PADRE TIZIANO SOFIA, "LA MORTE: C'è o non c'è questo benedetto REGNO DI DIO su questa terribile terra?"

13 novembre 2016 | 33a Domenica T. Ordinario - Anno C | Omelia
LA MORTE: C'è o non c'è questo benedetto 
REGNO DI DIO su questa terribile terra?

Se c'è, perchè tanti problemi di tutti i tipi,

tanti morti, disgrazie, pericoli, minacce,
sopraffazioni, disastri, disordini,
scontri, tensioni, guerre?...

QUINDI IL REGNO DI DIO NON c'è!
O Dio sarà impegnato in altre faccende,
visto che si dimentica della terra.
Una risposta stringente:

"GUARDATE A NON LASCIARVI INGANNARE!". Detta da Gesù!
Se non ci credi, la colpa non è sua.
Il Regno c'è, ma non si vede. Come non si vede il lievito nella pasta o il sale nella minestra, o le onde elettromagnetiche nei nostri "media". Guai non ci fossero! Sarebbe un cataclisma universale! Chi le nega verrebbe deriso da tutti, oggi. Solo 100 anni fa erano inimmaginabili. Come per molti il Regno è inimmaginabile, perchè è lievito e sale in azione... I risultati li vedremo, ma al tempo fissato da Dio.
INSOMMA; la storia ce l'ha in pugno Cristo, non l'uomo!
Noi da soli facciamo della storia una carneficina in tutti i campi, come di fatto sta succedendo per chi rifiuta Cristo.
Ma per chi ha FIDUCIA TOTALE in Cristo, il Regno prenderà sopravvento su tutti i nemici, e per sempre, morte compresa.
Chi la pensa così, vive una vita totalmente diversa, nuova, ricca di fede, speranza e amore. Una vita "CRISTIANA", in continuità con quella di Gesù in Palestina, ormai PRESIDENTE DELL'AMORE, già nel suo Regno, ma operante sulla terra nel mistero dei cuori che optano per Lui. Beati coloro che gli credono!

Ascoltiamo Luca 21

+ II meraviglioso tempio di Gerusalemme?
"Non resterà pietra su pietra", come tutte le opere dell'uomo fatte senza Dio.
+ Il tempo della fine del mondo?
"Guerre, rivoluzioni, popolo contro popolo, terremoti, carestie, pestilenze, fatti terrificanti, segni grandi dal cielo. Prigioni, persecuzioni, torture? Sarà una occasione per testimoniarmi! Non preparate la vostra difesa... Sarete traditi da parenti e amici... Ma neppure un capello del vostro capo perirà! CON LA VOSTRA PERSEVERANZA SALVERETE LE VOSTRE ANIME!". Gesù.
Il cristiano è l'uomo che tiene duro! Dopo, gioia eterna.
Dice Paolo: il cristiano non vive disordinatamente, senza far nulla, in continua agitazione, alla ricerca di eventi miracolosi (2Tess 3,7-12). Il Regno c'è già, ma è in formazione, in progress.

Come vivere questi giorni, questi anni difficili?

Paolo:
"Vi ordiniamo, vi esorto nel Signore Gesù Cristo, MANGIATE IL VOSTRO PANE LAVORANDO IN PACE".
Succeda quel che succeda. La morte di ciascuno di noi è la nostra fine di questo mondo, per entrare, se fedeli, nel Regno definitivo. Allora bisogna darsi da fare vivendo una intensa vita cristiana, imitando quella di Cristo, croce compresa, nella fiducia totale nel Padre, forti nello Spirito.
Il profeta Malachia (3,19-20) ci manda un brevissimo ma denso messaggio:
"Sta arrivando il giorno rovente come un alto forno. Chi commette ingiustizia sarà bruciato come paglia; non lascerà né radice, né germoglio. Per coloro che mi onorano - dice Dio - SORGERA' con raggi benefici il sole di giustizia".
Allora il Regno c'è già, in costruzione però, con Cristo come architetto e capo-cantiere e tutti noi come muratori, falegnami, piastrellisti, elettricisti, verniciatori, decoratori, guardie del cantiere, trasportatori. Immagine...
Il Salmista ci dà un tono di sicura allegria per il risultato finale: Salmo 97
Cantate inni al Signore con l'arpa, con suoni melodiosi, con la tromba, il corno!

ACCLAMATE DAVANTI AL RE, il SIGNORE!

E noi cristiani lo facciano tutti insieme, la domenica, dopo una settimana stressante di lavoro, preoccupazioni, stanchezza psicologica, timori, tentazioni, peccati...
Se ci manchessero questi momenti preziosi di riposo in Dio, diventeremmo nevrastenici, arrabbiati con Dio e il mondo, infelici seminatori di terrorismo psicologico. O ci ubriacheremmo di tutto, pur di dimenticare gli impegni per il Regno, la sua preparazione e il suo avvento.
Il cristiano sta continuamente in guardia per non cedere alla tentazione. Non è Dio che ci INDUCE ALLA TENTAZIONE! Siamo noi che ci avviciniamo ad essa e vorremmo cadere NELLA tentazione. Ma abbiamo Dio che ci rincorre e ci prende per i capelli se occorre, per evitare un suicidio psicologico, di fede, di speranza, di amore.
Spero che i liturgisti non traducano il vecchio "non ci indurre in tentazione", con un "non ci abbandonare ALLA TENTAZIONE", come se fosse sempre Dio a farlo. Chi sa bene di Italiano, sa che bisogna pregare:
NON CI ABBAND0NARE (quando noi ci buttiamo) NELLA TENTAZIONE.
E Dio sta accanto ad ogni apprrendista suicida! Ci ama...

Padre Tiziano SOFIA sdb
Fonte:  www.donbosco-torino.it

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