GIOVANNINI Attilio sdb, "Sarete odiati (o snobbati) da tutti."

13 novembre 2016 | 33a Domenica Tempo Ordinario - Anno C | Spunti per la Lectio
Sarete odiati (o snobbati) da tutti.
Prima devono avvenire queste cose.
Forse la nostra epoca non è particolarmente interessata al futuro ultimo. L'oggi è sufficientemente
drammatico per assorbire tutta la nostra attenzione, ma non abbastanza disperato da farci sognare un capovolgimento totale definitivo.
La minaccia più apocalittica è per noi la catastrofe ecologica, che non ha nulla di arcano, di soprannaturale e non induce a comportamenti da invasati (anzi, non ci scuote neppure quanto sarebbe giusto).
Se comunque volessimo domandarci dove va alla fine il mondo, le Scritture ci dicono qualcosa di sicuro? E il profeta Gesù cosa ci racconta?
Gesù assolutamente non ci fa rivelazioni sensazionali, non ci descrive le scene della fine del mondo. Ci dice però cose importanti. Ci dice anzitutto di non preoccuparci degli sconvolgimenti preannunciati. Certo, le catastrofi non mancheranno (e le guerre saranno sempre più catastrofiche), ma resteranno dentro il piano complessivo di Dio. Gli sconvolgimenti apocalittici sono altra cosa e non sono all'ordine del giorno (per ora). Più urgente e utile è fare i conti con i flagelli correnti. In particolare con le persecuzioni.
L'opposizione dura, cattiva, spietata contro chi si è convertito trovando serenità, amore e voglia di bene, sconcerta, ferisce. Essere trattati da malfattori quando si è lasciato il peccato e si è iniziato ad aiutare il prossimo, provoca un doloroso stupore. Eppure si verifica quasi regolarmente. Chissà per quale mistero.

Che fare? Spaventarci?
Arrabbiarsi?
Mollare tutto?
Reagire con odio?

No.
Resistere.
Perseverare.
Andare avanti con pazienza e costanza.
Non c'è da temere.
Alla fine i nemici non prevarranno, la comunità credente non sarà mai eliminata. Anzi, la persecuzione finirà per dare modo di testimoniare la salvezza e la vita nuova. I tribunali, le prefetture, le carceri saranno luoghi di pubblica dimostrazione della fede, occasioni eccezionali di evangelizzazione. Non bisogna neanche prepararsi. Il Gesù che si porta nel cuore verrà fuori da sé e sarà più eloquente di ogni discorso.
Del resto l'espansione del Regno non avviene mai senza sofferenza, non è mai un parto indolore. È costato tutta la fatica e il sacrificio di Gesù, ed esige l'immolazione di chi, rinato in esso, si sente chiamato a estenderlo. Perciò la martyria non è disgrazia, è trionfo; non solo perché il testimone raggiunge la gloria celeste, ma perché la Chiesa tutta viene potenziata. Là dove è crocifissa, la Chiesa si espande meravigliosamente.

Dunque il messaggio è:

state saldi!
Non vi spaventate di nulla.
Dio è con voi e
le tribolazioni sono fonte di grazia.
Questo vale anche se l'opposizione e la guerra alla fede non assume i caratteri della persecuzione violenta. Ci vuole altrettanto coraggio ad affrontare il tempo della decadenza religiosa, del dilagare del relativismo, del secolarismo, del venir meno delle tradizioni religiose e del consenso e della rilevanza pubblica, del cedere delle forze... Ci vuole altrettanto eroismo nell'accettare di essere minoranza marginale in un mondo tornato pagano e barbaro che nell'affrontare la persecuzione.

Coraggio! Anche questo è tempo di testimonianza vincente nella sua debolezza. Anche questa è l'ora di dar prova della nostra fedeltà al Signore e di mantenere la certezza della presenza di Dio accanto a noi.

Il mondo non va verso lo sfacelo,
ma verso il
Regno del Signore Nostro Gesù Cristo
Don Attilio GIOVANNINI sdb
Fonte:  www.donbosco-torino.it

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