p. José María CASTILLO, "GESU’ NASCERA’ DA MARIA, SPOSA DI GIUSEPPE, DELLA STIRPE DI DAVIDE

IV DOMENICA AVVENTO – 18 dicembre 2016 - Commento al Vangelo
GESU’ NASCERA’ DA MARIA, SPOSA DI GIUSEPPE, DELLA STIRPE DI DAVIDE
di p. José María CASTILLO
Mt 1,18-24
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che
andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
Oggi si sa con sicurezza che il vangelo di Matteo – e quindi questo racconto – è stato scritto circa trent’anni dopo i fatti che racconta. È sicuro che è stato redatto dopo l’anno 70. Quindi, quando questo testo è stato scritto, si sapeva perfettamente quello che era stata la vita di Gesù, proprio come la presenta Matteo. Ebbene, nel vangelo di Matteo si presenta Gesù in maniera tale che le tre grandi preoccupazioni della sua vita sono state: 1) La salute degli ammalati. 2) L’alimentazione dei poveri. 3) Le relazioni umane. Certo, Gesù ha parlato molto con il Padre del cielo ed ha parlato molto sul Padre del cielo. Ma la sua relazione con il Padre è stata sempre orientata a risolvere i problemi posti dalle sue tre grandi preoccupazioni.
Stando così le cose, è importante considerare che tutto questo c’è stato perché lo Spirito Santo lo ha programmato, fin dal primo momento. E perché lo Spirito di Dio ha visto che così doveva essere il Salvatore. Questo vuole dire che la salvezza viene attraverso la preoccupazione per la salute, per l’alimentazione e per le migliori relazioni umane che siano possibili. Quando si è scritto il vangelo di Matteo, si sapeva come fosse stata la vita del Salvatore. E si sapeva che quella vita era stata così perché lo Spirito Santo aveva disposto così come è avvenuto.
L’ultima cosa che dice questo vangelo è che Gesù, il Salvatore, è l’Emmanuele, è “Dio con noi”. Cioè, Dio si rende presente tra noi uomini se assumiamo e facciamo nostre le stesse preoccupazioni avute da Gesù. Ecco il senso profondo che ha questo strano racconto delle visioni di Giuseppe e della nascita di Gesù. In questo modo il vangelo di Matteo fin dal principio ha espresso chiaramente che Gesù è stato “Dio con noi” perché la sua origine non proveniva da quello che produce la natura umana, ma dalla presenza nella sua vita (fin dall’inizio) dello Spirito Santo.

Fonte:http://www.ildialogo.org/

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