Movimento Apostolico, "Non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà"

 Non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà
Movimento Apostolico - rito romano  
I Domenica di Avvento (Anno A) (27/11/2016)
Vangelo: Mt 24,37-44 
Ogni giorno la storia certifica che ogni Parola di Gesù è purissima verità. Infallibilmente si compie.
Nulla di essa cade a vuoto. Ogni uomo cammina attaccato alla morte. La morte lo segue, lo precede, è alla sua destra e alla sua sinistra. Dove l'uomo si ferma, essa si ferma. Dove l'uomo stabilisce la sua dimora, anche la morte stabilisce la sua. Le chiese, gli ospedali anche di eccellenza ultramoderna, i luoghi di villeggiatura e di riposo, i paradisi delle ferie, i posti di lavoro o di studio, dovunque ci si rechi, la morte è sempre fedele compagna di viaggio. Mai ci lascia soli per un attimo. Quando l'ora giunge, essa non guarda in faccia alcuno, prende l'alito della vita e lo consegna al suo proprietario che è il Signore. Prima della nascita, dopo, ad un anno, a cento anni.
Se la morte fosse solo un passaggio dal tempo all'eternità, allora non dovremmo in alcun modo vigilare. Poiché il fine del tempo è l'eternità, prima essa viene e meglio è per l'uomo. È vero. Il fine è l'eternità. Ma essa apre su due strade: conduce al Paradiso, ma anche alla perdizione eterna. Gesù lo dice con estrema chiarezza: "A che serve all'uomo se guadagna il mondo intero e poi perde la sua anima? O cosa potrà dare l'uomo in cambio della propria anima?". Poiché l'inferno è via sulla quale tutti siamo incamminati, Gesù ci invita a lasciare questa strada di perdizione per inoltrarci, avanzare, progredire sulla via che conduce alla gioia del suo Paradiso. La sua è un'offerta di vita eterna. È lasciata alla nostra volontà e decisione.
Mai nessuno dovrà pensare che percorrendo la via della perdizione giunga alla salvezza eterna. Chi cammina verso il Sud, mai giungerà al Nord e chi prende la strada verso l'Ovest non potrà sperare di pervenire a Est. Andrà nella direzione da Lui scelta. Poiché Gesù ci ha visto, ci vede tutti che camminiamo nella direzione della morte eterna, ci esorta a cambiare strada, prendendo la via che Lui ci indica che è quella della fede nella sua Parola, nel suo Vangelo, che è fede nell'accoglienza di Lui, Crocifisso e Risorto, per essere nel mondo immagine viva della sua croce e della sua risurrezione. Non vi sono altre strade, al di fuori di Lui, che conducono alla gloriosa risurrezione. Lui è il solo Vettore che conduce alla vita eterna. Si entra in Lui, si diviene una cosa sola con Lui, si rimane in Lui, si vive per Lui, si giunge alla gloria del Cielo.
Il Figlio dell'uomo viene nell'ora che nessuno immagina. Non chiede permesso, non avvisa, non dona alcun tempo perché possiamo sistemare né le cose della terra né tantomeno quelle dell'eternità. Ci prende e così come siamo, nel peccato o nella grazia, nell'odio o nell'amore, nella giustizia o nell'ingiustizia, nella pace e nella discordia con Dio e ci porta al cospetto dell'Onnipotente Signore per il giudizio. Si apre il libro della nostra vita e ognuno riceverà la sentenza eterna secondo i frutti da lui prodotti. Se sono stati frutti di bene, si entra nella gloria eterna, se invece sono stati frutti di male, si precipita nel baratro della perdizione, del fuoco, del buio senza più alcuna possibilità di venirne fuori. Poiché l'inferno è via quasi comune, per tutti, ognuno è avvisato. Se vuole entrare in Paradiso, deve cambiare via prima che giunga la morte e su di essa perseverare per tutti i giorni della sua vita. Quando il Figlio dell'uomo verrà, dovrà trovarlo sulla via della giustizia, della verità, della misericordia.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, conservateci sulla via del Cielo.

Fonte:http://www.qumran2.net/