PANE QUOTIDIANO, «Fate un frutto degno della conversione»

La Liturgia di Domenica 4 Dicembre 2016  VANGELO (Mt 3,1-12) Commento:Pbro. Walter Hugo PERELLÓ (Rafaela, Argentina)
In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo:
«Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Parola del Signore
«Fate un frutto degno della conversione»
Pbro. Walter Hugo PERELLÓ 
(Rafaela, Argentina)
Oggi, il Vangelo di san Matteo ci presenta Giovanni il Battista invitandoci alla conversione: «Convertitevi, perchè il regno dei cieli è vicino!».

A lui accorrevano molte persone volendo essere battezzate e «confessando i propri peccati» (Mt 3,6). Ma, tra tanta gente, Giovanni fissa lo sguardo verso qualcuno in particolare: i farisei, i sadducei, così bisognosi di conversione come ostinati nel negare tale bisogno. A loro vanno dirette le parole del Battista: «Fate un frutto degno della conversione» (Mt 3,8).

Giacchè abbiamo cominciato il tempo d’Avvento, tempo di gioiosa attesa, ci troviamo con l’esortazione di Giovanni, che ci fa capire che quest’attesa non s’identifica con il “quietismo”, nè si rishia di pensare che`siamo già salvi per il solo fatto di essere cristiani´. Quest’attesa è la ricerca dinamica della misericordia di Dio, è una conversione cordiale, è la ricerca della presenza del Signore che venne, viene e verrà.

Il tempo d’Avvento, insomma, è «conversione che passa dal cuore alle opere e, conseguentemente, alla vita tutta del cristiano» (San Giovanni Paolo II).

Approfittiamo, fratelli, questo tempo opportuno che ci regala il Signore per rinnovare la nostra scelta per Cristo, togliendo dal nostro cuore e dalla nostra vita tutto quello che non ci permetta di riceverlo degnamente. La voce del Battista continua a risuonare nel deserto dei nostri giorni: «Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri» (Mt 3,3).

Come Giovanni fu per quei tempi questa «voce che invoca nel deserto», così pure i cristiani sono invitati dal Signore ad essere voci che gridano agli uomini l’anelo dell’attesa vigiliante:«Prepariamo i cammini, si avvicina già il Salvatore; usciamo, pellegrini, all’ incontro del Signore. Vieni, o Signore, a liberarci, vieni a redimere il tuo popolo; purifica le nostre vite e non tardare a venire» (Inno d’Avvento della liturgia delle Ore).


La voce di Papa Francesco

Immagine correlataCari fratelli e sorelle, quante volte anche noi sentiamo l'esigenza di un cambiamento che coinvolga tutta la nostra persona! Quante volte ci diciamo: "Devo cambiare, non posso continuare così... La mia vita, per questa strada, non darà frutto, sarà una vita inutile e io non sarò felice". Quante volte vengono questi pensieri, quante volte!... E Gesù, accanto a noi, con la mano tesa ci dice: "Vieni, vieni da me. Il lavoro lo faccio io: io ti cambierò il cuore, io ti cambierò la vita, io ti farò felice". Ma noi, crediamo in questo o no? Crediamo o no? Cosa pensate voi: credete in questo o no? Meno applauso e più voce: credete o non credete? [la gente: "Sì!"] È così. Gesù che è con noi ci invita a cambiare vita. È Lui, con lo Spirito Santo, che semina in noi questa inquietudine per cambiare vita ed essere un po' migliori. Seguiamo dunque questo invito del Signore e non poniamo resistenze, perché solo se ci apriamo alla sua misericordia, noi troviamo la vera vita e la vera gioia. Dobbiamo soltanto spalancare la porta, e Lui fa tutto il resto. Lui fa tutto, ma a noi spetta spalancare il cuore perché Lui possa guarirci e farci andare avanti. Vi assicuro che saremo più felici.

Udienza giubilare, 18 giugno 2016