MACHETTA Domenico SDB,"CONVERTITEVI PERCHE'..."

22 gennaio 2017 | 3a Domenica - T. Ordinario A | Omelia
CONVERTITEVI PERCHE'...
1ª LETTURA: Is 8,23b-9,3
Zabulon e Neftali sono due tribù del Nord, saccheggiate e calpestate dalle invasioni dell'Assiria, in
particolare dalle campagne di Tiglat-Pileser III (VIII secolo a.C.).
La Galilea è chiamata "Distretto delle Nazioni": essendo ai confini, era abitata da stranieri ("gojím").
È come un presagio: il Vangelo sarà per tutte le genti.
Isaia annuncia la fine dell'umiliazione, della schiavitù: al popolo che cammina nelle tenebre appare una grande luce.
Questo passaggio dalle tenebre alla luce ricorda al profeta un altro evento ("come ai tempi di Madian..."): la notte della vittoria di Gedeone su Madian quando ai trecento prodi bastò suonare le trombe e gridare: "Per Adonaj e per Gedeone!" e rompere le brocche, così che le torce brillassero nella notte, perché l'esercito nemico fosse messo in rotta e fosse spezzato il giogo che gravava sulle spalle di Israele. Gli Israeliti potevano finalmente mietere il loro grano nelle aie, cantando, alla luce del sole e non più nei nascondigli.
Sappiamo che questa liberazione è messa da Isaia in relazione con la nascita di un bambino di stirpe davidica, chiamato simbolicamente Emmanuele, Dio-con-noi, destinato ad instaurare un'epoca di pace.

VANGELO: Mt 4,12-23

Il mondo è immerso nelle tenebre. Matteo cambia il verbo di Isaia: invece di "il popolo che camminava nelle tenebre", dice "il popolo che abitava (che sedeva) nelle tenebre".
Le tenebre penetrano anche dentro di noi, come l'umidità. Tutti ne facciamo esperienza: buio, paura, angoscia, dubbi, pericoli, tentazioni.
Continuamente dobbiamo invocare la luce.
Gesù è la luce che risplende nelle tenebre. Pensiamo alla veglia pasquale: "Lumen Christi".
Matteo vede compiersi in Gesù di Nazareth la profezia di Isaia 9: "Terra di Zabulon, terra di Neftali...".
L'arrivo di Gesù a Cafarnao, dove passava la via maris, è per Matteo il segno del compimento. La luce splende nelle tenebre: proprio lui, Levi-Matteo, l'ha sperimentato personalmente...
Che effetto fa sul terzo millennio questa profezia? In un mondo che può slittare verso l'autodistruzione... Tutti sanno che basterebbe una minima percentuale di tutto l'armamento nucleare che abbiamo per far saltare tutta la terra. E gran parte del reddito del lavoro mondiale in questi decenni è servito a perfezionarlo, rovinando l'economia dell'umanità, così che i due terzi della gente resta nel sottosviluppo e nella fame.
Il progresso è giunto a questo punto. Che luce sta venendo oggi sulle nostre Galilee?
È l'ora della speranza, perché umanamente non c'è più speranza.
Viene annunciata con certezza una notizia: che l'ultima tappa di questa corsa dell'umanità non può essere il fallimento, perché Cristo ha promesso di essere con noi fino alla fine del mondo.

Il meglio deve venire.
"Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino".
Matteo è l'evangelista del regno dei cieli. Questa espressione che l'evangelista usa 51 volte indica una realtà ben precisa.
Forse la più bella definizione del regno dei cieli ce la dà
S. Paolo, quando scrive ai Romani (14,17): "Il regno dei cieli è... giustizia, pace e gioia nello spirito".
Dove giustizia significa salvezza, liberazione. Nella lettera ai Romani giustizia indica sempre un'azione del-l'amore salvifico di Dio: lasciarsi liberare da Dio!
Regno dei cieli.
La volta del cielo dava l'impressione di una realtà altissima, immensa, totalmente al di fuori della realtà terrena.
Ora il cielo si è avvicinato!
Convertitevi!
Il termine cielo ha un senso escatologico, che vuol dire:
il mondo corre dietro a certi valori: carriera, soldi, piacere, successo...
il regno dei cieli ci presenta altri valori, i valori ultimi e massimi che cambiano la vita dell'uomo.
Ecco perché Gesù dirà a Pilato: "Il mio regno non è di questo mondo", anche se è già presente in questo mondo.
Chi accoglie l'invito alla conversione, sente l'esigenza della sequela.
"Seguitemi": l'iniziativa è sua!
"Vi farò pescatori di uomini" = avrete presa sulle per
sone! Pensiamo ai santi... Che cosa si crea attorno alla figura di un santo?

Da: Domenico MACHETTA
  Fonte:  www.donbosco-torino.it

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