p. José María CASTILLO, "AMATE I VOSTRI NEMICI"

VII TEMPO ORDINARIO – 19 febbraio 2017 - Commento al Vangelo
AMATE I VOSTRI NEMICI
di p. José María CASTILLO
Mt 5,38-48
[In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:]
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al
malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
In questo vangelo affrontiamo il testo sicuramente più famoso del sermone della montagna, perché contiene le parole di Gesù dalle più grandi implicazioni. Gesù inizia col cambiare radicalmente la vecchia “legge del taglione”, che aveva voluto umanizzare i codici della vendetta senza limiti (così vengono raccolti nella Bibbia: Es 21,23-25; Lv 24,20; Dt 19,21). Ma Gesù afferma che le relazioni umane non si devono impostare e vivere mediante leggi e comportamenti di vendetta, ma unicamente a partire dalla misericordia, che vuole e cerca sempre il bene dell’altro ed il meglio per gli altri. Questa proposta non deve essere interpretata nel senso di annullare i diritti delle persone, ma come principio etico che antepone sempre gli interessi degli altri ai propri. Evidentemente questo rappresenta una rivoluzione della convivenza. È una regola dura e forte, ma è l’unica regola che può umanizzare radicalmente la convivenza.
La seconda impostazione presentata da Gesù, se si prende sul serio, deve arrivare fino alle sue ultime conseguenze. Ed allora significa che da noi cristiani Gesù esige la messa in pratica dell’uguaglianza totale. Allo stesso modo in cui il Padre del cielo tratta sempre allo stesso modo tutti, buoni e cattivi, giusti e peccatori, cristiani e pagani, osservanti e non osservanti, puri ed impuri, e così successivamente senza alcun limite. Gesù condanna tutti i “cainismi” possibili. Gesù non ama le nostre intolleranze, i nostri fanatismi, la nostra inesauribile capacità di disprezzare, giudicare, rifiutare, condannare. La posizione di Gesù è molto radicale, ma è l’unica maniera di trasformare questo mondo. Il diritto è necessario e si deve rispettare, ma più importante e necessaria è la misericordia, che la fa finita con tutte le vendette e tutti gli odi.
Se in tutte le parti del mondo è necessario organizzare in questo modo la convivenza, in Italia lo è ancora di più. Viviamo in un paese segnato dal “cainismo”, l’atteggiamento nei confronti del fratello che segnò Caino, secondo il famoso mito della Bibbia (Gen 4). E che costò a Caino il vivere tutta la vita spaventato, con il sentimento di vivere perseguitato dagli uomini e da Dio. Non possiamo continuare così, non andiamo da nessuna parte.

Fonte:http://www.ildialogo.org

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