p. José María CASTILLO, ECCO L’AGNELLO DI DIO, COLUI CHE TOGLIE IL PECCATO DEL MONDO

II TEMPO ORDINARIO – 15 gennaio 2017 - Commento al Vangelo
ECCO L’AGNELLO DI DIO, COLUI CHE TOGLIE IL PECCATO DEL MONDO
di p. José María CASTILLO
Gv 1,29-34

[In quel tempo, Giovanni,] vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che
toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Bisogna insistere di nuovo sul fatto che, quando qui si dice di Gesù che è l’«Agnello di Dio», con questo non si vuole affermare che è la vittima del sacrificio, che muore per i nostri peccati. Il Padre di Gesù non ha bisogno di nessun capro espiatorio (R. Schwagen). Perché un «padre» così non è un padre. Questo sarebbe un Signore giustiziere, secondo il costume degli antichi tiranni, che avevano bisogno di morte e sangue per perdonare. Fa paura pensare ad un simile «Dio». Il Dio che, secondo le antiche tradizioni religiose, non perdona quando non c’è «effusione di sangue» (Eb 9,22).
Nei quattro vangeli si insiste sul fatto che, quando Gesù fu battezzato da Giovanni, lo Spirito Santo discese su Gesù, «come una colomba» che si posò su di lui (Mc 1,10; Mt 3,16; Lc 3,22; Gv 1,32). Per questo i vangeli ripetono il fatto che Gesù andava durante la sua vita condotto dallo Spirito (Mt 4,1 par; 12,28 par; Lc 4,1; 10,21 par). Quando pensiamo a Gesù senza considerare lo Spirito, non comprendiamo Gesù. E non comprendiamo l’opera di Gesù, inclusa la Chiesa. Incorriamo allora in quello che è stato definito (da Yves Congar) come “cristomonismo”: Cristo – Apostoli – Chiesa. Così lo Spirito, che condusse Gesù, smette di condurre la Chiesa, che resta nelle mani dei successori degli Apostoli. Ossia, una gerarchia senza Spirito.
Lo Spirito di Dio si rappresenta nell’immagine di una colomba, che nella più bella espressione della Bibbia rappresenta l’amore umano, l’amore appassionato di un innamorato, che chiama la sua amata: «O mia colomba […], fammi vedere il tuo viso, fammi udire la tua voce» (Ct 2,14); «Aprimi, sorella mia, amica mia, mia colomba, mia perfetta» (Ct 5,2). Lo Spirito di Gesù, e lo Spirito della Chiesa, è uno Spirito di amore così forte, di affetto così appassionato che deve ricorrere alle più audaci metafore dell’amore umano perché lo possiamo comprendere.

Fonte:http://www.ildialogo.org/