DON Tonino Lasconi, "La guancia dello scandalo"

VII Domenica del Tempo Ordinario - Anno A - 2017
In questa VII Domenica del tempo ordinario Gesù ci propone un messaggio non-violento che suscita
istintivamente reazione, ma riflette la sapienza divina, l'unica in grado di guarire le radici del male e spezzare i circoli viziosi della violenza.

"Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l'altra". Ogni volta che ci ritroviamo di fronte a queste parole di Gesù, o per meditazione personale, o per la liturgia domenicale, o perché qualcuno le contesta o vuole scherzarci su, il primo impulso (o tentazione) è quello di ridimensionarle, portandole al nostro livello, spiegando che non è proprio come sembra, tant'è vero che Gesù stesso, quando ricevette uno schiaffo dal soldato non porse l'altra guancia (Gv 18,23). Questo perché la proposta è talmente "altra" da ciò che accade nella nostra vita e nella nostra società rissosa, vendicativa e violenta (nonché da ciò che la storia racconta) che accoglierla così come è sembra danneggiare il vangelo, esponendolo al rischio di farlo sembrare assurdo, e impossibile da seguire.

Questa reazione, comprensibile perché le parole di Gesù contraddicono radicalmente il nostro istinto, potrebbe sembrare addirittura saggia, se non san Paolo non ci ricordasse che "la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio", il quale "fa cadere i sapienti per mezzo della loro astuzia". Il nostro tentativo, in realtà, sarebbe "vano", cioè non solo sciocco, ma inutile, perché addolcito il "porgi l'altra guancia", bisognerebbe procedere con le parole che seguono, anche più drastiche: "A chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due", che propongono non soltanto di non reagire, ma addirittura di cedere, facendo da sfiato alla violenza.

Mai, perciò, zuccherare il vangelo che porta a "pieno compimento" (Mt 5,17) il messaggio biblico precedente, come risulta dal confronto tra Gesù: «Avete inteso che fu detto: "Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico". Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli», e il Levitico: "Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui. Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso". Non abbassiamo, perciò, il vangelo alla nostra misura. Eleviamoci alla sua altezza.

"Già! Tanto Gesù l'ha detto che ci avrebbe mandato come agnelli in pasto ai lupi" (Lc 10,3). Non è così, ma il contrario, perché la nonviolenza è l'unica arma degli agnelli per vincere i lupi, e per raggiungere risultati altrimenti impossibili.

Ce lo ricorda Papa Francesco: "La nonviolenza praticata con decisione e coerenza ha prodotto risultati impressionanti. I successi ottenuti dal Mahatma Gandhi e Khan Abdul Ghaffar Khan nella liberazione dell'India, e da Martin Luther King Jr contro la discriminazione razziale non saranno mai dimenticati. Le donne, in particolare, sono spesso leader di nonviolenza, come, ad esempio, Leymah Gbowee e migliaia di donne liberiane, che hanno organizzato incontri di preghiera e protesta nonviolenta (pray-ins) ottenendo negoziati di alto livello per la conclusione della seconda guerra civile in Liberia" (Dal messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2017).

Ce lo dimostra, però, anche la realtà, se sappiamo guardare oltre le quotidiane cronache di violenza. A Bollate (MI), c'è un carcere senza sbarre, senza cancelli, senza presidi di agenti, con quasi tutti i carcerati occupati nello studio o in lavori utili retribuiti, con un ristorante aperto anche agli esterni, con una recidiva tra coloro che finiscono di scontare la pena del 20% contro il 68% delle carceri "normali" (Viviana Daloiso, su Avvenire di Mercoledì 15/02/2017) . Questo significa prendere sul serio il "porgi l'altra guancia".

«Va bene. Passi il "porgi l'altra guancia" per i grandi eventi, ma in che modo può interessare la nostra piccola vita quotidiana?».
Per fare da sfiato a ogni pur piccola situazione di violenza, e per vincere ogni pur piccola ma ugualmente deleteria violenza. Chissà che i disagi e le sofferenze che non siamo riusciti a superare derivino dal non avere accolto con coraggio il "porgi l'altra guancia"?

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