DON Tonino Lasconi," La scommessa di Dio sulla nostra libertà"

VI Domenica del Tempo Ordinario - Anno A - 2017
La VI Domenica del tempo odinario ci ricorda che, in tutto il creato, gli esseri umani sono stati fatti
"a immagine di Dio", capaci di scegliere, di invocare la sapienza che viene dall'alto e di cercare una relazione con Lui, passando da creature a figli.

"Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano". "Egli" è quel Dio che ci non ci ha programmati per mettere la mano sul fuoco, o sull'acqua in forza di una legge naturale, come succede alla mela che cade a terra quando si stacca dal ramo, oppure in forza dell'istinto, come avviene negli animali. Se fossimo stati creati così, non saremmo "a sua immagine". Egli ci pone davanti il fuoco e l'acqua con la capacità di capire e valutare ciò che fuoco e acqua producono, per poi scegliere o l'una o l'altra soluzione.

Si sente spesso dire: "Ma non poteva crearci già programmati per scegliere il fuoco, quando serve il fuoco, e l'acqua, quando ci serve l'acqua, così non avremmo creato pasticci?". Sarebbe stato più facile per noi e per lui. E' così che ha creato le pietre, le piante, gli animali: cose buone al suo sguardo (Gen 1.4-25); però poi ha voluto una cosa "molto buona" (Gen 1,31): noi, invitati a scegliere liberamente: "davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male: a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà". Così facendo Dio ha scommesso sulla nostra libertà.

Quando constatiamo i disastri che ogni giorno la libertà che Dio ci ha donata produce, viene spontaneo lamentarsi. Però, sappiamo che "grande è la sapienza del Signore; forte e potente, egli vede ogni cosa", e allora la nostra lamentela diventa un segno della nostra piccolezza, e uno stimolo a fidarci di lui, i cui occhi "sono su coloro che lo temono, egli conosce ogni opera degli uomini"? D'altronde, a rifletterci appena un po', anche la nostra esperienza umana ci aiuta intuire la sapienza del Creatore. Che figli sarebbero quelli obbligati a pensare, a dire, a fare soltanto i pensieri, le parole, le azioni imposte dai genitori? Quale genitore sarebbe disposto a scambiarli, questi "figli per obbligo" con quelli che, tra gioia e lacrime, abbandoni e ritorni, distacchi e abbracci, contrasti e rappacificazioni, arrivano a riconoscersi liberamente figli?

Le pietre, le piante, gli animali sono sue creature: il Creatore li guarda, senza essere guardato. L'uomo e la donna hanno la possibilità di passare da creature a figli, di cercare il suo volto e di parlare con lui faccia a faccia come un amico. Questo rapporto speciale tra creature e creatore poteva essere frutto soltanto di una scelta libera. Su questa libertà Dio ha scommesso, e, lui che può tutto, si è reso impotente di fronte alla nostra libertà, per non cancellare in noi la sua immagine.

Quali sono l'acqua e il fuoco, la vita e la morte che Dio ci mette davanti? Ce li ha esemplificati Gesù. Ne sottolineiamo alcuni particolarmente scottanti o refrigeranti.
«Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio". Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio»;
«Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore».
«Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra...».

Come non scambiare l'acqua con il fuoco che brucia e il fuoco con l'acqua che rinfresca? Come rendere vincente la scommessa che Dio ha fatto su di noi? Dovrebbe essere facile, perché siamo stati creati in grado di discernere e valutare, ma sappiamo bene che la sapienza con la quale Dio ci ha creato è sempre minacciata dalla nebbia della "sapienza del mondo", che il nostro io produce incessantemente. Non dobbiamo perciò mai stancarci di invocare la "sapienza di Dio" come ci suggerisce il salmista: "Aprimi gli occhi perché io consideri le meraviglie della tua legge. Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti e la custodirò sino alla fine. Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge e la osservi con tutto il cuore".

Fonte:http://www.paoline.it

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