ERMETE TESSORE SDB,"Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo".

19 Febbraio 2017 | 7a Domenica - T. Ordinario A | Omelia
"Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo".
Si tratta di un'affermazione lapidaria che azzera tutte le nostre chiacchiere su come dobbiamo vivere
la nostra fede. Se ci lasciamo illuminare dalla Parola della liturgia di oggi, alla luce di quello che individualmente, e come chiesa, testimoniamo, l'unica strada che si spalanca di fronte a noi è quella di una radicale conversione.

Ma che cosa ci dice la Parola, oggi? Parecchie cose interessanti. Per la prima lettura, tratta dal libro del Levitico, la santità consiste nel "non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello"; nel "rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai d'un peccato per lui"; nel "non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il prossimo come te stesso". In altre parole tre sono le virtù assolutamente indispensabili per chi vuole indossare i panni dell'autentico credente: il perdonare sempre; l'ammonire in modo schietto e veritiero; l'amare il prossimo come se stesso. Il perdono sgorga dalla piena coscienza del nostro essere terribilmente fragili di fronte a Dio. La parresia, cioè il parlare papale papale,si radica nella esperienza dell'assoluta trasparenza esistenziale illuminata dai fari della fede autentica. La carità, non è altro che l'attualizzazione nel comportamento della certezza di essere tutti figli dello stesso padre.

La nostra comunità riunita in preghiera è nel mondo di oggi testimone di un Dio che perdona, che denuncia apertamente il peccato, che ama senza distinzione? Sono interrogativi molto pesanti. Tuttavia, l'esame di coscienza non termina qui. Anche san Paolo, nella seconda lettura tratta dalla Prima lettera ai Corinzi, va giù sul duro ponendoci ulteriori domande: "Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito abita in voi?"; il nostro cuore è pieno di sapienza umana o di stoltezza divina?; "ma voi siete di Cristo?". Qui ci va di mezzo la nostra vera identità. Ci diciamo cristiani o lo siamo veramente? In che cosa consiste il nostro essere "tempio di Dio che lo Spirito abita?" Le nostre certezze e sicurezze affondano le loro radici sulle terra o nei cieli? Siamo sicuri di essere solo di Cristo? Viene spontaneo chiedersi se esista veramente un cristiano su tutta la faccia della terra. Il guaio è che la Parola continua ad incalzarci anche nel brano evangelico di Matteo. In esso Gesù arriva ad un autentico paradosso:" Siate dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste".

Alla buon'ora! Dobbiamo ammettere che il linguaggio evangelico non suona per niente comprensibile alle nostre orecchie.

Che senso ha dire "ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra"?
Non è esagerato, a chi ti vuol fregare la camicia. lasciare anche la giacca?
E prestare i soldi a tutti che senso ha?
E amare anche i nemici non è decisamente incomprensibile?
Onestamente, pressati da questi inviti, ci riconosciamo più samaritani e pagani che cristiani. La conversione è assolutamente obbligatoria per tutti.

A tutti i livelli si ha l'impressione che il Vangelo venga più vissuto come manuale di galateo e di diplomazia piuttosto che come Parola di Dio da vivere nella vita.
La profezia è spesso svilita a timido belato ossequioso nei confronti del potente di turno.
La vita religiosa consacrata dà l'impressione di essere un'accomandita di pasciuti scapoloni e di eteree nubili che non sempre testimoniano il Regno dei cieli.
L'essere sale della terra e luce del mondo spesso cade nel dimenticatoio dell'omologazione esistenziale e del mimetismo sociale. Per colmare l'abisso tra il nostro essere perfetti e quello di Dio, non ci resta che rimetterci completamente alla misericordia di Dio e riconoscere umilmente che anche oggi, come ai tempi di Gesù, il Regno dei cieli è ancora in gran parte da costruire nonostante le numerose biblioteche colme di libri di dottissimi teologi che ce lo descrivono fin nei minimi dettagli.


Ermete TESSORE sdb
Fonte:  www.donbosco-torino.it

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