresima è il dono di amare come Dio ama. La Riconciliazione è la certezza della gratuità della sua misericordia.  L’Unzione degli infermi è avere Dio accanto che si fa carico delle sofferenze dell’uomo.  L’Ordine sacro è la straordinaria dignità concessa all’uomo di agire in  nome di Cristo.  L’Eucarestia è l’esperienza, già nel tempo presente, di una comunione personale con lui, diventando con lui una sola carne.

Il Matrimonio  è la tensione verso un amore totalizzante, che consente di ricevere e dare compimento alla persona che amo, di sentirla  proprio per me, di essere proprio per lei, che nulla potrà far morire, che l’amore è per sempre,  proprio come ama Dio.

I  sacramenti  sono l’esperienza di Dio che possiamo fare nel tempo.  Non sarà certo Dio che nell’aldilà annullerà il significato del nostro dire “Ti amo” di oggi, ma il suo dire “Ti amo” a ciascuno di noi gli darà pienezza.

Entrare nella risurrezione e nella vita eterna  è il cammino coerente del nostro vivere, già nell’al di qua, come creature a immagine e somiglianza di Dio.  Se saremo capaci di fidarci di lui. Se saremo capaci di riconoscerlo, nella realtà della nostra persona, della nostra storia e nella realtà dei suoi doni, come il compimento del nostro Bene.

Adesso bisogna cambiare la frase di quel cimitero. Non più “Eravamo come voi, sarete come noi”,  ma “Eravamo come voi,  saremo come Lui

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