PANEQUOTIDIANO, «E il Verbo si fece carne»

La Liturgia di Sabato 31 Dicembre 2016  VANGELO (Gv 1,1-18) Commento:Rev. D. David COMPTE i Verdaguer (Manlleu, Barcelona, Spagna)
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.
Parola del Signore
«E il Verbo si fece carne»
Rev. D. David COMPTE i Verdaguer 
(Manlleu, Barcelona, Spagna)
Oggi, è l’ultimo giorno dell’anno. Frequentemente una mescolanza di sentimenti –incluso contraddittori- sussurrano nei nostri cuori in questa data. E’ come una specie di rassegna, dei differenti momenti vissuti e di quelli che avremmo voluto vivere, che si facessero presenti nella nostra memoria. Il Vangelo di oggi può aiutarci a decantarli per poter cominciare il nuovo anno con rinnovato slancio.
«Il Verbo era Dio (...) Tutto è stato fatto per mezzo di lui» (Gv 1,1.3). Al momento di fare il bilancio dell’anno, bisogna tener presente che ogni giorno vissuto è stato un dono ricevuto. Perciò, qualunque profitto ne abbiamo tratto, oggi dobbiamo dimostrare la nostra riconoscenza per ogni minuto dell’anno trascorso.
Ma il dono della vita non è completo. Restiamo bisognosi. Perciò il Vangelo di oggi apporta una parola speciale: «accogliere». «E il Verbo si fece carne» (Gv 1,14). Accogliere lo stesso Dio! Dio, facendosi uomo, si mette alla portata di ognuno di noi. “Accogliere” significa aprirGli le nostre porte, permetterGli di entrare nelle nostre vite, nei nostri progetti, in quelle azioni che colmano i nostri giorni. Fino a che punto abbiamo accolto Dio e Gli abbiamo permesso di entrare in noi?
«Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9). Accogliere Gesù vuol dire lasciarsi questionare per Lui. Permettere che i suoi criteri illuminino sia i nostri pensieri più intimi, sia le nostre attività sociali e lavorative. Che le nostre attuazioni concordino con le Sue!
«La vita era la luce» (Gv 1,4). Ma la fede è qualcosa di più che dei criteri. E’ la nostra vita innestata nella Vita. Non è solo sforzo –che lo è-. E’ soprattutto dono e grazia. Vita ricevuta nel seno della Chiesa, specialmente per mezzo dei sacramenti. Che posto occupano nella mia vita cristiana?
«A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio» (Gv 1,12). Tutto un progetto appassionante per l’anno che stiamo per cominciare!
don Roberto Seregni 
E' la nostra quotidianità il luogo in cui possiamo fare esperienza di Dio.
E in questo ultimo giorno dell'anno sarebbe davvero bello trovare uno spazio di silenzio per mettere nelle mani di Dio tutti i nostri grazie. Al posto degli inutili e costosi botti di capodanno, troviamoci un angolo di silenzio, uno spazio per umanizzare il tempo che ci scorre sulla pelle. Grazie per le persone, gli incontri, gli eventi, le situazioni che mi hanno fatto crescere, che mi hanno purificato e, magari con fatica, mi hanno fatto un uomo o una donna migliore. Grazie per tutti quei passaggi nascosti di Dio nella mia vita, per tutte le occasioni nella quali ho riconosciuto la sua impronta digitale e il suo sorriso nel volto del fratello. Grazie per la forza e il coraggio che inaspettatamente mi sono trovato nelle vene.
Raccogliamo tutti i nostri grazie e lasciamoli nelle Sue mani.
Non c'è posto più sicuro.
Garantito.

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