mons. Roberto Brunelli"Accompagnando le ceneri sul capo"

Accompagnando le ceneri sul capo
mons. Roberto Brunelli
I Domenica di Quaresima (Anno A) (05/03/2017)
Vangelo: Mt 4,1-11 
La quaresima, cominciata lo scorso mercoledì, già trova un momento importante oggi, prima
domenica, con l'invito a ricordarne il senso. I quaranta giorni che la compongono sono il tempo previsto perché i cristiani si preparino alla festa più importante dell'anno, la festa del innovamento, della rigenerazione.
Per rinnovarsi, occorre anzitutto avere coscienza di che cosa ci sia da cambiare: di qui la prima lettura (Genesi 2,7-9; 3,1-7), che ricorda il peccato originale; tutti siamo nati con l'inclinazione a fare ciò che piace a noi, anche quando contrasta con ciò che è giusto e buono agli occhi di Dio. L'andare contro la sua volontà ci terrebbe separati da lui, se egli non avesse spalancato le porte della sua misericordia, per i meriti del suo Figlio. Lo ricorda la seconda lettura (Romani 5,12-19), con un parallelo tra Adamo e Cristo: "Come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti".
Quel Figlio obbediente al Padre e solidale con noi, se lo vogliamo ci toglie dalla palude delle nostre miserie, dalle quali da soli non sappiamo uscire; è lui, soltanto lui che può rigenerarci, avviando una vita nuova. Tornerà, e magari spesso, l'impulso a riprendere le vecchie abitudini, cioè rimarranno le tentazioni; ma esse sono superabili, come ha dimostrato l'uomo-Gesù (vangelo, Matteo 4,1-11): anch'egli è stato tentato, e ha resistito. Nelle sue tentazioni si concentrano tutte quelle cui l'uomo va soggetto: la soddisfazione dei piaceri corporali disordinati; la voglia di fare quel che ci pare, con la pretesa che Dio intervenga a nostro sostegno; la brama di potere e successo.

Quest'ultima ricorda per contrasto quanto è avvenuto nella Chiesa con la rinuncia del papa Benedetto XVI. In un mondo in cui molti farebbero carte false pur di diventare 'qualcuno', lui che 'qualcuno' di certo era, vi ha liberamente rinunciato; con un gesto di straordinaria umiltà, ha riconosciuto di non essere più in grado di svolgere il compito che gli era stato affidato. In segno di gratitudine per il suo esempio, e come omaggio a quell'autentico uomo di Dio, riporto qui di seguito un passo di quanto egli ha detto all'inizio della quaresima 2010.
Quando il sacerdote impone le ceneri sul capo dei fedeli, lo fa dicendo: "Convertitevi e credete al vangelo": parole che il papa ha spiegato come segue.

"Il primo richiamo è alla 'conversioné, parola da prendersi nella sua straordinaria serietà, cogliendo la sorprendente novità che essa sprigiona. L'appello alla conversione, infatti, mette a nudo e denuncia la facile superficialità che caratterizza molto spesso il nostro vivere. Convertirsi significa cambiare direzione nel cammino della vita: non, però, con un piccolo aggiustamento, ma con una vera e propria inversione di marcia. Conversione è andare controcorrente, dove la corrente è lo stile di vita superficiale, incoerente e illusorio, che spesso ci trascina, ci domina e ci rende schiavi del male o comunque prigionieri della mediocrità morale. 'Convertirsi' e 'credere al vangelo' non sono due cose diverse o soltanto accostate tra loro, ma esprimono la medesima realtà. La conversione è il sì totale di chi consegna la propria esistenza al vangelo, rispondendo liberamente a Cristo che per primo si offre all'uomo come via, verità e vita, come colui che solo lo libera e lo salva. (...) Il 'convertitevi e credete al vangelo' non sta solo all'inizio della vita cristiana, ma ne accompagna tutti i passi, permane rinnovandosi e si diffonde ramificandosi in tutte le sue espressioni. Ogni giorno è momento favorevole e di grazia, perché ogni giorno ci sollecita a consegnarci a Gesù, ad avere fiducia in Lui, a rimanere in Lui, a condividerne lo stile di vita, a imparare da Lui l'amore vero, a seguirlo nel compimento quotidiano della volontà del Padre, l'unica grande legge di vita".

Fonte:http://www.qumran2.net/

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