Movimento Apostolico," E il Verbo si fece carne"

 E il Verbo si fece carne
Movimento Apostolico - rito romano  
Natale del Signore - Messa del Giorno (25/12/2016)
Vangelo: Gv 1,1-18
Il Prologo dell'Apostolo Giovanni ha il grande merito di aver dato luce piena, verità piena,
rivelazione perfetta, ad ogni luce, verità, rivelazione su Cristo Signore contenuta sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento. Questo testo deve essere pensato, letto, meditato, preso, studiato, considerato, amato, come il principio ermeneutico per la comprensione del mistero di tutte le profezie, tutti gli oracoli, tutte le parole proferite su di Lui. Questo testo pone la parola fine ad ogni discussione. Ad esempio, se il Libro dei Proverbi e quello del Siracide possono insinuare qualche pensiero non perfettamente corrispondente alla realtà eterna del Verbo, con Giovanni tutto scompare.
Il Signore mi ha creato come inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, all'origine. Dall'eternità sono stata formata, fin dal principio, dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi, io fui generata, quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d'acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io fui generata, quando ancora non aveva fatto la terra e i campi né le prime zolle del mondo. Quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull'abisso, quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell'abisso, quando stabiliva al mare i suoi limiti, così che le acque non ne oltrepassassero i confini, quando disponeva le fondamenta della terra, io ero con lui come artefice ed ero la sua delizia ogni giorno: giocavo davanti a lui in ogni istante, giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell'uomo (Pr 8,22-31).
La sapienza fa il proprio elogio, in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria. Nell'assemblea dell'Altissimo apre la bocca, dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria: «Io sono uscita dalla bocca dell'Altissimo e come nube ho ricoperto la terra. Io ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi. Ho percorso da sola il giro del cielo, ho passeggiato nelle profondità degli abissi. Sulle onde del mare e su tutta la terra, su ogni popolo e nazione ho preso dominio. Fra tutti questi ho cercato un luogo di riposo, qualcuno nel cui territorio potessi risiedere. Allora il creatore dell'universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: "Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele". Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creato, per tutta l'eternità non verrò meno. Nella tenda santa davanti a lui ho officiato e così mi sono stabilita in Sion. Nella città che egli ama mi ha fatto abitare e in Gerusalemme è il mio potere. Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore è la mia eredità (Sir 24,1-12).
Il Prologo del Vangelo secondo Giovanni parte dall'eternità. Entra nel tempo. Parla del tempo dall'eternità che si è fatta carne, ma che rimane perennemente nel seno del Padre. Cristo è il Solo che vive nel tempo e nell'eternità. Parla al tempo dall'eternità. Parla all'eternità dal tempo. Con l'Incarnazione del Verbo cambia la struttura "ontologica" di Dio e dell'uomo. È in questo cambiamento sostanziale la verità di Gesù. È questo cambiamento sostanziale che separa eternamente Cristo da ogni altro.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci gustare la novità di Gesù.

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