p. José María CASTILLO,"CON LA VOSTRA PERSEVERANZA SALVERETE LA VOSTRA VITA"



XXXIII TEMPO ORDINARIO – 13 novembre 2016 - Commento al Vangelo
CON LA VOSTRA PERSEVERANZA SALVERETE LA VOSTRA VITA
di p. José María CASTILLO
Lc 21,5-19
[In quel tempo,] mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi,
Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
Del Tempio Gesù ha detto che lo avevano trasformato in un covo di banditi (Lc 19,46 par). Oltre a questo, ha predetto la sua distruzione definitiva? È probabile (R. Meyer, F. Bovon). In ogni caso è sicuro che Gesù abbia preso le distanze dal Tempio, dai suoi Sommi Sacerdoti, dalle sue cerimonie e dai suoi rituali. Non è mai andato al Tempio per pregare, cosa che ha fatto sempre in luoghi solitari. È andato al Tempio perché lì si riuniva la gente e poteva parlare al popolo. Di fatto il Tempio di Gerusalemme è stato ridotto ad un “muro di lamentazioni”. Ne resta solo questo. La religione di Israele non ha né tempio né sacerdoti. È vero che, senza tempio né sacerdoti, può continuare ad esistere una religione che vede nella Legge e nei Rituali lo strumento necessario per incontrare Dio. Ma è anche certo che il culto domestico degli israeliti è meno visibile del culto dei templi per i cristiani o di quello delle moschee per l’Islam.
Detto ciò, tutti dobbiamo evitare i paragoni con le altre religioni. E se facciamo paragoni, quello che ci può aiutare di più ad avvicinarci e ad unirci sarà il saper accettare i propri limiti. Perché è evidente che tra noi cristiani e nella Chiesa abbiamo dato una così grande importanza ai templi che per molta gente il tempio e quello che lo richiama (clero, rituali, devozioni, il sacro….) arriva ad avere più importanza della messa in pratica del Vangelo e di Dio stesso.
Quello che Gesù ha annunciato non è stata la “distruzione” della religione, ma la “trasformazione” della religione. A partire da Gesù la “mediazione” per incontrare Dio non è la buona relazione con il Tempio, ma la buona relazione con gli altri esseri umani. Qui e su questo la Chiesa deve insistere soprattutto.

Fonte:http://www.ildialogo.org/