p. José María CASTILLO,"VEGLIATE, PER ESSERE PRONTI AL SUO ARRIVO"

I DOMENICA AVVENTO – 27 novembre 2016 - Commento al Vangelo
VEGLIATE, PER ESSERE PRONTI AL SUO ARRIVO
di p. José María CASTILLO
Mt 24, 37-44
[In quei giorni, Gesù disse ai suoi discepoli:]
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che
precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Il mito del diluvio, in questo brano messo in bocca a Gesù da Matteo non è una minaccia perché noi lettori del Vangelo viviamo spaventati e persino angosciati, aspettando la fine del mondo. Quello che Gesù propone è vivere per quello che dobbiamo fare nel momento presente, ogni giorno, in ogni momento. E, se viviamo in questo modo, allora saremo sempre nella migliore disposizione possibile per quello che possa venire e per quando venga. Questa è la cosa fondamentale che Gesù ci chiede nella vita. Non è possibile sapere con certezza se Gesù abbia pronunciato le parole ricordate da questo vangelo.
Secondo lo stesso vangelo di Matteo Gesù ha chiesto ai suoi discepoli di essere vigilanti, di non lasciarsi vincere dal sonno. Questo ha detto loro nella notte tragica della passione, quando pregava nel giardino del Getsemani: “restate qui e vegliate con me” (Mt 26,38.40.41). Essere vigilanti con Gesù non è vivere spaventati, timorosi di fronte ad una possibile disgrazia o stando in campana se viene un ladro. Chi vede così Gesù, non crede in Gesù. Crede in un essere pericoloso e minaccioso, che può rovinare chiunque per sempre. Gesù non ha portato un messaggio di terrore, ma una “buona notizia” di gioia, di pace e di speranza. Questo è il senso dell’Avvento.
Vivere vigilanti con Gesù significa essere nella stessa disposizione richiesta dallo stesso Gesù a quelli che lo accompagnavano la notte della passione. Significa vivere con tale onestà, nel luogo e nel lavoro nei quali ognuno si trova, che si vive nella disposizione costante a fare quello che devo fare ed a dire quello che devo dire, sebbene questo rappresenti per me una seria minaccia, un pericolo che può arrivare ad essere mortale. Gesù non mette paura, ci propone un progetto di responsabilità rispetto al compito che ognuno deve portare avanti nella vita. Disgraziatamente è molto frequente trovare cristiani che hanno le loro preoccupazioni religiose poste non nella “responsabilità professionale” e familiare, ma nell’”osservanza religiosa”. Questo è la rovina del cristianesimo. E la più grande disgrazia della Chiesa.