don Paolo Matarrese"Vivi davvero"


Commento su Matteo 5,13-16
V Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (05/02/2017)
Vangelo: Mt 5,13-16
COMMENTO ALLE LETTURE
Commento a cura di don Paolo Matarrese
"Vivi davvero", titolo di una canzone di successo di qualche anno fa, ci aiuta a sintetizzare l'invito
che Gesù fa oggi ai suoi discepoli e a tutti noi: Avete una vita da custodire senza trattenere, da manifestare senza nascondere. Siete sale, siete luce, siete portatori di un dono che è legato profondamente alla terra, agli uomini, al mondo. Gesù infatti poco prima, proclamando le beatitudini, non aveva presentato uno stile di vita nuovo da imitare, una "nuova legge" da osservare, ma aveva proclamato la via di una vita nuova a cui l'uomo può nuovamente accedere e che Gesù stesso avrebbe manifestato con la sua missione e ci avrebbe donato con la sua Pasqua: la vita di figli di Dio! "io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza" (Gv 10.10). Il vangelo, la buona notizia è proprio questa: Cristo non ci ha lasciato un modello da imitare ma ci ha fatto dono di una vita che ora è in noi attraverso lo Spirito Santo. E' la vita dei figli di Dio: liberi, animati dall'amore del Padre, rinnovati continuamente dalla sua misericordia, creativi e fecondi nei confronti della vita stessa!
Oggi allora dovremmo innanzitutto soffermaci con gratitudine e stupore su questo grande dono. Soltanto dopo questa consapevolezza possiamo comprendere meglio la missione a cui Gesù ci chiama: "Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli": Gesù ci invita a manifestare la luce dell'amore del Padre che ci abita, potremmo dire allora che la nostra missione è lasciare l'impronta paterna di Dio nei gesti che facciamo tutti i giorni nei confronti del creato e degli altri uomini. Non a caso nel discorso della montagna (capitoli 5-7) una delle parole più utilizzate è "Padre vostro" (ben 17 volte!).
Il cristiano infatti non è chiamato a dimostrare nulla, né ad imporre i suoi principi, rivendicare i suoi spazi, ma è chiamato a "vivere davvero", manifestando la luce che lo abita. E' questa la nostra specificità, il sale e la luce che il mondo, la terra, gli uomini hanno desiderio di vedere e di gustare. La nostra vita, le nostre opere, devono mostrare la bellezza di essere, attraverso Cristo, figli di un Padre che ci ama, che porta a compimento la nostra umanità! Essere segno visibile dell'amore del Padre e della sua azione provvidente e amorosa verso tutti gli uomini. Gli uomini e le donne intorno a noi dovrebbero essere attratti da come, tutti i giorni, pur affrontando le stesse vicissitudini e condividendo la stessa strada, siamo animati da una vita intimamente segnata dalla fiducia e dalla consolazione nell'amore paterno di Dio che Cristo ci ha donato! Era proprio questo che attraeva la gente a Gesù, certo anche i suoi miracoli e le sue guarigioni, ma soprattutto il suo intimo amore con il Padre che lo rendeva un uomo profondamente libero di fronte a tutto e a tutti, un uomo di comunione, di compassione, che mostrava un "insegnamento nuovo come uno che ha autorità e non come gli scribi" (Mc 1,27).
Ma Gesù nell'immagine del sale e della luce ci offre anche due vie concrete per manifestare l'amore del Padre nel mondo:
-Essere per, essere con: il sale è per la terra e la luce per il mondo. Gesù ci ricorda che la vita nuova che ci abita si gioca nei gesti di comunione e di dialogo con l'altro. Abitiamo un mondo sempre più orientato nella corsa all'autorealizzazione e al proprio benessere. Il cristiano invece è portatore di una benedizione che non è solo per se stesso ma si realizza offrendola all'altro. Il discepolo non vive il dono di essere figlio di Dio come un privilegio che lo separa dagli altri ma come un'offerta per gli altri. Gesù oggi ci invita a raccogliere come persona, come comunità, come Chiesa la sfida della comunione, dell'incontro tra le diversità; perdersi attraverso gesti di perdono che stupiscono, gesti di speranza e fedeltà che lasciano a bocca aperta, gesti di gratuità che spiazzano.
- non nascondersi ma essere esposti: "Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio...". Gesù ci conceda il coraggio di esse cristiani che sanno esporsi, sanno metterci la faccia, perché la nostra presenza nel mondo non passi insignificante e indifferente! Ci stani dalle nostre testimonianze "strettamente necessarie", dai nostri slanci caritatevoli senza comprometterci troppo, ci spinga ad osare per rendere visibile ed accessibile a tutti gli uomini quella vita che ci è stata data in dono da Cristo!

Fonte:http://www.qumran2.net/

Post più popolari