ORDINE DEI CARMELITANI, LECTIODIVINA: MADRE SS. MADRE DI DIO

LECTIO: MADRE SS. MADRE DI DIO
Lectio:  Giovedì, 1 Gennaio, 2015
Visita dei Pastori a Gesù e sua Madre
Gli esclusi sono preferiti da Dio
Luca 2,16-21 

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo con il
quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che embrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Chiave di lettura

Il motivo che spinse Giuseppe e Maria a recarsi a Betlemme fu un censimento imposto dall’imperatore di Roma (Lc 2,1-7). Periodicamente, le autorità romane decretavano questi censimenti nelle diverse regioni dell’immenso impero. Si trattava di accatastare la popolazione e sapere quante persone dovevano pagare le imposte. I ricchi pagavano le imposte sul terreno e sui beni che possedevano. I poveri pagavano per il numero di figli che avevano. A volte l’imposta totale superava il reddito della persona del 50%.
Nel vangelo di Luca notiamo una differenza significativa tra la nascita di Gesù e la nascita di Giovanni Battista. Giovanni nasce in casa, nella sua terra, in mezzo a parenti e vicini ed è accolto da tutti (Lc 1,57-58). Gesù nasce sconosciuto, fuori dall’ambiente di famiglia e dei vicini, fuori dalla sua terra. “Non c’era posto per loro nell’albergo”. Dovette essere lasciato in una mangiatoia (Lc 2,7).
Cerchiamo di collocare e commentare il nostro brano (Lc 2,16-21) nell’ampio contesto della visita dei pastori (Lc 2,8-21). Durante la lettura cerchiamo di essere attenti a quanto segue: Quali sono le sorprese e i contrasti che appaiono in questo testo?

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura

Lc 2,8-9: I pastori nel campo, i primi invitati
Lc 2,10-12: Il primo annuncio della Buona Notizia viene fatto ai pastori
Lc 2,13-14: La lode degli angeli
Lc 2,15-18: I pastori vanno fino a Betlemme e raccontano la visione degli angeli
Lc 2,19-20: L’atteggiamento di Maria e dei pastori dinanzi ai fatti
Lc 2,21: La circoncisione del piccolo Gesù

c) Il testo: Luca 2,8-21

In quel tempo, c'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia". E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama". Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere".
[I pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi e illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

a) Cosa ti è piaciuto di più in questo testo? Perché?
b) Quali sono le sorprese e i contrasti che appaiono nel testo?
c) In che modo il testo insegna che il piccolo è il più grande nel cielo e il più povero sulla terra?
d) Quali sono gli atteggiamenti di Maria e dei pastori dinanzi al mistero di Dio che venne loro rivelato?
e) Qual è il messaggio che Luca ci vuole comunicare per mezzo di questi dettagli?

5. Per coloro che vogliono approfondire il tema

a) Contesto di allora e di oggi

Il testo di questa festa della Madre di Dio (Lc 2,16-21) fa parte della descrizione più ampia della nascita di Gesù (Lc 2,1-7) e della visita dei pastori (Lc 2,8-21). L’angelo aveva annunciato la nascita del Salvatore, dando un segnale per riconoscerlo: “Troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia!”. Loro aspettavano il Salvatore di tutto un popolo e dovranno riconoscerlo in un bambino appena nato, povero, che giace accanto a due animali! Grande sorpresa!
Il piano di Dio avviene in modo inaspettato, pieno di sorpreso. Questo succede anche oggi. Un bambino povero sarà il Salvatore del popolo! Te lo puoi credere?

b) Commento del testo

Lc 2,8-9: I primi invitati.
I pastori erano persone emarginate, poco apprezzate. Vivevano insieme agli animali, separate dal resto dell’umanità. A causa del contatto permanente con gli animali erano considerati impuri. Mai nessuno li avrebbe invitati a visitare un neonato. Ma proprio a questi pastori appare l’Angelo del Signore per trasmettere la grande notizia della nascita di Gesù. Davanti all’apparizione degli angeli, loro si riempiono di timore.

Lc 2,10-12: Il primo annuncio della Buona Notizia.
La prima parola dell’angelo è: Non temete! La seconda è: Gioia per tutto il popolo! La terza è: Oggi! Subito tre nomi per indicare chi è Gesù: Salvatore, Cristo e Signore! Salvatore è colui che libera tutti da tutto ciò che li lega! Ai governanti di quel tempo piaceva usare il titolo di Salvatore. Loro stessi si attribuivano il titolo di Soter. Cristo significa unto o messia. Nell’Antico Testamento era questo il titolo che veniva dato ai re e ai profeti. Era anche il titolo del futuro Messia che avrebbe compiuto le promesse di Dio nei riguardi del popolo. Ciò significa che il neonato, che giace in una mangiatoia, viene a realizzare la speranza del popolo. Signore era il nome che veniva dato a Dio stesso! Qui abbiamo i tre titoli più grandi che si possano immaginare. A partire da questo annuncio della nascita di Gesù Salvatore, Cristo e Signore, ci si immagina qualcuno della categoria più elevata. E l’angelo ti dice: “Attenzione! Ti do questo segnale di riconoscimento: incontrerai un bambino in una mangiatoia, in mezzo ai poveri!”. Tu ci crederesti? Il modo in cui Dio agisce è diverso dal nostro!

Lc 2,13-14: Lode degli angeli: Gloria a Dio nel più alto dei cieli, Pace in terra agli uomini che egli ama.
Una moltitudine di angeli appare e scende dal cielo. È il cielo che si spiega sulla terra. Le due frasi del versetto
riassumono il progetto di Dio, il suo piano. La prima dice ciò che avviene nel mondo di lassù: Gloria a Dio nel più alto dei cieli. La seconda dice ciò che succederà nel mondo qui in basso: Pace in terra agli uomini che egli ama! Se la gente potesse sperimentare ciò che veramente significa essere amati da Dio, tutto cambierebbe e la pace abiterebbe la terra. E sarebbe questa la maggior gloria per Dio che dimora nelle altezze!

Lc 2,15-18: I pastori vanno fino a Betlemme e raccontano la visione degli angeli.
La Parola di Dio non è un suono prodotto dalla bocca. È soprattutto un avvenimento! I pastori dicono letteralmente: “Andiamo a vedere questa parola che si è avverata e che il Signore ci ha fatto conoscere”. In ebraico, l’espressione DABAR può significare allo stesso tempo parola e cosa (avvenimento), generata dalla parola. La Parola di Dio ha forza creatrice. Compie ciò che dice. Nella creazione Dio disse: “Sia la luce!, e la luce fu” (Gen 1,3). La parola dell’angelo ai pastori è l’avvenimento della nascita di Gesù.

Lc 2,19-20: Atteggiamento di Maria e dei pastori dinanzi ai fatti, dinanzi alla parola.
Luca aggiunge subito che "Maria serbava queste parole (avvenimenti) meditandole nel suo cuore". Sono due modi di percepire ed accogliere la parola di Dio: (i) I pastori si alzano per vedere i fatti e verificare in essi il segno che era stato dato loro dall’angelo, e dopo, ritornano al loro gregge glorificando e lodando Dio per tutto ciò che avevano visto e udito. (ii) Maria, da parte sua, conservava con cura tutti questi avvenimenti nella memoria e li meditava nel suo cuore. Meditare le cose nel cuore significa ruminarle ed illuminarle con la luce della Parola di Dio, per così giungere a capire meglio tutto il loro significato per la vita.

Lc 2,21: La circoncisione e il nome di Gesù.
D’accordo con una norma delle legge, il piccolo Gesù viene circonciso l’ottavo giorno dopo la sua nascita (cfr. Gen 17,12). La circoncisione era un segnale di appartenenza al popolo. Dava identità alla persona. In questa occasione ogni bambino riceveva il suo nome (cfr. Lc 1,59-63). Il bambino riceve il nome di Gesù che gli era stato dato dall’angelo, prima di essere concepito. L’angelo aveva detto a Giuseppe che il nome del bambino doveva essere Gesù “egli salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1,21). Il nome di Gesù è lo stesso che Giosuè, e significa Dio salverà. Un altro nome che poco a poco sarà dato a Gesù è Cristo, che significa Unto o Messia. Gesù è il Messia atteso. Un terzo nome è Emanuele, che significa Dio con noi (Mt 1,23). Il nome completo è Gesù Cristo Emanuele!

c) Ampliando l'informazione: Maria nel vangelo di Luca

La funzione dei due primi capitoli del vangelo di Luca
Si tratta di due capitoli assai conosciuti, ma poco approfonditi. Luca li scrive imitando gli scritti del Vecchio Testamento. È come se questi due capitoli fossero gli ultimi del Vecchio Testamento per aprire la porta per l’arrivo del Nuovo Testamento. In questi capitoli Luca fa sentire il profumo di un ambiente di tenerezza e di lode. Dall’inizio alla fine, si loda e si canta la misericordia di Dio che, finalmente, viene a compiere le sue promesse. Luca ci mostra come Gesù compie l’Antico Testamento iniziando il Nuovo Testamento. E lo compie a favore dei poveri, degli anawim, di coloro che seppero attendere la sua venuta: Elisabetta, Zaccaria, Maria, Giuseppe, Simeone, Anna, i pastori. Per questo, i primi due capitoli non sono storia secondo il senso che noi oggi diamo alla storia. Fungevano molto di più come uno specchio, in cui i destinatari, i cristiani convertiti dal paganesimo, potevano scoprire chi era Gesù e come era venuto per realizzare le profezie dell’Antico Testamento, rispondendo alle più profonde aspirazioni del cuore umano. Erano anche specchio di ciò che stava avvenendo nelle comunità del tempo di Luca. Le comunità venute dal paganesimo nasceranno dalle comunità dei giudei convertiti. Ma loro erano diverse. Il Nuovo non corrispondeva a ciò che l’Antico Testamento immaginava ed attendeva. Era "il segno di contraddizione" (Lc 2,34), causava tensione ed era fonte di molto dolore. Nell’atteggiamento di Maria, Luca presenta un modello di come le comunità potevano reagire e perseverare nel Nuovo.

Chiave di lettura
In questi due capitoli Luca presenta Maria quale modello per la vita delle comunità. La chiave ci viene data in quell’episodio in cui una donna del popolo elogia la madre di Gesù. Gesù modifica l’elogio e dice: “Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano” (Lc 11,27-28). Qui sta la grandezza di Maria. È nel modo in cui Maria sa rapportarsi alla Parola di Dio che le comunità contemplano il modo più corretto in cui possono porsi davanti alla Parola di Dio: accoglierla, incarnarla, viverla, approfondirla, ruminarla, farla nascere e crescere, lasciarsi plasmare da essa, anche quando non si capisce o quando ci fa soffrire. È questa la visione che soggiace ai due testi dei capitoli 1 e 2 del vangelo di Luca, che parlano di Maria, la madre di Gesù.

Applicando la chiave ai testi
1. Lc 1,26-38: L’Annunciazione: "Si faccia in me secondo la tua parola!"
Sapersi aprire, in modo che la Parola di Dio sia accolta e si incarni.
2. Lc 1,39-45: La Visitazione: "Beata colei che ha creduto!"
Saper riconoscere la Parola di Dio nei fatti della vita.
3. Lc 1,46-56: Il Magnificat: “Il Signore ha fatto in me grandi cose!”
Un canto sovversivo di resistenza e di speranza.
4. Lc 2,1-20: La Nascita: "Lei serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore"
Non c’era posto per loro. Gli emarginati accolgono la Parola.
5. Lc 2,21-32: La Presentazione: "I miei occhi hanno visto la tua salvezza!"
I molti anni di vita purificano gli occhi.
6. Lc 2,33-38: Simeone ed Anna: "Una spada ti trafiggerà l’anima"
Essere cristiani vuol dire essere segni di contraddizione.
7. Lc 2,39-52: A dodici anni: "Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?"
Loro non capivano la Parola che venne loro detta!

I contrasti che colpiscono nel nostro testo
1. Nelle tenebre della notte brilla una luce (2,8-9).
2. Il mondo lassù, il cielo sembra avvolgere il nostro mondo qui in basso (2,13).
3. La grandezza di Dio si manifesta nella debolezza di un bambino (2,7).
4. La gloria di Dio si rende presente in una mangiatoia, accanto ad animali (2,16).
5. La paura provocata dall’improvvisa apparizione dell’angelo si muta in gioia (2,9-10).
6. Le persone emarginate da tutti sono le prime invitate (2,8).
7. I pastori riconoscono Dio presente in un bambino (2,20).

6. Orazione - Salmo 23 (22)

“Il Signore è il mio pastore!”

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.

7. Orazione finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa’ che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa’ che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

Fonte:http://ocarm.org/it/

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