GIOVANNINI Attilio sdb,"La Madre di Dio"

1 gennaio 2017 | Santa Maria Madre di Dio - A | Omelia

Santa Maria, Madre di Dio
La Madre di Dio

"Nato per noi" dice un famoso canto natalizio. Il mistero del Natale, che celebriamo anche in questa
festività, è proprio questo: Dio-con-noi, Dio per noi. Poiché Dio è amore, e l'amore vuole appunto donarsi, consegnarsi.
Ma per consegnarsi occorre qualcuno che accolga la consegna. Altrimenti cade nel vuoto. Qualcuno che creda a questo amore e corrisponda consegnandosi a sua volta.
Ora Dio avrebbe trovato o non trovato un'accoglienza?
Dio ha risolto il problema... creandosela. Dio si è preparato lui un grembo a cui consegnarsi, un cuore a cui donarsi, due braccia a cui affidarsi. L'ha fatto lui. E così in essa l'umanità ha potuto ricevere l'amore che Dio voleva darle.

Questa madre predisposta è la parte
più recettiva, più aperta, più vicina a Dio,
la punta più alta dell'umanità,
colei che in assoluto ha saputo
accogliere l'auto-donazione di Dio,
auto-donandosi a lui.
E che continua ad auto-donarsi
a nome dell'umanità.

Per cui la nostra accoglienza passa ancora attraverso la sua. Se Gesù vuole "incarnarsi" anche in ciascuno di noi, è lei che ci fa grembo, unendo la sua fede alla nostra. Senza di lei la nostra fede sarebbe troppo debole.

Così, fatti a immagine del Figlio
che in noi si "incarna",
diventiamo anche noi figli,
e dunque fratelli.
Tutti figli di Maria
e fratelli di Gesù.

Quello Spirito, che ha assunto la capacità di Maria di essere madre e l'ha trasformata in maternità divina, assume la nostra capacità di essere figli e la trasforma in figliolanza divina, per essere fratelli.

Maria che "ha anticipato in sé ciò che in qualche misura si realizza sacramentalmente in ogni cristiano che riceva il corpo e sangue di Cristo" (Giovanni Paolo II), è stata il grembo anche per noi. E ora ha un solo fine: riprodurre sempre più perfettamente i lineamenti spirituali del Figlio primogenito in tutti i figli. Per questo si adopera a presentarci al suo Figlio e a intercedere per noi il dono dello Spirito, che in noi sospiri: Abbà. Cosa che ottiene senz'altro, in forza del suo diritto di madre. Del resto è Gesù stesso che ci ha affidati a lei chiamandola a corredentrice per partecipazione.

Maria, la Madre di Dio,
è per vocazione Madre della Chiesa.
I cristiani si rivolgono spontaneamente a lei
in ogni circostanza, chiamandola
Aiuto, Rifugio, Avvocata, Speranza...

E noi, all'inizio di questo anno, la invochiamo in particolare come Regina della pace. A lei chiediamo di farci trovare quella conciliazione e concordia che è venuto a portare il Figlio di Dio e che noi non siamo capaci di costruire.
Dunque, preghiamo davvero tanto, affinché quest'anno sia almeno l'inizio di una nuova convivenza, che non ripeta disperatamente il ciclo della barbarie.

Quanto più staremo vicino alla nostra Madre,
tanto più riusciremo a vincere la violenza multiforme
che ci tiene nel vecchio mondo,
e anticiperemo la serenità eterna.

Don Attilio GIOVANNINI sdb
Fonte:http://www.donbosco-torino.it/