PANEQUOTIDIANO, «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14)»

 La Liturgia di Domenica 25 Dicembre 2016 VANGELO (Gv 1,1-18)Commento:Mons. Jaume PUJOL i Balcells Archivescovo di Tarragona e Primato di Catalongna Tarragona, Spagna)

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio

e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Parola del Signore.
«E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14)»
Mons. Jaume PUJOL i Balcells Archivescovo di Tarragona e Primato di Catalongna 
(Tarragona, Spagna)
Oggi, con la semplicità dei bambini, riflettiamo sul grande mistero della nostra fede. La nascita di Gesù indica l’arrivo della “pienezza dei tempi”. Fin dal peccato dei nostri progenitori, il lignaggio dell'uomo si era allontanato dal Creatore. Dio, però, avendo compassione della nostra triste situazione, inviò Suo Figlio eterno, nato dalla Vergine Maria, per riscattarci dalla schiavitù del peccato.

L’apostolo Giovanni spiega l’avvenimento, usando espressioni di grande profondità teologica: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il verbo era Dio» (Gv 1,1). Giovanni denomina “Parola” il Figlio di Dio, la seconda persona della Santissima Trinità, aggiungendo: «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14).

Questo è ciò che celebriamo oggi; perciò facciamo festa. Meravigliati, contempliamo Gesù appena nato. E’ un neonato... e, allo stesso tempo, è Dio Onnipotente; senza lasciare di essere Dio, adesso è anche uno dei nostri!

E’ venuto sulla terra per restituirci la condizione di figli di Dio. E’ necessario però che ognuno di noi accolga in sé la salvezza che Lui ci offre. Così come lo spiega san Giovanni, «A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio» (Gv 1,12). Figli di Dio! Restiamo sorpresi di fronte a questo mistero ineffabile: «Il figlio di Dio si è fatto figlio dell’uomo perché gli uomini diventassero figli di Dio» (San Giovanni Crisostomo).

Accogliamo Gesù, cerchiamoLo: solo in Lui troveremo la salvezza, la vera soluzione per i nostri problemi; solo Lui da il vero senso della vita, delle contrarietà e del dolore. Oggi perciò vi propongo: leggiamo il Vangelo, meditiamolo; cerchiamo di vivere veramente d’accordo con l’insegnamento di Gesù, il Figlio di Dio che è venuto tra noi. Vedremo allora come sarà vero che, fra tutti, faremo un mondo migliore.
Wilma Chasseur
Il cristianesimo ruota dunque ancora sempre attorno a quell'unica domanda che il Natale ripropone ad ognuno: Chi è per te quel Gesù bambino che oggi celebriamo?


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