ORDINE DEI CARMELITANI, #LectioDivina"La giustizia di Giuseppe salvò la vita di Maria"

Lectio:  Domenica, 18 Dicembre, 2016
La giustizia di Giuseppe salvò la vita di Maria
Matteo 1,18-24
1. Orazione iniziale
Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il
quale l’ hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.
2. Lettura
a) Chiave di lettura:
I membri delle comunità cristiane della Palestina e della Siria, per cui Matteo scrisse il suo vangelo, erano in maggioranza giudei convertiti. Accettarono Gesù come Messia e credettero in lui. Furono perseguitate a causa della loro fede. I loro fratelli giudei dicevano loro: “Voi cristiani vivete ingannati! Gesù non è, né può essere il Messia!” Nel testo che meditiamo questa domenica, si evidenzia la preoccupazione di Matteo, che vuole confermare la fede delle comunità. E’ come se volesse dirci: “Voi non vivete ingannati! Gesù è veramente il Messia!”
L’intenzione dei capitoli 1 e 2 del Vangelo di Matteo è di informare i lettori riguardo a Gesù, la cui attività sarà descritta a partire dal capitolo 3. In questi due primi capitoli, Matteo presenta le credenziali di Gesù, nuovo legislatore, nuovo Mosé. Nella genealogia (Mt 1,1-17) già aveva mostrato che Gesù appartiene alla razza di Davide e di Abramo (Mt 1,1). In questi versetti (Mt 1,18-25) Matteo continua a presentarci Gesù descrivendo la sua nascita. Racconta come Giuseppe ha ricevuto la notizia che Maria è incinta e le profezie che si realizzeranno con la nascita di Gesù, mostrando che lui è il Messia atteso. Durante la lettura, è bene prestare attenzione a ciò che il testo ci dice sulla persona di Gesù, soprattutto per quanto riguarda il significato dei due nomi che lui riceve.
b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:
Matteo 1,18: Una irregolarità legale in Maria
Matteo 1,19: La giustizia di Giuseppe
Matteo 1,20-21: Il chiarimento dell’angelo
Matteo 1,22-23: La melodia del vangelo di Matteo
Matteo 1,24-25: L’ubbidienza di Giuseppe
c) Il testo:
Matteo 1,18-2418Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
22Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: 23 Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. 24Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 25la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
3. Momento di silenzio orante
perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.
4. Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e nella orazione.
i) Quale è il punto di questo testo che più ti ha colpito? Perché?
ii) Secondo le parole dell’angelo, chi è il figlio che nascerà da Maria?
iii) Secondo le parole di Matteo, quale profezia dell’Antico Testamento si realizza in Gesù?
iv) Quali sono i due nomi che il bambino riceve e quale è il progetto di Dio, nascosto in questi nomi?
v) Come capire l’atteggiamento di Giuseppe? Cosa ci insegna questo atteggiamento?
vi) In cosa consiste esattamente la “giustizia” di Giuseppe?
vii) Quale è la nostra giustizia, paragonata a quella di Giuseppe?
5. Per coloro che desiderano approfondire il tema
a) Contesto del brano evangelico:
La genealogia di Gesù (Mt 1,1-17) ci lascia con un interrogante. Accanto ai nomi di quarantadue antenati paterni di Gesù (Mt 1,17), Matteo cita i nomi di quattro antenate materne solamente: Tamar (Mt 1,3), Racab, Rut (Mt 1,4) e la moglie di Uria (Mt 1,6). Le quattro donne concepirono i loro figli fuori dai parametri della purezza o della giustizia legale dell’epoca. Quindi queste quattro donne si trovavano in stato irregolare dinanzi alla Legge. E’ evidente l’irregolarità di queste quattro antenate. Basta leggere i testi dell’Antico Testamento, dove viene descritta la loro storia. E così alla fine della genealogia sorge una domanda: “E Maria, sposa di Giuseppe da cui nacque Gesù (Mt 1,16), anche lei incorre in qualche irregolarità di tipo legale?” E’ di questo che parla il testo che meditiamo questa domenica.
b) Commento del testo:
Matteo 1,18: Una irregolarità legale in Maria
Maria appare incinta prima di convivere con Giuseppe, il suo promesso sposo. Chi osserva le cose dal di fuori constata una irregolarità e dirà: “Maria, che orrore!” Secondo la legge di Mosè questo errore meritava la pena di morte (Dt 22,20). Per evitare questa interpretazione sbagliata dei fatti, Matteo aiuta il lettore a vedere l’altro aspetto della gravidanza di Maria: “Concepì ad opera dello Spirito Santo”. Agli occhi umani può sembrare una trasgressione della Legge, ma agli occhi di Dio era esattamente il contrario!
Matteo 1,19: La giustizia di Giuseppe
La gravidanza di Maria avviene prima che lei conviva con Giuseppe, non per una deviazione umana, bensì per volontà divina. Dio stesso si è burlato delle leggi della purezza legale in modo da far nascere il Messia in mezzo a noi! Se Giuseppe avesse agito secondo le esigenze della legge dell’epoca, avrebbe dovuto denunciare Maria e possibilmente le avrebbero lanciato pietre. La gravidanza prima del matrimonio è irregolare e secondo la legge della purezza legale, doveva essere castigata con la pena di morte (Dt 22,20). Ma Giuseppe, poiché è giusto, non obbedisce alle esigenze delle leggi della purezza. La sua giustizia è maggiore. Invece di denunciare, preferisce rispettare il mistero che non capisce e si decide ad abbandonare Maria in segreto. La giustizia maggiore di Giuseppe salva la vita sia di Maria che di Gesù.
Così, Matteo manda un avviso importante alle comunità della Palestina e della Siria. E’ come se dicesse: “Ecco cosa succederebbe se si seguisse l’osservanza rigorosa che certi farisei esigono da voi! Darebbero morte al Messia!” Più tardi Gesù dirà: “Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 5,20).
Matteo 1,20-21: Il chiarimento dell’angelo e i due nomi del figlio di Maria: Gesù e Emmanuele
“L’Angelo del Signore” aiuta a scoprire la dimensione più profonda della vita e degli eventi. Aiuta a fare la radiografia degli avvenimenti ed a percepire l’appello di Dio che, ad occhi nudi, non si percepisce. L’Angelo fa capire a Giuseppe che la gravidanza di Maria è frutto dell’azione dello Spirito Santo. Dio stesso, il giorno della creazione, aleggiava sulle acque e riempiva di forza la parola creatrice di Dio (Gen 1,2). In Maria avviene la nuova creazione. E’ l’inizio del nuovo cielo e della nuova terra, annunciati da Isaia (Is 65,17). Il figlio di Maria riceve due nomi: Gesù ed Emmanuele. Gesù significa “Yavé salva”. La salvezza non viene da ciò che noi facciamo per Dio, bensì da ciò che Dio fa per noi. Emmanuele significa “Dio con noi”. Nell’uscita dall’Egitto, nell’Esodo, Dio scende accanto al popolo oppresso (Ex 3,8) e dice a Mosé: “Io sarò con te” (Es 3,12) e da quel momento in poi non abbandona più il suo popolo. I due nomi, Gesù ed Emanuele, rendono concreta e perfino superano la speranza del popolo.
Matteo 1,22-23: La melodia del Vangelo di Matteo
“Tutto questo avvenne affinché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta”. Questa frase o altre simili sono come una melodia, parole che si ripetono molte volte nel vangelo di Matteo (Mt 1,23; 2,5.15.17.23; 4,14; 8,17; 12,17; 13,14.35; etc.). Rivela lo scopo che l’autore aveva in mente: confermare per i suoi lettori di origine giudea il fatto che Gesù è veramente il Messia promesso. In lui si realizzano le promesse dei profeti.
Qui Matteo invoca il testo di Isaia: “La vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele” (Is 7,14). Il titolo Emmanuele, più che un nome, rivela il significato di Gesù per noi. Gesù è la prova che Dio continua a stare con noi. Il nome stesso del bambino è Gesù (Mt 1,25).
Matteo 1,24-25: L’obbedienza di Giuseppe
Svegliato dal sogno, Giuseppe fece ciò che gli disse l’angelo e portò Maria a casa sua. E continua a dire che non ha avuto rapporti con Maria, per confermare che Gesù nacque dallo Spirito Santo.
c) Ampliando le informazioni:
Una chiave per il Vangelo di Matteo - Il vangelo di Matteo si dirige ad una comunità di giudei convertiti, che vivevano una profonda crisi di identità in rapporto al loro passato giudeo. Quando nell’anno 65 dC scoppiò la rivolta contro Roma, i giudeo-cristiani non vi parteciparono ed abbandonarono Gerusalemme. I farisei fecero la stessa cosa. Dopo la distruzione di Gerusalemme nel ’70, i farisei riorganizzarono ciò che rimaneva del popolo e si schierarono in modo sempre più deciso contro i cristiani, che finirono per essere scomunicati. Questa scomunica rese più acuto il problema dell’identità. Ora, ufficialmente scomunicati, non potevano più frequentare le loro sinagoghe, i loro rabbini. E sorge per loro la domanda: A chi appartengono le promesse: alla sinagoga o alla chiesa? Chi è il vero popolo di Dio: loro o noi? Gesù è veramente il Messia? Matteo scrive il suo vangelo per questa comunità. Il vangelo di Matteo può essere definito mediante le tre seguenti parole:
i) Vangelo della consolazione per gli scomunicati e perseguitati dai fratelli giudei che non accettano Gesù in qualità di Messia (Cristo); aiuta a superare il trauma della rottura.
ii) Vangelo della rivelazione: mostra a Gesù come il vero Messia, il nuovo Messia, in cui culmina tutta la storia dell’A.T. con le sue promesse.
iii) Vangelo della nuova pratica: che descrive la pratica di Gesù, e mostra come giungere ad una nuova giustizia, più grande di quella dei farisei.

Questo avvenne affinché si realizzasse - per mezzo di questa frase ripetuta tante volte nel suo vangelo, Matteo incide nel punto di maggiore tensione tra cristiani e giudei. Partendo dalla Bibbia, costoro dicevano: “Gesù non è né può essere il Messia!” Partendo dalla Bibbia stessa, Matteo risponde affermando: “Gesù è veramente il Messia!”

La gravidanza di Maria - Sia Matteo che Luca citano il testo di Isaia “una vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele”(Is 7,14). Ma c’è una differenza. Luca pone Maria nel centro e dà più importanza al segnale della verginità (Lc 1,31). Matteo pone nel centro Giuseppe e dà più importanza al significato del nome Emmanuele.
Il sogno di Giuseppe - L’angelo appare a Giuseppe in sogno e lo aiuta a capire. Con l’aiuto dell’angelo Giuseppe riesce a scoprire l’azione di Dio nell’accaduto, che secondo l’opinione della epoca, sembrava essere solo frutto della deviazione e del peccato. Angelo vuol dire messaggero. Porta un messaggio ed un aiuto per percepire l’azione di Dio nella vita. Oggi sono molti gli angeli che ci orientano nella vita. A volte agiscono nei sogni, altre volte nelle riunioni, nelle conversazioni e negli incontri biblici, nei fatti, ecc.... Tanti angeli, tante angeli!
6. Preghiera: Salmo 72 (71)
Il suo Nome duri in eterno!
1Dio, dá al re il tuo giudizio,
al figlio del re la tua giustizia;
2regga con giustizia il tuo popolo
e i tuoi poveri con rettitudine.

3Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.
4Ai miseri del suo popolo renderà giustizia,
salverà i figli dei poveri
e abbatterà l'oppressore.
5Il suo regno durerà quanto il sole,
quanto la luna, per tutti i secoli.

6Scenderà come pioggia sull'erba,
come acqua che irrora la terra.
7Nei suoi giorni fiorirà la giustizia
e abbonderà la pace,
finché non si spenga la luna.
8E dominerà da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.

9A lui si piegheranno gli abitanti del deserto,
lambiranno la polvere i suoi nemici.
10Il re di Tarsis e delle isole porteranno offerte,
i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi.
11A lui tutti i re si prostreranno,
lo serviranno tutte le nazioni.

12Egli libererà il povero che grida
e il misero che non trova aiuto,
13avrà pietà del debole e del povero
e salverà la vita dei suoi miseri.
14Li riscatterà dalla violenza e dal sopruso,
sarà prezioso ai suoi occhi il loro sangue.

15Vivrà e gli sarà dato oro di Arabia;
si pregherà per lui ogni giorno,
sarà benedetto per sempre.
16Abbonderà il frumento nel paese,
ondeggerà sulle cime dei monti;
il suo frutto fiorirà come il Libano,
la sua messe come l'erba della terra.

17Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole persista il suo nome.
In lui saranno benedette
tutte le stirpi della terra
e tutti i popoli lo diranno beato.
18Benedetto il Signore, Dio di Israele,
egli solo compie prodigi.
19E benedetto il suo nome glorioso per sempre,
della sua gloria sia piena tutta la terra.
Amen, amen.
7. Orazione Finale
Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

Fonte:http://ocarm.org/